Dragar


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
All'andata siamo saliti dalla sinistra orografica della valle (quindi abbiamo attraversato il torrente della Rho).
Da questa strada, partendo dalle ultime case del borgo vecchio siamo arrivati al colle in circa 3 ore (sono circa 1200 metri).
La strada è abbastanza brutta e noiosa, piena di sfasciumi che rendono il passo difficoltoso. Dal colle siamo saliti al Roc de Jany per ripido sentiero, e poi scesi seguendo il crinale che porta al Roc de l'Homme.
Ritorno fatto per la strada militare, che risulta più lunga ma dal fondo più agevole.

Diciamo che la prima parte della gita, fino al pian dei morti, non ci è piaciuta particolarmente. Da li in poi il paesaggio cambia e diventa più godibile.
Prossima volta proveremo a fare l'anello tornando dalla valle stretta.

Con Ele
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ritorno dopo alcuni anni su questa bella montagna a due passi da Bardonecchia.

Questo itinerario di salita è molto consigliato. Si sale velocemente fino ai fortini, senza perdere troppo tempo in noiosi zig zag.
Inoltre la salita nel bosco consente di ripararsi dal sole. Il terreno è ripido e terroso, ma si procede molto bene sia in salita che in discesa.

La cresta è molto breve ed elementare. Si cammina prevalentemente, con qualche breve tratto in cui si appoggiano le mani. La traccia è abbastanza evidente, non ci sono difficoltà di orientamento. E' vero che il terreno a volte è detritico, ma non ci sono mai passi esposti.
Ricongiunti alla normale si sale velocemente in cima senza particolari difficoltà (per chi vuole è presente un bel cavo in ottime condizioni).

Bellissima giornata in compagnia dal meteo spaziale.

Con Ele, Dario, Emanuele, Arianna e Lorenzo
Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
Saliti dalla normale e scesi dalla ovest, relazione completa sulla normale.

Al momento salita possibile, discesa sconsigliata.
Poca neve, tanta granita, un po' di ghiaccio.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Visto l'affollamento ormai tipico dei we (3 scuole Cai al gran completo, 25 persone a scuola), decidiamo di anticipare tutti per non trovare coda (e limitare i danni del caldo).
Partiamo per primi dal rifugio alle 4. Neve rigelata, specie dove tracciato. Crepacci visibili solo in un paio di punti, comunque ben coperti.
Arrivati alla base della cresta, decidiamo di attaccare nei pressi di una targa metallica. Probabilmente non è stata la scelta migliore. Saliamo su roccia marcia con passi delicati, fino a ricongiungerci alla cresta vera e propria.
Da li si arriva alle catene senza nessuna difficoltà.
In alternativa, finchè tiene, si può salire un canalino di neve e attaccare più alti. Sicuramente è la scelta più veloce.

La parte con le catene l'ho trovata abbastanza semplice, a patto di usare un minimo i piedi.
In cima alle 6.30.

In discesa, qualcuno del CAI ci avverte delle numerose persone che stanno salendo. Decidiamo allora di scendere per la ovest. Le condizioni non sono delle migliori, si trova spesso granita o ghiaccio. Due nostri soci dopo qualche metro risalgono e tentano la normale (non si rivelerà poi così affollata).
Vista la scarsa attitudine al terreno, impieghiamo lo stesso tempo in discesa utilizzato in salita (sono 200 metri con 45° max).

In definitiva: salita per la normale breve, godibile e divertente! La ovest... lascerei perdere al momento!

Avvicinamento: utilizzati i taxi jeep. La salita al rifugio non presenta particolari problemi, se non il nevaio finale. In queste condizioni scarica. Vista scarica di pietre attraversare la traccia nel pomeriggio, fare molta attenzione nell'attraversamento.
Dormito in tenda al rifugio per mancanza di posto, temperature africane (in tenda si faceva la sauna). Ottima accoglienza al rifugio per cena e colazione (grazie per la colazione alle 3.15 per anticipare i grupponi). Peccato per la presenza massiccia di plastica (ogni oggetto usato è stato di plastica usa e getta, compreso ogni piatto per ogni portata...): comoda per i gestori, ma non rispettosa dell'ambiente grandioso che ci ospita.

Come al solito, grande cordata con Marta e Luca.
Sull'altra cordata, i due Andrea.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Fatta in giornata.
Nonostante le temperatura in rialzo, la salita è in buone condizioni. Il rigelo notturno ci ha consentito di salire in cima senza sprofondare. Papposa al ritorno (che coraggio chi sale dopo le 10!).

Dalla cima bellissima vista. Per arrivarci qualche metro di facili roccette (nessuna difficoltà).

Al momento niente di aperto.
Riusciti a prendere la funivia, ma bloccati poi ai salati fino alle 14.

Con Emanuele
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Posto facilmente raggiungibile da chiunque, offre splendidi prati e viste notevoli sulle cime circostanti (tra cui la granta parey). Belle cascate e torrenti lungo la salita e nel pianoro.

Consiglio di salire con il sentiero (alla portata di tutti) e lasciar perdere la strada carrozzabile.

Un saluto all'armata francese anni '80 salita per conquistare cime impervie.

Con mamma e papà
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Tutto ok lungo il percorso. Fatto il percorso "lungo" con i tornanti. Dopo i ponti stare sulla sinistra, si trova evidente sentiero. Non farsi fuorviare dagli ometti che tirano dritto.

Bel pianoro e giornata che ci ha graziato con un po' di sole fino alle 13.30. Visto qualche camoscio e marmotta. Belle fioriture lungo la salita.

Con papà
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Lunga ma di soddisfazione. I panorami sono incredibili e molto vari. Grazie al notevole dislivello si passa tra boschi e cascate, alpeggi e laghi in quota, morene e ghiacciai.
Gran fascino anche per essere saliti a rifugio ancora chiuso ed essere quindi solo noi in giro (più il gestore che stava aprendo il rifugio, che ci ha gentilmente fornito energia elettrica e bevande).
Il locale invernale del rifugio è molto confortevole, ci sono 20 posti letto con coperte e un paio di tavoli. L’ambiente intorno al rifugio è anch’esso notevole, merita una gita anche senza salire oltre.

Partiti dal rifugio alle 4 siamo arrivati al cartello indicante Planaval. Da lì, visto il buio, abbiamo avuto parecchie difficoltà a reperire la strada giusta. Infatti c’è ancora molta neve che ricopre i sentieri. Arrangiandoci con radi ometti e con un po’ di saliscendi siamo infine giunti sulla sommità della morena, che abbiamo percorso fino alla quota di 2700m. Quindi, individuato il palo bianco che segnala il punto idoneo, siamo scesi verso il ghiacciaio.
Abbiamo battuto traccia senza particolari difficoltà, fino a 150 m circa dalla cima. Purtroppo, complice il tempo perso all’inizio e il passo non troppo veloce, si erano ormai fatte le 9, tempo limite stabilito per la ritirata. Abbiamo goduto comunque di un punto panoramico eccezionale su tutto il massiccio del Bianco.

Al ritorno gran caldo e parte finale del ghiacciaio abbastanza sfondosa.

Grande compagnia! Con Ele, Vale, Raffa, Filippo, Emanuele.


Rifugio Deffeyes

Panorama dal locale invernale

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Prima volta in questa zona, veramente molto bella.
Anche noi abbiamo avuto qualche difficoltà. Dal gias soprano di serpentera abbiamo puntato direttamente il colle di serpentera, trovandoci a scalare pareti abbastanza ripide coperte di rododendri (ci siamo tirati su di quelli). Arrivati in cima diventa tutto più semplice. Pochissime chiazze di neve che non danno preoccupazioni. Per arrivare al Garelli ci abbiamo messo circa 4 ore. Scendendo abbiamo deviato dal laghetto del Marguareis, un po' più lunga ma molto panoramico. Consigliato.

Con Ele

Gias soprano di Serpentera

Gias Madonna e Gias soprano di Serpentera

Panorama dalla nord di Serpentera

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Tutto ok fino alle baite, un po' sconnesso
Bellissima salita in ambiente. La salita si svolge in gran parte sul filo di cresta, dando una visione su tutte le imponenti vette circostanti. Dopo il primo tiro siamo finiti fuori via, probabilmente non abbiamo preso "il camino di sx" ma uno prima. Inventando qualche sosta siamo finiti al camino chiave della via, arrivando quasi dall'alto e superandolo in spaccata. Poi abbastanza facile e inequivocabile fino in cima. Spittata, ma non li abbiamo praticamente usati.
Per la calata dalla cima si trovano due soste verso est scendendo leggermente (una su chiodi e una su spit). Calarsi circa 40 m fino a un'altra sosta apposta per la calata (a destra faccia a valle). Da lì ci siamo calati 55 metri, ma la sosta dall'alto non si vede. Quando finiscono le corde guardate in alto! Da lì si scende alla cengia, e poi si va a sx (faccia a valle) e ci si cala fino in fondo.

Un'ora all'attacco, due ore e mezza scarse per la cima.

Con Marta e Luca
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Tutte le sue gite

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    Sella (Rocca) Via Gervasutti (19/10/18)
    Aquila (Punta dell') e Cugno dell'Alpet da Alpe Colombino (14/10/18)
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    Gran Dubbione (Falesia del) Settore l'oasi (01/06/18)
    Civrari (Monte, Punta della Croce) da Comba per Monte Sapei, Punta Costafiorita e la Cresta Sud (26/05/18)
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