Torché (Becca) dal Vallone di San Grato

Torché (Becca) dal Vallone di San Grato

Dettagli
Dislivello (m)
1600
Quota partenza (m)
1433
Quota vetta/quota (m)
3015
Esposizione
Sud-Est
Grado
EE
Sentiero tipo, n°, segnavia
sentiero 1C

Località di partenza Punti d'appoggio
alpeggi lungo il percorso

Avvicinamento
Autostrada Torino-Aosta uscita Pont Saint Martin, da qui si imbocca la Valle di Gressoney che si risale per 14 km fino a Issime, dove sulla sinistra quasi al termine del paese, si incontra la deviazione per il Vallone di San Grato. Si risale la bella ma tortuosa strada asfaltata sino al divieto di accesso (salvo autorizzati) a quota 1433 m, dove si posteggia a bordo strada (4-5 posti, altri posti più sotto).
Note
Itinerario con un mix di dislivello e sviluppo (circa 8 km sono andata) che lo rendono piuttosto impegnativo, specialmente nei 1000 m di dislivello finali su pendenze sempre molto sostenute.
Grazie all'esposizione solatia è possibile compiere l'escursione sia a inizio stagione (giugno) che fino alle nevicate tardo autunnali. Il periodo più indicato è senz'altro l'autunno, poichè il sentiero non molto battuto d'estate può essere poco visibile a causa della vegetazione.
Descrizione

Dal cartello di divieto d’accesso al vallone di San Grato, si percorre la strada per poche centinaia di metri, fino alla prima curva verso destra, dove si incontra una scalinata e un cartello indicante San Grato. Si sale brevemente nel bosco toccando un rudere, e poi per prati si sale con percorso molto sostenuto toccando altre baite, con ben visibile in alto la cappella bianca di San Grato, che si raggiunge 1684 m.
Qui si apre un vallone stupendo, si prosegue verso sinistra seguendo il sentiero 1C-GSW superando delle baite meravigliose, finchè si entra nel bosco sempre su ottima mulattiera. Il percorso ora è molto dolce, e per circa 40′ non si compie molto dislivello. A Mettiu 1894 m si incontra un ponticello che permette di passare sulla sponda opposta del ruscello, e quindi tramite altro ponte poco oltre si riprende a salire un dosso fino al bel pianoro pascolivo di Munes 2021 m con la cappella Madonna delle Nevi.

Qui si hanno due opzioni per salire in cima (ben visibile e riconoscibile dalla grossa croce metallica).
A (lunga) – Si prosegue seguendo il sentiero che risale il vallone fino al suo termine, e che culmina con il Colle Dondeuil 2342 m. Poco prima del colle si stacca a destra una traccia segnalata, che con andamento a mezza costa sotto il filo di cresta, in direzione nord porta verso la Becca Torchè, incrociando a circa 2700 m il sentiero 1C della seconda variante.
B (diretta) – Da Munes si lascia la traccia per il Col Dondeuil, e si piega di 90° verso destra, passando a destra del caratteristico alpeggio posto sotto un enorme masso. Il sentiero per un tratto poco marcato, attraversa una piccola pietraia e poi si infila in uno stretto canalino di erba e arbusti; la traccia sempre evidente è piuttosto ripida ed esile, la vegetazione talvolta infastidisce un po’. Dopo circa 200 m di dislivello si esce dal canale e si piega progressivamente a sinistra, sino a toccare l’Alpe Vlou Superiore 2368 m, situata in un posto estremamente selvaggio.
Si prosegue a monte dell’alpeggio, sempre su sentiero ben segnalato, in direzione ovest, raggiungendo in breve un ruscello che sgorga dalla montagna (ultima acqua che si incontra), e quindi si riprende a salire per magri pascoli su terreno abbastanza ripido.
Giunti sotto una parete rocciosa, la si aggira spostandosi verso sinistra per poi percorrerla dall’alto. Qui si incontra il sentiero proveniente dal Colle Dondeuil.

Si prosegue su un bell’altopiano di massi ed erba, in direzione della cima (nord) sempre più vicina. Il sentiero diventa nuovamente più ripido 50 m sotto il filo di cresta, che si guadagna per tracce; si esce ad un colletto sulla cresta a circa 2800 m, a monte della Becca di Dondeuil.
Ora il percorso si mantiene in cresta, per un primo breve tratto leggermente aerea, tra tracce e roccette, e poi decisamente più comoda e larga. Si alternano tratti di sentiero ad altri con roccette e detriti, raggiungendo una spianata pochi metri sotto la cima. Si superano le roccette finali che non destano preoccupazione fino all’aerea vetta (attenzione al baratro sul versante Val d’Ayas).

Per la discesa si segue uno dei due itinerari proposti.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Cartografia:
L'Escursionista 1:25000 n.12 Valle d'Ayas e Gressoney
andrea81
04.07.2020
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