Montù (Cima) da Balma per la Cresta dei Murè

Montù (Cima) da Balma per la Cresta dei Murè

Dettagli
Dislivello (m)
1150
Quota partenza (m)
1205
Quota vetta/quota (m)
2248
Esposizione
Sud
Grado
EE
Sentiero tipo, n°, segnavia
Sentiero non segnalato. Scarsi ometti solo fino al Ciarm

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Percorrere la Val di Viù fino a superare Viù. Appena prima di Fucine a destra si stacca una stradina che sale a Rochiettera, Brendo e Balma.
Percorerla finoa Balma, dove è chiusa da una sbarra.
Note
Itinerario piuttosto lungo (16 km AR) e con buon dislivello. Quello indicato tiene conto delle numerose piccole risalite.
Da non percorrere assolutamente con scarsa visibilità o con neve residua.
E' un itinerario riservato a chi è abituato a seguire sentieri scarsamente visibili, un po' da cercare, e a percorrere tratti su pendii esposti.
E' comunque un ottimo itinerario per l'autunno, in quanto quasi completamente esposto al sole.
Descrizione

Continuare sulla strada privata chiusa da barra . Si toccano sempre sulla stradina le frazioni Grange e Pianas. Da qui a destra parte il sentiero per le grange Toino (cartello). Seguirlo (versante nord) fino al colle Toino e quindi poco sopra alle grange poste in una splendida insellatura.
Da qui parte l’ertissimo sentiero verso il Ciarm che appare proprio davanti. Qui giunti (quota 1865 m) ci appare tutto il nostro itinerario fino alla Montù.
La vetta si raggiunge con qualche passo di facile arrampicata.
Proseguire per il sentierino che sale gradualmente raggiungendo l’ex skilift dell’Alpe Bianca. Poco dopo, lasciando per breve tratto il sentiero, si raggiunge a destra la Punta dij Murè (toponimo locale- quota circa 1950 m). Si prosegue e con breve discesa si raggiunge poi il passo Miette che collega il vallone dei Tornetti con quello d’Ovarda.
Da qui il percorso si fa un po’ più difficile ed erto. Quasi sempre in cresta, o a volte sul versante Tornetti si sale su un faticoso pendio, ma sempre su una piccola traccia, fino a raggiungere un colletto da cui, fra grandiosi torrioni, appare la nostra meta finale .
Un tratto quasi in piano, poi si sale l’ultimo faticoso pendio di erba, abbandonando il sentiero principale che prosegue in piano verso il colle Veilet e trovando a destra un’esilissima traccia che sale ripida.
Sulla vetta sorge una croce portata nel 1980 .
Ritorno per l’itinerario di salita, ponendo molta attenzione al primo tratto sotto la cima e nei traversi in cui il sentiero è particolarmente esile.

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Cartografia:
Carta IGC n° 2
mario-mont
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