Ciamarella (Uja di) Via Normale da Pian della Mussa

Ciamarella (Uja di) Via Normale da Pian della Mussa

Dettagli
Dislivello (m)
1871
Quota partenza (m)
1805
Quota vetta/quota (m)
3676
Esposizione
Varie
Grado
F

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Bartolomeo Gastaldi 2659 m

Note
La salita si può dividere in due pernottando al Rif. Gastaldi. Portarsi dietro tutto ed abbandonare il non necessario al bivio Gastaldi-Pian Gias per non dover risalire i 150m che riportano al Rifugio.
1° giorno: disl. 854m
2° giorno: disl. 1100m (+ 100m si decidesse di risalire al rifugio)
Descrizione

Dal Pian della Mussa 1805 m ) salire verso il Rifugio Gastaldi. Arrivati al bivio di Pian dei morti 2215 m, seguire la traccia che si stacca sulla dx, sale vicino a vecchi ruderi e man mano si sposta verso Nord. Ci si trova ora nel vallone che nel passato era percorso dalla teleferica che riforniva il rifugio. Si continua a salire seguendo i segni e si attraversa per un breve tratto una zona di sfasciumi (ometti) fino a raggiungere il bivio Rif. Gastaldi-Pian Gias 2597 m. Proseguire fino a raggiungere Pian Gias 2650 m. Attraversare dove possibile il torrente, generalmente in corrispondenza di un’indicazione di legno “Ciamarella”. Una volta dall’altra parte evitare di seguire la direzione indicata dal cartello (porta ugualmente ad una salita segnalata da ometti ma più lunga) e proseguire seguendo i segni bianchi e rossi che vanno verso il Passo del Collerin, fino a raggiungere un grosso masso su cui c’è una scritta grossa T.B. (Tour della Bessanese) ed una freccia. Abbandonare ora il sentiero e imboccare una traccia sulla dx che inizia a salire ripidamente. Si attraversa una breve pietraia (seguire gli ometti) e si ritrova subito dopo nuovamente una bella traccia che si segue senza problemi lungo tutta la morena. Sulla cima della morena, si traversa una fascia rocciosa su placche banali sempre seguendo i moltissimi ometti fino a raggiungere la sommità di un dosso (bastone) che si ridiscenderà per una decina di metri dalla’altro lato. Si è a questo punto all’altezza della lingua terminale del ghiacciaio e di un laghetto glaciale (3000m ca.). Si risale ora la bastionata rocciosa alla dx del ghiacciaio senza percorso obbligato (molti ometti) fino a portarsi all’altezza del bacino glaciale (3150 m ca.) Calzati i ramponi si sale sul ghiacciaio e con un semicerchio verso dx si punta allo spallone detritico, la traccia di salita si vede solamente quando si è vicini. Tolti i ramponi, si imbocca la ripidissima traccia; tralasciando le molte tracce che si staccano sulla sinistra, si punta ad un grosso ometto sulla cresta e una trentina di metri prima di raggiungerlo si gira a sx su buon sentiero. Sempre seguendo questo traverso, si raggiunge la cresta Ovest 3550 m, gli ultimi metri prima della cresta sono un po’ franosi. Di qui, senza percorso obbligato, su facile crestone e segni di passaggio fino in vetta 3676 m.
Discesa: come la salita, facendo molta attenzione sullo spallone detritico a riprendere la traccia alta (più comoda e lontana da alcune placche) e a non seguire alcuni segni rossi a sx del dosso contrassegnato da un bastone.

PS Se si decide di spezzare la gita in due giorni, il primo giorno a Pian dei morti si prosegue verso il Rif. Gastaldi; il secondo si imbocca la vecchia mulattiera che portava all’arrivo della teleferica e si prosegue in discesa fino a raggiungere il bivio a quota 2600 m.

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Cartografia:
Fraternali 1:25000 n.8 Valli di Lanzo
bubbolotti
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