Salita effettuata pernottando al Gastaldi; percorso in buone condizioni, con spostamenti abbastanza lunghi. Nella discesa dal rifugio verso l’ imbocco del Pian Gias abbiamo utilizzato i ramponi per attraversare i due nevai che al mattino presto sono in neve molto dura e con tracce non troppo marcate. Giunti a Pian Gias occorre scegliere il punto giusto per l’attraversamento del rio, occhio alla neve che si sta facendo sottile in molti punti. Qualche problema di orientamento a causa della visibilita’ non ottima nella prima parte della salita su sfasciumi immediatamente sopra il rio (consiglio: seguire i segni bianco-rossi fino ad un grosso masso con la scritta T.B.: li’ abbandonarli per una traccia con ometti che sale verso destra). Arrivati alla base del ghiacciaio e calzati i ramponi abbiamo attraversato la fronte da dx a sx (ghiaccio vivo) per portarci nella zona superiore, e quindi con un semicerchio all’ attacco del versante detritico. Sul detrito non andare subito a sx ma portarsi un po’ piu’ in alto prima di iniziare a traversare verso la vetta. Nessun problema nella parte nevosa finale, molto bella per la vista sul versante N e, vicino alla vetta, sulla parte finale della cresta E. Il tempo non perfetto (grosse nuvole in salita dal versante italiano gia’ nella prima parte del mattino) ci induce a non trattenerci troppo in vetta. In discesa non attraversiamo piu’ la fronte del ghiacciaio, intimoriti dall’ acqua che sentiamo scorrere copiosa al di sotto, e facciamo un giro piu’ largo verso l’ estremita’ destra (nel senso di marcia), dove lo strato di neve e’ ancora cospicuo. Al di sotto del ghiacciaio nebbia, ma senza problemi di orientamento.
Frequentare le valli di Lanzo fin da bambino, essere appassionato di montagna e NON essere mai salito sulla Ciamarella era una situazione da sanare una volta o l’ altra! Grazie a Bruna che si e’ fatta convincere verso questa meta a scapito di altre piu’ blasonate e ha condiviso una salita che abbiamo trovato piuttosto lunga ma bella. Un saluto alla simpatica coppia della provincia di Genova conosciuta al rifugio, con la quale ci siamo incontrati piu’ volte lungo la salita, nei numerosi “metti e togli” con i ramponi e finalmente in vetta.