AL Gastaldi sono le 10 persone, di cui solo in due (io ed io mio socio) alla Ciamarella!
Delle recenti nevicate non c’è quasi più traccia. Saliti sabato al rifugio, domenica sveglia alle 5 e partenza poco prima delle 6, ancora col buio per arrivare all’alba all’attacco della salita della Ciamarella. Una volta arrivati all’inizio del ghiacciaio si può valutare se salire la ripida rampa di ghiaccio visvo misto a rocce oppure se seguire la morena rocciosa di destra sulla quale sono ben visibili ometti. Noi abbiamo salito il ghiacciaio che è brutto ma senza difficoltà in quanto i ramponi tengono bene, comunque ci va attenzione. Nella parte pianeggiante invece i crepacci sono chiusi dalla neve fresca ma si vedono, non sono molti e sembrano piccoli però la prudenza non è mai troppa. Risalita sul ghiaione prima su neve poi per comodo sentiero di sfasciumi presochè pulito fino alla cresta dove ricomincia la neve, in pochi minuti si arriva senza difficoltà in vetta. Pe la discesa abbiamo optato di evitare il ghiacciaio (percorsi solo pochi metri lineari) per raggiungere le rocce e da qui a Pian Gias.
In compagnia di Matteo, abbiamo impiegato 4 ore, parecchio vento gelido ma non ci ha creato difficoltà nel salire. Solo noi due alla Ciamarella, che è abbastanza in condizione nonostante il ghiacciaio sia ben scuro e non abbia l’aspetto invitante. Certo attualmente è una escursione invece di una salita alpinistica.