- Accesso stradale
- 3euro per gli ampi parcheggi.
Da Pian della Mussa sentiero per il rifugio Gastaldi semplice e sempre ben segnato. Al Pian dei morti verso destra si trova un primo bivio non segnato e praticamente invisile nell’erba alta che porta verso ruderi di baite ma poco dopo ce n’è un altro questa volta segnato da cartelli da seguire sempre a destra (indicazioni per Pian Gias e Col Collerin) inizialmente poco visibile ma solo per una decina di metri, poi si ritrova buona traccia che passa sulla destra dei ruderi. Da qui nessun problema fino al ponte in legno che scavalca il Rio delle Capre (indicazione Ciamarella al ponte). Dopo il ponte la scelta è soggettiva: una gran quantità di ometti devia risalendo la sponda destra dell’invaso morenico su percorsi vari ma che conducono tutti verso le rocce lisce prima del ghiacciaio, altrimenti si resta più bassi fiancheggiando il rio e seguendo i segni b/r fino al masso della descrizione; da qui deviare a destra sempre per ometti come descrizione.
Le placche lisce che conducono al ghiacciaio se asciutte non danno problemi, si possono comunque quasi tutte assecondare cercando passaggi migliori su pietra e detrito.
Il ghiacciaio è in condizioni pessime e il tratto da attraversare non richiede che 10/15 minuti in salita, meno in discesa.
Dopo il ghiacciaio traccia prima ripida poi in traverso tutta su fine detrito non difficile fino al colletto di cresta. Cresta breve e meno faticosa per la vetta.
Salita in giornata con buon dislivello ma affatto proibitiva; meteo permettendo dalla vetta colpo d’occhio totale dal Rosa al Bianco e giù fino al Viso: eccezionale!
Parentesi sconsolata per il ghiacciaio che piange torrenti di fusione; a mio avviso è sempre e comunque da percorrere coi ramponi, anche la seconda parte, quella coperta da detrito, perchè sotto il detrito il ghiaccio è vivo.
Il 4 è proprio per lo stato del ghiacciaio, altrimenti avrei dato un 5 per una bella salita in una giornata di meteo fortunata.