Bianco (Monte) Via Normale dal Refuge du Gouter

difficoltà: PD :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Ovest
quota partenza (m): 2372
quota vetta (m): 4808
dislivello complessivo (m): 2450

copertura rete mobile
vodafone : 0% di copertura
tim : 40% di copertura
no operato : 0% di copertura
altri : 52% di copertura

contributors: Bubbolotti
ultima revisione: 21/07/09

località partenza: Les Houches (Saint-Gervais-les-Bains , 74 )

punti appoggio: Refuge Tete Rousse 3167 m - Reuge du Gouter 3817 m

cartografia: IGN (F) 3531 ET

bibliografia: Goedeke

note tecniche:
Itinerario frequentatissimo trattandosi della via con il più breve dislivello il secondo giorno. Molto difficile tovare posti per il pernottamento. Può essere un'alternativa il pernottamento al Ref. Tete Rousse anche se ciò comporta la salita del tratto più impegnativo al buio. Casco necessario nel tratto compreso fra i due rifugi. Grande pericolo oggettivo dato dall'attraversamento del Grand Couloir nel percorso per raggiungere il Ref. du Gouter.
Con nebbia, problemi seri di orientamento fra il Dome du Gouter e la Capanna Vallot.

descrizione itinerario:
Salita
Primo giorno.
Da Les Houches con la funivia si raggiunge la stazione del treno del Monte Bianco del Bellevue. Con il trenino si arriva in 20 minuti alla stazione del Nid d'Aigle (2372m) dove conviene prenotare il treno per il ritorno. Si viene immediatamente fermati da un incaricato che verifica che chi si dirige verso il Monte Bianco abbia una prenotazione per uno dei due rifugi.
Si inizia la salita sulla sinistra su buon sentiero fino a raggiungere il piano alla cui sinistra sorge la Baraque de Rogne (2768m). Da questo punto si devia nettamente sulla dx e si inizia a risalire il crestone detritico su ottimo sentiero fino a raggiungere il Glacier de Tete Rousse (3150m circa). Se si vuole raggiungere il Refuge de Tete Rousse (3167m) si deve attraversare il ghiacciaio in piano altrimenti, evitando una zona ben segnalata che rischia di collassare per la presenza di un lago sotto il ghiacciaio, con un traverso ascendente si sale in direzione di un primo crestone. Lo si attraversa e dopo un passaggio un po' più ripido ci si trova di fronte al Grand Couloir, il tratto più pericoloso dell'intera salita per le pietre che cadono abbastanza costantemente. Attraversare il canalone assicurandosi al cavo metallico in modo da non precipitare sul Glacier de Bionassey in caso una pietra ci colpisse durante l'attraversamento e ci facesse perdere l'equilibrio. A seconda della presenza o meno di neve/ghiaccio tenere o togliere i ramponi e salire il crestone seguendo i bolli rossi a tratti molto sbiaditi, si superano svariati salti ricciosi e nell'ultimo terzo si trovano anche molte corde fisse che portano fino al terrazzino del Refuge du Gouter.
Secondo giorno.
Generalmente la colazione é "servita" alle due. Si parte salendo il pendio alle spalle del rifugio e poi proseguendo sulla cresta in direzione est con alcuni sali-scendi fino a raggiungere la parete NO del Dome du Gouter che si risale in direzione della sua spalla (4280m circa). Si prpsegue in discesa fino a raggiungere l'ampio pianoro del Col du Gouter (4246m) dove, in caso di nebbia, é molto facile perdersi. Risalire il pendio seguente in direzione della Capanna Vallot (4362m) dove é possibile riposarsi al riparo dall'eventuale vento. Non é utilizzabile per il pernottamento se non in caso di emergenza ed é spesso piena di immondizia lasciata dagli incivili. Da questo punto dirigersi verso la cresta O del Monte Bianco, l'Arete des Bosses.La si inizia a risalire scavalcando la Petite e la Grande Bosse e poi un affioramento roccioso che si lascia alla propria dx. Con un'ultima impennata si raggiunge la cima (4808m). La cresta é a tratti molto aerea e l'incrocio con altre cordate può risultare difficoltoso ma mai pericoloso.

Discesa
1. Per la via di salita ed eventualmete raggiungendo il Dome du Gouter (4306m) con una deviazione di pochi minuti dalla sua spalla.
2. Traversando verso il Refuge des Cosmiques e l'Aiguille du Midi
3. Scendendo dalla Capanna Vallot verso il Refuge des Grandes Mulets, crepacciatissimo, e poi verso Plan de Aiguille