Difficile imboccare il sentiero giusto alla partenza.
Nella parte alta i segni gialli indicano la direzione da seguire e non necessariamente il punto in cui passare.
Proseguire a piedi dal parcheggio sulla carrozzabile asfaltata per circa 1 km e si trova sulla sinistra un nuovo ponte in ferro sulla Dora di Ferret e segnavia per bivacco Gervasutti (3h30′).
Esiste un vecchio itinerario che parte appena prima di Frebouze , appena passato il ponte con il fondo in legno subito a monte di Lavachey (quindi molto vicino al parcheggio). Evitate assolutamente di percorrerlo in quanto la parte iniziale è molto mal tracciata a causa del suo inutilizzo mentre nella parte più in alto per ricollegarsi al nuovo itinerario costringe chi lo percorre a scendere una ripida morena e ad attraversare un torrente con acque di fusione che si presenta già impetuoso al mattino presto (figuriamoci al pomeriggio).
Il percorso del nuovo sentiero inizia con l’attraversamento di una zona comoda e pianeggiante la cui inclinazione aumenta mano che ci si inoltra nel vallone fino ad arrivare ad una prima parte attrezzata con corde fisse. Il sentiero in questo tratto iniziale (fino alle corde fisse) è molto evidente, ben tracciato e con numerosi segnavia con bollo giallo. L’ultima parte del sentiero (prima delle corde fisse) presenta una ripidezza molto elevata e conduce ad una parete rocciosa alla cui base scorre un torrente. Attraversare il torrente che al mattino si passa senza problemi mentre nel pomeriggio puó diventare molto impetuoso e in questa situazione per attraversarlo bisogna per forza bagnarsi entrambi i piedi (da valutare un possibile utilizzo di scarpette da scoglio di quelle che si usano al mare). In questa situazione è presente nella zona a monte del torrente un cavo che va tirato e posizionato su un ancoraggio costituito da un perno filettato fissato su un roccione prima del torrente. Questo cavo consente di reggersi con le mani e di assicurarsi per evitare in caso di caduta di essere trascinati dalle acque impetuose del torrente. Attenzione a due elementi.
1) come anzidetto questo cavo di sicurezza non è fisso (come dovrebbe esserlo) ma deve essere posizionato da qualche “anima buona” che percorre l’itinerario in discesa. Ovviamente questa “anima buona” non puó usufruire del cavo e quindi … sperate che “l’anima buona” vi abbia preceduto”. Se “l’anima buona” siete voi prestate la massima attenzione nell’attraversamento del torrente in quanto vi dovrete anche trascinare dietro il cavo.
2) il fissaggio del cavo al roccione è molto precario in quanto è costituito da un anello metallico che va infilato nel suddetto perno filettato fissato sul pietrone. Tuttavia manca il bullone che andrebbe avvitato sul perno filettato per assicurarsi che l’anello metallico non si sfili. In tale situazione di precarietà chi attraversa per primo il torrente sia in salita che in discesa (oppure chi è da solo) deve prestare la massima attenzione a non sollecitare troppo il cavo durante l’attraversamento del torrente in quanto si potrebbe sfilare dal perno. Se siete in compagnia il secondo che attraversa (in salita) o il primo (in discesa) puó agire manualmente sul cavo in prossimità del perno di fissaggio onde evitare che l’anello metallico si sfili. Ovviamente quando sarà lui ad attraversare il torrente nessuno potrà compiere questa operazione di sicurezza manuale sul fissaggio a meno che non siano presenti altre persone in attesa. L’ultimo comunque sará sempre costretto all’attraversamento senza sicurezza manuale. Inoltre il cavo è piuttosto sottile e quindi bisogna evitare di appendersi troppo (urge un intervento per la messa in sucurezza di questo tratto).
Superato il torrente inizia il primo percorso attrezzato con corde fisse. È un tratto piuttosto lungo e nella parte iniziale molto verticale. Attenzione alle corde fisse che sempre nel tratto iniziale (dove sono maggiormente sollecitate specialmente in discesa …) si presentano in cattive condizioni (tratti senza guaina esterna o con guaina rovinata e con trefoli di acciaio a vista e rovinati pure loro). Inutile dire che anche questo tratto va urgentemente messo in sicurezza per evitare incidenti che possono andare dal ferimento delle mani (consigliati guanti da ferrata) fino a … quello che puó capitare se un cavo dovesse cedere …
Ultimata la zona attrezzata si continua a salire di nuovo su sentiero ben tracciato fino a portarsi in una zona di sfasciumi (che non ci abbandoneranno più fino alla meta) e di rocce montonate. Attenzione ad alcune di queste rocce montonate in cui il percorso di salita passa in zone esposte con salti a valle di parecchi metri. Non esistono protezioni (che sarebbe opportuno mettere) e in caso di pioggia o di nebbia umida le rocce possono diventare scivolose rendendo assai problematico l’attraversamento della placca montonata.
Seguendo sempre ometti e segni gialli (che in questa parte del percorso sono piuttosto scarsi …) si superano varie placche cercando i passaggi migliori, si mette piede quindi sulla lingua terminale del ghiacciaio che scende dalla sx orografica dell’isolotto roccioso su cui sorge il bivacco. L’attraversamento del ghiacciaio puó richiedere o meno l’uso di ramponi o ramponcini (che possono essere sufficienti) a seconda dello stato del manto nevoso. Meglio quindi avere ramponi/ramponcini nello zaino. Si punta all’isolotto roccioso seguendo sempre i segni gialli e gli ometti fino ad arrivare ad una paretina di circa 30 m attrezzata con corda fissa al termine della quale si raggiunge il terrazzino su cui è stato posato il nuovo bivacco Gervasutti che si presenta con una forma avveniristica la cui parte iniziale è a sbalzo sulla parete verticale.
Discesa: seguendo il percorso di salita aiutandosi da un’eventuale doppia da 30 m per scendere dall’isolotto roccioso della costruzione. La discesa puó comunque essere fatta in “disarrampicata” in quanto questo tratto attrezzato e meno lungo e ripido rispetto al primo.
- Bibliografia:
- CAI Touring Club Monte bianco Vol II
Nelle vicinanze Mappa
Itinerari
Petites Jorasses, Cresta Sud – Via Rivero
1.6Km
Savoie (Aiguille de) Cresta Preuss
1.9Km
Dolent (Mont) Via Normale da Arnouva
1.9Km
Leschaux (Aiguille de) da Lavachey
1.9Km
Petit Grapillon da Arnouva
1.9Km
Volluz (Pointe) da Arnouva
2.4Km
Talefre (Aiguille de) dalla Val Ferret per la cresta E
2.4Km
Grapillon (Monte) da Arnouva
2.7Km