Nasta (Cima di) Via Normale da Pian della Casa per il Colle della Forchetta

Nasta (Cima di) Via Normale da Pian della Casa per il Colle della Forchetta

Dettagli
Dislivello (m)
1343
Quota partenza (m)
1765
Quota vetta/quota (m)
3108
Esposizione
Varie
Grado
F

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Remondino 2430 m

Note
A inizio stagione utili piccozza e ramponi, sia il canale che adduce al Colletto della Forchetta che eventualmente il canale ovest dal Colle di Nasta, si presentano nevosi.
Avvicinamento
Da Borgo San Dalmazzo si prosegue per la Valle Gesso, superando poi Valdieri e S.Anna, sino alle Terme di Valdieri; poco prima si devia a sinistra in salita nel bosco per il vallone della Valletta, su asfalto a tratti malandato fino al Gias delle Mosche, dove volendo si può lasciare l'auto per evitare i successivi 2 km di sterrata e asfalto malconcio, percorribili con cautela anche con auto normali, fino ad uno degli spiazzi al Piano della Casa del Re.
Descrizione

Dal Pian della Casa del Re, si prosegue sulla sterrata a sinistra, seguendo i cartelli per il Rifugio Remondino. La sterrata dopo alcune centinaia di metri diventa sentiero, e inizia a inerpicarsi sulla sinistra orografica del torrente lungo un pendio boscoso. Ben presto il bosco termina e ci si inoltra nel Vallone di Assedras. Con tortuoso percorso di infiniti tornanti, si continua il torrente su un ponticello, e poi proseguendo in una fascia di grossi massi, e poi nuovamente su erba lungo un costone, finchè si giunge al Rifugio Remondino 2465 m.
Dal rifugio, a sinistra della fontana, inizia il sentiero per il Colle Brocan e Lago di Nasta, che inizialmente attraversa una immensa pietraia di grossi blocchi portandosi in direzione est, sotto le propaggini della cima di Nasta, nei pressi di una bastionata rocciosa levigata da antichi ghiacciai. Dopo un breve tratto su detriti, si traversa a destra su terreno più solido, e si risale un canalino costituito da spalti di rocce dove talvolta ci si aiuta con le mani. Usciti ad un ripiano, conviene tralasciare le varie tracce di vernice verso destra, e proseguire più direttamente a sinistra orientandosi con ometti, puntando al versante sud della Cima di Nasta; all’improvviso appare la conca con il bel Lago di Nasta 2800 m; lo si lascia a destra, risalendo il pendio di pietrame sotto la parete sud della Nasta (tracce di sentiero e segnavia rossi), traversando poi a destra per introdursi nel canalino per il Colletto della Forchetta. Lo si risale facilmente, per tracce e qualche facile roccetta, fino allo stretto intaglio del Colletto della Forchetta 2950 m
Da qui iniziano le difficoltà alpinistiche, seppur di poco impegno.
Seguendo i segni di vernice rossa sulla sinistra, appena oltre il colletto sul versante del Chiotas, si affronta subito una placca liscia e poco appigliata con un passo di II non esposto, dopodichè si percorre una cengia non molto larga ed esposta, traversando poi man mano in ascesa sul versante est della Cima di Nasta. Poco oltre un altro diedro abbastanza semplice precede un canalino ascendente, e poi un’ulteriore cengia, sempre relativamente aerea. Al termine della cengia si sale verso sinistra seguendo la traccia di sentiero tra facili roccette, per sbucare all’intaglio tra le due cime. La cima est a sinistra, e la cima ovest a destra di poco più alta, raggiungibili entrambe appoggiandosi tra qualche masso sul versante sud.
La discesa può avvenire dalla via di salita, oppure compiendo un anello per il Colle di Nasta: tornati al Colletto della Forchetta, si percorre una cengia abbastanza ampia (ma che richiede attenzione per la natura del terreno) in piano, per poi raggiungere una pietraia in discesa fino a raggiungere il Colle di Nasta 2939 m. Scendere ora direttamente dal canalone N/NO; si reperisce un evidente sentiero che si mantiene inizialmente a sinistra contro le rocce, i primi 100 sono abbastanza comodi. Poi ci si sposta più verso il centro, dove occorre molta attenzione perchè le rocce diventano molto instabili, anche quelle di grosse dimensioni. Aiutandosi con le mani e seguendo i pochi ometti e le vaghe tracce si giunge al conoide del canale, dove sparisce ogni traccia, e bisogna scegliere il percorso migliore per arrivare alla “salvezza” ovvero nel pianoro sottostante dove arriva la traccia del Passo dei Detriti.
Da qui in poi si segue il sentiero verso il Rifugio Remondino, segnavia rossi, che attraversa ancora enormi pietraie, fino a ricollegarsi appena sotto il rifugio al sentiero dell’andata. Da qui si ritorna al Pian della Casa.

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Cartografia:
IGC Alpi Marittime
Bibliografia:
CAI TCI Alpi Marittime II
andrea81
19/09/2021
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