Rochefort (Aiguille de) Cresta di Rochefort

difficoltà: AD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 3400
quota vetta (m): 4001
dislivello complessivo (m): 750

copertura rete mobile
vodafone : 88% di copertura
tim : 75% di copertura
no operato : 0% di copertura
3 : 20% di copertura

contributors: full68
ultima revisione: 14/09/09

località partenza: Rifugio Torino (Chamonix-Mont-Blanc , 74 )

punti appoggio: rif. Torino

bibliografia: monte bianco II guida vallot e varie

note tecniche:
bellissima e varia traversata in alta quota in ambiente straordinario
ritorno per la stessa via
ci sono anche varie possibilità come salire il dente del gigante o continuare la cresta fino al Dome di Rochefort 4014 o addirittura fino alle Jorasses con il bivacco in mezzo

descrizione itinerario:
La prima parte dell’itinerario coincide con quello per il Dente del Gigante. Dal rifugio Torino Nuovo (3375 m) si scende sul Ghiacciaio del Gigante passando sopra il colle omonimo (q. 3365 m) discendendo alla cresta settentrionale dell’Aig. Marbrèes.
Si risale il facile ghiacciaio in direzione della dorsale che porta alla base della bastionata del Dente del Gigante; a quota 3350 circa, lasciando sulla destra il Colle di Rochefort, ci si dirige verso l’evidente canale nevoso che presenta un pendio sui 50° (sfasciumi e facile crepaccia terminale in stagione avanzata) che conduce ad una sella nelle vicinanze di un grosso gendarme giallastro.
Deviando a destra si seguono le tracce e alcuni ometti che portano all’ampia cresta su un pendio di neve e pietre instabili (misto con passaggi di II°).
In questo tratto, quando è molto frequentato, occorre molta attenzione alla caduta di sassi scegliendo l’itinerario meno esposto.
Si risale il faticoso percorso tralasciando il canale a sinistra pericoloso e franabile, più ci si eleva e più il terreno diviene stabile fino al raggiungimento di grossi massi che sbarrano la strada.
Aggirandoli a sinistra su un terreno di neve e ghiaccio si risale un breve canalino (45°), dapprima a sinistra e poi a destra raggiungendo la base sud del Dente del Gigante dove iniziano le vie di roccia (2 ore).
Si risale il pendio nevoso a destra e in breve si raggiunge l’inizio della Cresta di Rochefort.
Il primo tratto di cresta discende per poi continuare, scavalcando alcuni rilevamenti rocciosi, pianeggiando su cornici nevose a picco su entrambi i versanti sopra passando una bellissima “meringa” che si protrae sul Ghiacciaio des Pèriades.
Una breve risalita su uno scivolo nevoso conduce all’evidente elevazione con punta rocciosa (circa 3900 m), si scende una quarantina di metri l’opposto scivolo nevoso ghiacciato (sosta con fettucce, più cordone fisso per scendere, o corda doppia).
Riprendendo il filo di cresta un altro roccione sbarra la strada, discendendo di alcuni metri sul versante italiano lo si aggira trovando un canalino di neve e ghiaccio abbastanza inclinato (sui 50/60°), lo si risale (alcuni cordini sugli spuntoni rocciosi coperti dalla neve).
Terminato questo tratto, abbastanza delicato e tecnico, di nuovo in cresta per raggiungere in breve la bastionata rocciosa dell’Aig di Rochefort.
Si sale per rocce rotte aggirando a destra in diagonale ascendente la panciuta roccia sopra di noi, si imbocca il canalino procedendo verticalmente trovando una sosta di anelli di cordino sulla sinistra, due le possibilità:
1) salire diritto sconsigliabile se sopra di noi stanno scendendo altri alpinisti in corda doppia) giungendo sulla vicina linea di cresta nevosa che ci porta in vetta (1.30 ore dalla gengiva);
2) spostandoci oltre la sosta verso sinistra, risalendo dapprima verticalmente (passi di III+) poi verso destra su una cengia detritica il tratto roccioso successivo, si esce poco a destra della vetta.
A seconda delle condizioni ambientali, della presenza di altri alpinisti, della propria esperienza, questi tratti rocciosi si possono affrontare a tiri di corda o procedendo in conserva applicando qualche protezione veloce sugli spuntoni di roccia.
Discesa: Due calate (con corda da 50 m) in corda doppia.
Si ritorna all’uscita sul filo di cresta, dieci metri sotto la vetta nel canalino di destra di salita (sinistra in discesa) su uno spuntone roccioso diversi cordini con maillont indicano la via, calandosi verticalmente dopo circa 20 metri spostarsi (destra in discesa) verso il canalino sopra la pancia rocciosa, incontrando la sosta raggiunta salendo; altra doppia verticale che scavalca la arrotondata roccia sino a raggiungere la cresta nevosa, di qui ripercorrere il percorso di andata.