Vitello (Corno) da Estoul per il Rifugio Arp

Vitello (Corno) da Estoul per il Rifugio Arp

Dettagli
Dislivello (m)
1245
Quota partenza (m)
1815
Quota vetta/quota (m)
3057
Esposizione
Sud-Ovest
Grado
EE
Sentiero tipo, n°, segnavia
segnavia 5, 5B e ometti

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Arp 2450 m (www.rifugioarp.it – tel. +39 3481548012)

Avvicinamento
da Verrès si inizia a seguire la SR45 con indicazioni Ayas. Si risale la vallata toccando in successione i centri abitati di Challand Saint Anselme, Arcesaz, fino a raggiungere Brusson, dove si abbandona la strada principale che porta a Sain Jacques e si volge a destra, raggiungendo infine la frazione Estoul, dove si trova un ampio parcheggio (24 km da Verrès)
Note
Escursione abbastanza lunga con un discreto sviluppo, solo due tratti richiedono attenzione in presenza di neve e/o ghiaccio, il traverso sul crestone Sud-Ovest e il ripido pendio detritico terminale che porta in vetta. Il periodo ideale per la salita va da fine giugno a ottobre.
Descrizione

Dal grande parcheggio di Estoul si raggiunge l’inizio di una strada sterrata poderale che sale verso sinistra, dove si trovano le paline segnaletiche che indicano le principali mete escursionistiche della zona.
Vanno seguite le indicazioni per il Rifugio di Arp, imboccando la strada poderale che va seguita per circa 200 m, poi nei pressi del primo bivio si volge a destra proseguendo nel bel bosco di larici, prima su stradina e poi su sentiero, con percorso che gradualmente diviene più ripido, fino ad uscire ea intercettare una strada poderale che prosegue a sinistra verso gli alpeggi Fontaine (che non si raggiungono).
Poco prima di Fontaine si incrocia una pista da sci, qui si tralascia un sentiero che sale a destra e si risale l’ampio pendio erboso su una mulattiera che porta nuovamente sulla poderale, che va seguita verso sinistra, toccando prima i casolari di Chanlochère 2012 m e dopo una serie di tornanti si oltrepassa il piccolo centro abitato di Chavanne 2107 m.
Ora non rimane che seguire la strada poderale che superando uno spallone erboso entra nel Vallone di Palasina, trascurando un bivio che a destra porta verso il Lago Litteran e il Monte Bieteron e proseguendo a sinistra, la poderale prosegue in leggera salita a mezzacosta passando sotto le pendici del Monte Bieteron e raggiungendo un’ampio pianoro erboso sotto la Punta Valfredda.
Qui si trova un altro bivio, normalmente si sale lungo la strada di destra che con un ampio semicerchio da destra a sinistra (possibili alcune scorciatoie) porta al dosso erboso dove è ubicato il Rifugio Arp 2450 m. Dal rifugio si sale a destra (cartelli indicatori per il Corno Vitello, segnavia 5B ; otre che per il Colle e Laghi di Valfredda con segnavia 5A) iniziando a risalire i pendii erbosi guadagnando rapidamente quota, raggiungendo la prima grande conca, dove si trova il primo dei laghi di Valfredda a quota 2540 m.
Superato il primo lago sulla sinistra, si entra in una valletta erbosa dove il sentiero piega poi verso destra, raggiungendo in breve una seconda conca dove troviamo il secondo dei laghi di Valfredda 2576 m.
Ora il sentiero risale a sinistra il soprastante pendio erboso con una lunga serie di diagonali, fino a raggiungere il crinale ad una specie di insellatura (quota 2778 m), proseguendo lungo il filo del costolone erboso e detritico, si tralascia un bivio a destra (sentiero che porta al Passo di Valfredda, segnavia 5A) e si sale fino a raggiungere un risalto della cresta su terreno detritico e sfasciumi, ma sempre su ottima traccia di sentiero (ben indicato da ometti e segni gialli).
Dal colmo del risalto il sentiero piega a sinistra, un tratto scende decisamente tra roccette e pietrame, per poi saliree in diagonale verso la conca detritica terminale, aggirando una specie di torre rocciosa di rocce disgregate fino a raggiungere la base della ripida valletta detritica che porta verso la cima.
Il sentiero risale ripidamente con una serie di serpentine, su terreno abbastanza solido e non troppo malagevole, fino a raggiungere una specie di sella, e da qui un ampio costolone detritico conduce all’ampia vetta, sormontata da un grande ometto di pietre sormontato da una croce in legno.
In discesa non rimane che seguire a ritroso il percorso di salita, oppure in traversata a Champoluc passando dal Vallone di Masconagaz o dal Crest (occorre avere una seconda auto).

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Cartografia:
Escursionista Editore foglio 8 – Alte Valli d’Ayas e del Lys, Monte Rosa. Scala 1:25000
roby4061
16.08.2020
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