Stella (Corno) – Via De Cessole

Stella (Corno) – Via De Cessole

Dettagli
Dislivello (m)
1459
Quota partenza (m)
1591
Quota vetta/quota (m)
3050
Esposizione
Sud-Ovest
Grado
D

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Bozano (2458 m)

Note
Bella via classica. Roccia ottima (gneiss). La via é sostanzialmente attrezzata (soste su spit, qualche spit e qualche chiodo sui tiri, 3 spit e chiodi sul tiro più impegnativo ("mauvais pas").

La discesa per le doppie della Campia é possibile anche con corda singola (soste attrezzate ogni 25 m)
Avvicinamento
Da Terme di Valdieri prendere la strada del vallone della casa fino al Gias delle Mosche (parcheggio) dove parte il sentiero per il rif. Bozano (2 ore dalla macchina).
Dal rifugio risalire i ghiaioni fino sotto alla verticale della vetta e salire a sinistra per facili rocce fino a raggiungere la cengia erbosa che taglia la parete (frecce rosse).
Descrizione

Raggiungere la cengia mediana salendo il ghiaione fino sotto la verticale dello spigolo superiore del corno.
di qui con un tiro (3° – 2°) spezzabile in due, raggiungere la cengia mediana. Dal sentierino della cengia mediana salire sulla destra fino alla comoda terrazza all’attacco della via, ai piedi di un grande diedro-canale inclinato da destra verso sinistra (visibile uno spit giallo nel diedro-canale).

  • L1) Salire il diedro-canale (III) fino a una strozzatura, superare la fessura verticale di sinistra (IV+) e continuare nel diedro-camino (40 m)
  • L2) Proseguire nel canalino-rampa fino alla sosta sotto a strapiombi rossastri (III, 30 m)
  • L3-L4) Salire a uno spit sotto lo strapiombo, quindi traversare a destra per 60 metri su una grande placconata inclinata (III, sosta spit + chiodo all’altezza della vena di quarzo). Presente una sosta a spit anche a metà del traverso. primissimi metri del traverso spesso bagnati
  • L5) Superata la vena di quarzo salire il caminetto di destra (qui si incontra un’altra sosta a spit). Non seguire poi la facile e invitante rampa erbosa all’estrema destra, ma obliquare a sinistra aggirando una placca liscia e salire poi un canalino obliquo a destra che si restringe a caminetto ingombro di massi; si sbuca quindi su una placchetta inclinata e facilmente si sale alla base di un grande diedro che ha come faccia destra una grande placca di rocce nere (III, III+, 50 m)
  • L6) Salire la parete di rocce biancastre immediatamente a sinistra (il famigerato “mauvais pas”, 22 metri, IV+, ben protetto a spit e chiodi)
  • L7) Continuare per la fessura (IV-), superare uno strapiombetto a destra (IV+), traversare quindi lungamente a sinistra su placca inclinata senza quasi alzarsi fino alla sosta (III+). 40 m.
  • L8) Traversare verso destra, superare uno strapiombetto (III+, due chiodi), salire quindi la facile placca appoggiata tendendo a destra, e arrivare così alla base di un evidente canale (sosta su masso da costruire). 50 m.
  • L9) Salire il canalone lungo facili placche inclinate (II, 40 m)
  • L10) Proseguire su belle placche articolate (III) fino a sbucare sul pianoro sommitale (45 m).

In 10 minuti si raggiunge la croce del Corno Stella. La vera vetta si raggiunge proseguendo brevemente su una crestina molto aerea (II).

Discesa:

  • 1.Doppie della via Campia (3 doppie da 50 metri oppure 6 doppie da 25 metri): scendere verso lo spigolo inferiore; a circa 50 metri dallo spigolo reperire un ometto sotto il quale si trova uno spit con cordone.
    Traversare a sinistra per qualche metro su cengia fino a reperire il primo ancoraggio con catena.
    Si fanno 3 doppie da 50 m (le prime due nel vuoto) fino a raggiungere la parte più alta della cengia erbosa che taglia la parete.
  • 2.Doppie della via Barone Rampante (4 doppie da 50 metri): circa 30 metri prima delle doppie della Campia un breve tratto di corda fissa (esposto) porta alla prima sosta con catena. Con quattro doppie verticali da 50 metri (la seconda sosta è in corrispondenza della vena di quarzo) si arriva sulla cengia erbosa.

Da qui o disarrampicando o con un’altra calata si scende al sentierino della parte inferiore della cengia. Con un’ultima doppia da 50 metri (o disarrampicando) si scende fino ai ghiaioni.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Cartografia:
Argentera Mercantour (alpi senza frontiere 5) Cai-Cas
Bibliografia:
Montagna Montaldo Salesi Alpi Marittime II, 1990, CAI.
albertoc , f-gulliver
12/09/2021
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