Sergent – Nautilus

Sergent – Nautilus

Dettagli
Altitudine (m)
1600
Dislivello avvicinamento (m)
150
Sviluppo arrampicata (m)
270
Esposizione
Sud
Grado massimo
6a
Difficoltà obbligatoria
5b

Località di partenza Punti d'appoggio
Ceresole Reale

Avvicinamento
Ivrea, Pont Canavese, Noasca, subito all'uscita della lunga galleria prima di Ceresole, seguire a sinistra la strada che porta in prossimità del campeggio.

Dal parcheggio due le possibilità:
1. seguire il normale avvicinamento al settore centrale del Sergent e traversare a destra in discesa fino ad aggirare lo sperone che scende più in basso;
2. dal parcheggio superare il masso di fissure du panetton( boulder 6c+) e proseguire sempre per buona traccia di sentiero e ometti; innalzarsi sulla comoda pietraia stabile sempre seguente ometti; 15 minuti dall'auto.
Note
La via è nel settore destro della parete..
Bellissima via una delle più abbordabili della parete. Mai banale varia e divertente, stupendo il tiro del camino e il penultimo nel diedro.
Attrezzata con spit alle soste e qualche friend e vecchio chiodo abbandonato lungo i tiri. Necessari nut e friend sino al 4. Se si trova il passaggio chiave schiodato meglio avere con se un chiodo a V oppure un friend 0,3/0,4 Camalot.
Descrizione

La via inizia su un piccolo ripiano una bella fessura con a dx una lama staccata e appoggiata alla parete, attacco di “Ottobre Rosso”(mitragliata di spit).

L1: attaccare sotto la netta fessura ad arco. Salire per buone prese sino a prendere la fessura, seguirla prima a destra poi verticalmente (5b – friends 3,5/4) quando diventa più larga ci si incastra all’interno con la gamba destra e si raggiunge un comodo terrazzino. Superare una nuova fessura verticale ma appigliata (friends 2,5/3) e raggiungere il terrazzo soprastante. Sosta su spit.

L2: per balze e saltini raggiungere la base di un evidente diedro sulla destra. Il diedro è verticale, molto bello e ben appigliato (4c) essendo solcato da due nette fessure e ben proteggibile (friends 2/2,5) sino a che si esce ad una placca dove si trova la sosta a spit.
Qui sono possibili varie soluzioni:
a) – Rinviarsi alla sosta e traversare a sinistra in placca (5a) sino a entrare nel camino. Camminare sul fondo sino a raggiungere alcuni massi incastrati dove si sosta.
b) – Sostare e recuperare il secondo alla sosta.
c) – Evitare il camino e continuare nel diedro, seguendo la netta fessura strapiombante con difficoltà presunte di V+(chiodo).

L3: raggiungere il bordo del camino con una bella traversata a sinistra (5a) sino ad entrare nel camino. Seguirne il fondo sino a superare alcuni sassi incastrati. Scalare ora il camino verticale per 5/6, faticoso ma molto bello (4c), sino a che alcuni massi incastrati ne bloccano l’uscita, andare a destra per una comoda cengia (1 ch vecchio) che permette di uscire dal camino salire la placca sfruttando il bordo del camino. Continuare per balze verso destra sino a raggiungere un diedrino (4c) seguito da una placca che dà acesso alla sosta.

L4: procedere a destra per facili lame sino a superare (4c) una fessura verticale (friends 2/3/3,5) che adduce alla cengia. Sosta su alberi. Questo tiro è facilmente concatenabile con il precedente.

Dalla cengia si prosegue a destra per tracce per circa 60/70 m andando in direzione di una evidente zona di tetti con a destra un bel diedro.
L5: il tiro attacca in prossimità di una evidente cengia ascendente da destra verso sinistra. In realtà il percorso originale sale il diedro nerastro a sinistra sullo spigolo poi traversa a destra e si congiunge due metri sopra la cengia, come si nota dallo schizzo presente su Rock Paradise. Ma così facendo si avrebbe un forte attrito sulle corde, con la possibilità di rimanere impiccati. Superata la cengia salire per diedri e lame, deviare a sinistra superare una placca (4c) e procedere ancora a sinistra sino ad un comodo diedro che si segue per lame e fessure alla fine del quale ci si innalza su un muretto (4c) e si giunge in sosta alla base del bel diedro.

L6: Attaccare il diedro, che presenta i primi metri facili dopo segue una sezione verticale dove il diedro è solcato da una fessura da dita sul fondo. Il passaggio è bello duro (6a) (possibilità di usare qualche nut o friends o meglio un buon chiodo a V). Salire sfruttando la fessurina per 4/5 metri (friends incastrati A0) raggiungendo una zona più facile. Traversare a sinistra in direzione dell’evidente albero. Affrontare la bella fessura verticale più dura all’inizio (5c) sino ad uscire a sinistra per lame superando un’ultima fessura. Sosta su spit.

L7: Superare lo strapiombo non facile uscendo in placca (5a). Proseguire per terreno più facile verso sinistra ad una radice e puntare verso gli evidenti alberi sulla sinistra.

L8: La maggioranza delle cordate si fermano alla S7, questo tiro di solito non viene fatto, essendo di roccia non ottima e poco interessante.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Storico:
Prima salita A. Giorda, R. Perruca e M. Oliengo 1982
Bibliografia:
Rock Paradise M. Oviglia Versante Sud 2000
gasgenova
11.09.2020
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