Tribolazione (Becco Meridionale della) Grassi-Re

difficoltà: 6a+ / 5b obbl
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 3100
sviluppo arrampicata (m): 250
dislivello avvicinamento (m): 1200

copertura rete mobile
wind : 0% di copertura
vodafone : 0% di copertura
tim : 12% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: mauretto Fab Alb
ultima revisione: 04/07/17

località partenza: Lago Teleccio (Locana , TO )

punti appoggio: Rifugio Pontese 2217 m. - 0124800186 - 3474862646

cartografia: Kompass, foglio 86 - Gran Paradiso, Valle d'Aosta - scala 1:50.000

bibliografia: Oviglia M., Rock Paradise, Edizioni Versante Sud, 2000

accesso:
Ivrea, Cuorgnè, Pont Canavese, Locana, Rosone, Vallone del Piantonetto fino alla Diga del Teleccio.

Dalla diga di Teleccio prendere il sentiero per il rif. Pontese (indicazioni), prima in piano costeggiando il lago artificiale, poi per sentiero ripido fino all'inizio del piano delle Muande (0h45). Dal rifugio Pontese seguire il sentiero dietro il rifugio fino ad bivio che permette di scendere (sx orografica) ed attraversare il fiume su di un ponte di legno.
Attraversato il ponte continuare a seguire il sentiero, prendere a sinistra per Colle dei Becchi ad un bivio con segnale, agevole ma lungo (circa 2h00). Arrivati in prossimità dello zoccolo del Becco, cominciare a salire per tracce su pietraia prima stabile, poi più mobile, verso l'evidente canale roccioso che porta alla base della parete rossastra.
Anche in stagione inoltrata tracce di neve alla base del canale, utili ramponi.
Attraversare il canale nevoso da destra a sinistra faccia a monte ed entrare nello zoccolo a sinistra del grande canale e salirlo arrampicando sul facile (max. passaggi di III grado), fino ad arrivare ad un punto (10 minuti dalla base dello zoccolo) dove un canale secondario dello zoccolo diventa ripido, nerastro e visibilmente difficile. In quel punto salire le rocce sulla destra faccia a monte (cordino blu su chiodo), ed obliquare un po' a dx, saliremo ripetute svolte cercando il facile e riportandosi progressivamente verso lo spigolo della Malvassora (grande ometto).

La sosta di partenza si trova a sx della placca bianca 100 metri a sinistra dello spigolo della Malvassora, alla base di un diedro (sosta su cordoni in blocco incastrato). (in totale circa 3h30 dalla diga)

note tecniche:
Si tratta di una salita che richiede buon impegno fisico, e presenta passaggi molto verticali e faticosi.
Attrezzatura: serie completa di nut e di friends (BD C4 0.3-3, eventualmente raddoppiare misure 0,3-1) , martello e chiodi non sono indispensabili ma serve soprattutto il martello per ribattere eventuali chiodi insicuri.
Periodo consigliato: estate, in presenza di neve lo zoccolo può costituire un grosso problema da superare.
Tempo salita: 5-6 h per la salita e 2h per la discesa per andare a riprendere il sentiero.

descrizione itinerario:
L1: VI, A0: seguire l'evidente diedro sopra la sosta di partenza (2-3 chiodi)è possibile traversare a dx (chiodi) per entrare in un altro diedro con fessura. Seguire la fessura (diversi chiodi) per qualche metro e quando questa comincia a diventare difficile ed erbosa traversare a sx (chiodo). Continuare dritti sul pilastrino su rocce più facili ed ammanigliate fino alla sommità del pilastrino, dove è presente la sosta a spit (piccolo terrazzino).
L2: VI - spostarsi poco a dx ed innalzarsi fino a prendere una lama orizzontale che porta verso sx ad una fessura verticale. Seguire la fessura (qualche chiodo e nut incastrato) fino ad un piccolo ballatoio con un chiodo con cordone. Di qui seguire i chiodi, prima un paio di passi in alto (non salire troppo), poi nettamente verso destra sino alla sosta a spit
L3: V+ - dalla sosta a seguire ancora a dx ascendendo per un diedro appoggiato. Poi scavalcare a destra su una cornice molto esposta 1 chiodo poi più facile sino alla sosta un paio di chiodi (circa 15 metri di traverso orizzontale).
L4: IV, V, VI/A0 - seguire il diedro svasato ascendente a dx ( chiodo , IV/V) fino a che questo finisce (chiodo). di qui proseguire a destra sino ad individuare la sosta che si raggiunge con facili passi, si intuisce dalla fine del diedro la presenza del terrazzo di sosta a destra.
L5: VI+ (VI/A0) - proseguire sopra la sosta prendendo il diedrino di sx dei due affiancati (VI+ oppure VI/A0 su friends e nuts, presente solo 1 cuneo marcio e un frend incastrato), dopo 10-12 metri prendere per il diedro di dx e rimontare il pilastrino fino alla sommità, dove è presente una cornice con sosta su spit (V/VI).
L6: IV+, V - dalla sosta salire dritto per lame e fessure (chiodi), obliquare leggermente a destra raggiungendo un nuovo terrazzino sulla dx con sosta su a spit
L7: VI+/VII- (VI/A0), VI+, V - dalla sosta attaccare l'evidente diedro appena a sx. Salire nel diedro inizialmente molto gradinato e facile (IV). In seguito il diedro si raddrizza ed occorre sfruttare prima la fessura al centro del diedro, quindi anche le fessure poste sulla sua faccia sx (poco protetto, molto difficile e faticoso, VI+/VII- oppure VI/A0, buone possibilità di protezione), fino ad arrivare ad una piccola cengia. Continuare ancora per il diedro (2 vecchi cordini incastrati, VI+) fino ad una cornice. Da qui salire lo strapiombino sovrastante, ben ammanigliato (V) direttamente alla croce di vetta (sosta a spit).

Discesa, due possibilità:
1 - in corda doppia su "Gran finale", poco a dx della via (in vetta la prima calata si trova su un pilastrino 15 metri a dx della croce di vetta, faccia a monte. 5 doppie su soste a spit con catena) e discesa a piedi dallo zoccolo d'attacco. NB: nel canale sullo zoccolo sono presenti tre nuove calate su spit
2 - discesa dalla via normale, in arrampicata oppure (consigliabile) effettuando una doppia dalla sosta di vetta verso le placche della via normale (lato opposto a quello di salita) e poi almeno un'altra doppia dalla sosta successiva (eventualmente presente almeno un'altra sosta di calata).
Continuare su terreno più facile, facendo attenzione, seguendo diversi ometti che portano ad un ultimo piccolo risalto (crestina) in prossimità di cordoni di calata.
Fare una doppia verso i blocchi rotti sottostanti (eventualmente scendere arrampicando) e dirigersi verso un ultimo ometto. Scendere arrampicando l'ultimo saltino di 2 metri, arrivando così al colle. Scendere camminando dal colle (arrivati al colle scendere verso sx) fino ad una zona di grossi blocchi, attraversata la quale si perviene al sentiero.

altre annotazioni:
Primi salitori: Gian Carlo Grassi, Alberto Re, 6 Ottobre 1968.

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