Ambin (Rocca d’) da Grange della Valle per il Rifugio Vaccarone, anello

Ambin (Rocca d’) da Grange della Valle per il Rifugio Vaccarone, anello

Dettagli
Dislivello (m)
1750
Quota partenza (m)
1780
Quota vetta/quota (m)
3378
Esposizione
Varie
Grado
EE/F
Sentiero tipo, n°, segnavia
segnavia gialli fino al Vaccarone, poi tracce e ometti

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Vaccarone, Bivacco Sandrin 2741 m

Avvicinamento
Da Susa si prosegue lungo la SS24 del Monginevro superando Exilles, dopodichè si prosegue finchè dopo alcuni tornanti, sulla destra si incontra la deviazione per Eclause, Grange della Valle e Rifugio Levi Molinari. Si prosegue per 8 km di stretta strada asfaltata tralasciando le diramazioni secondarie, fino a raggiungere un ampio spiazzo in corrispondenza del ponte prima di Grange della Valle. Qui si parcheggia. E' anche possibile proseguire per la strada sterrata verso il Rifugio Levi-Molinari, posteggiando in alcune piazzole a bordo strada.
Note
Itinerario piuttosto lungo e faticoso se fatto in giornata, consigliabile spezzarlo in due giorni pernottando all'ottimo Rifugio Vaccarone (15 posti). Il tratto dal Passo Clopaca al Rifugio Vaccarone, che dalla cartina sembrerebbe pianeggiante, presenta invece un susseguirsi di dossi e saliscendi, che lo rendono impegnativo e aumentano il dislivello della gita.
In presenza di neve indispensabili piccozza e ramponi, la parte finale dell'itinerario in queste condizioni non è banale.
Volendo compiere l'anello con traversata sul Col d'Ambin passando per il ghiacciaio del Niblè, occorrono i ramponi.
E' consigliabile effettuare questa salita in corrispondenza di giornate terse (fine agosto-inizio settembre) per evitare le classiche nebbie della zona. Il tratto tra il Colle dell'Agnello e la cima, pur non essendo alpinistico, presenta alcuni passaggi che richiedono attenzione e l'abitudine a muoversi su terreni molto instabili.
Se si sceglie il percorso ad anello, effettuandolo in giornata è meglio salire dal Col d'Ambin e poi scendere dal Vaccarone, mentre su due giorni conviene fare il percorso come da relazione.
Descrizione

Dal parcheggio nei pressi del ponte sul torrente Galambra, si prosegue lungo la sterrata a sinistra in salita, superando la Colonia Alpina Viberti, e dopo un breve tratto raggiungendo un bivio. Si continua a destra seguendo le indicazioni per Passo Clopaca e Rifugio Vaccarone, sentiero molto evidente e segnato con vernice gialla. La stradina termina in corrispondenza di un alpeggio, che va aggirato a destra (attenzione ai cani) e quindi si inizia a salire con numerose svolte nel bosco di larici. Quando il bosco si dirada si perviene ad una bella radura erbosa. Si continua sul sentiero verso sinistra, che ancora con numerosi tornanti risale un dosso di cespugli, passando nei pressi della fontana San Pietro e quindi sotto un caratteristico masso. Ora il sentiero, ex mulattiera militare, con estrema regolarità risale il costone erboso sotto il Passo Clopaca, con una infinità di ampi tornantini. Ormai in vista del Passo, si tralascia la deviazione a sinistra per il Col d’Ambin, e continuando a destra poco dopo si perviene al Passo Clopaca 2744 m (rudere militare) circa 2 h 30′.
Si apre ora davanti il vasto altopiano erboso che taglia le pendici del Monte Niblè e di Punta Ferrand, che si dovrà attraversare da sud a nord, sul sentiero perfettamente segnalato, che con numerosi e faticosi saliscendi, in un’altra ora, condurrà al Rifugio Vaccarone 2741 m.
Si continua a sinistra del rifugio, perpendicolarmente ad esso, seguendo le indicazioni per il Colle dell’Agnello, già visibile (è il terzo colle da sinistra). Il sentiero è molto bello e comodo fino ad un pianoro detritico a circa 2900 m, dove su un masso viene riportato il bivio Colle dell’Agnello-Col d’Ambin. Si continua sulla traccia di destra (qui terminano i segni gialli), sempre ben evidente e contrassegnata da ometti, che risale alcuni spalti rocciosi e poi attraversa una zona di grossi massi accatastati sotto la Punta dell’Agnello (tratto un po’ disagevole). Si attraversa il canalone detritico o nevoso, portandosi sotto la verticale del colle, e con una ripida rampa tra terriccio e sfasciumi lo si raggiunge, ometto 3090 m. Si piega ora a destra andando incontro alla cresta rocciosa, che si aggira subito sul versante francese, seguendo gli ometti che permettono di sfruttare alcune comode cengie, fino a che un breve canalino riporta sull’ampia cresta detritica. Si torna ora sul versante italiano, risalendo il crestone fino ad imbattersi in una nuova fascia rocciosa di colore biancastro, che sbarra la strada. Anche qui gli ometti guidano sul percorso migliore, nuovamente sul lato francese, aggirando alla base i vari torrioni per terrazzi e cengie (volendo è presente anche una traccia 30 m più sotto tra la pietraia). Prima del penultimo torrione, la traccia risale un ripido canalino di rocce rotte e ghiaia, che riporta sul filo di cresta, in corrispondenza di alcuni grossi ometti. La marcia riprende comoda in direzione nord sull’ampia dorsale detritica, dalle varie colorazioni, finchè si giunge sull’anticima rossastra. Qui si nota il grosso torrione che andrà aggirato, ancora una volta sul versante francese, sfruttando una evidente traccia pianeggiante che attraversa una zona di ghiaioni mobili, fino a raggiungere la base di un canalino tra il torrione appena superato e la cima della Rocca d’Ambin. Qui si presenta il passaggio più impegnativo del percorso: si risale il canalino molto friabile, tenendosi preferibilmente a sinistra per sfruttare gli appigli che offrono le pareti più solide; il passaggio critico è breve, superato un gradone, si continua tra ghiaia e roccette giungendo rapidamente all’intaglio di cresta. Si continua a sinistra, superando una placca liscia oltre la quale il sentiero torna comodo ed evidente, passa sotto la vetta, la aggira e giunge in cresta, a pochi metri dalla cima stessa che finalmente si raggiunge (ometto e targa) 3 h dal Rifugio Vaccarone.

Per la discesa, si torna al Colle dell’Agnello dal percorso di salita, oppure sfruttando una traccia che scende per i ghiaioni più in basso rispetto alla traccia di salita, che comporterà poi una risalita di 50 m per il Colle dell’Agnello, dal quale volendo compiere un anello per il Col d’Ambin si hanno due possibilità
1- discesa al Lac d’Ambin 2683 m, e quindi si risale faticosamente al Colle Est d’Ambin 2897 m, nei pressi del Bivacco Walter Blais. Da qui si scende sul sentiero, inizialmente un po’ ripido, verso il Rifugio Levi e quindi a Grange della Valle
2- traversata del ghiacciaio Ferrand: dal Colle dell’Agnello si scende di circa 100 m, per aggirare la Punta dell’Agnello non appena possibile (ometti), spostandosi sulla valletta parallela, che risalita da una traccia porta ad un colle innominato, e ancora verso sinistra ad un evidente intaglio alla base della cresta nord di Punta Ferrand. Qui si mette piede sul ghiacciaio cercando un punto poco inclinato (a fine stagione spesso c’è ghiaccio vivo), e si traversa pressochè in piano il ghiacciaio (no crepacci) mantenendosi al di sopra di una balconata di rocce. Si punta così al sentiero che costituisce la via normale del Monte Niblè, appena sotto ad un evidente gradone della cresta. Rintracciato il sentiero, si scende tra placconate e tracce fino al Bivacco Blais ed al colle Est d’Ambin, dal quale si prosegue in discesa alle Grange della Valle.

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Cartografia:
Fraternali 1:25000 n.3 Val di Susa Val Cenischia Rocciamelone Val Chisone
andrea81
16.08.2018
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