giovanni68


Chi sono

Vado in montagna quando posso: da un paio di lustri anche d'inverno e in primavera, con le racchette da neve, e qualche volta in MTB. Ma un paio di volte l'anno faccio anche una gita un po' lunga in bicicletta da strada, per non usarla solo in città e verificare se sono ancora in grado di infilare due, tre colli in giornata (cosa, quest'ultima, che non è detto riesca tutti gli anni).

Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Saliti in cinque per il sentiero estivo, vista la scarsità di neve fino all'alpe Paglia Inferiore, nonostante le nevicate degli ultimi giorni. Dall'alpe al santuario manto più abbondante e "sfondoso" tutto da battere, anche se, vista l'alternanza con chiazze di pascolo scoperte e la pendenza dell'ultimo tratto di "scalini", non abbiamo calzato le racchette. Scesi invece per la strada: qui neve abbondante per il primo tratto, ma, ancora una volta, racchette non necessarie sulla traccia già ben battuta. Insomma, ci si chiede, ma queste racchette 'sto inverno riusciamo a usarle oppure no? Bella salita comunque, un po' più impegnativa della strada ma di sicuro più varia (noi nella parte bassa ci abbiamo pure aggiunto per errore una breve deviazione nella boschina...). E meraviglioso il balcone della meta, al cospetto della guglia della Bellavarda.
Viva gli "Escursionisti reagliesi & affini" !

Poco sopra l'alpe Paglia. L'ultimo tratto di sentiero e scalini inizia subito dopo aver aggirato a dx il roccione in centro.

Al santuario. Contro il cielo, la guglia vertiginosa della Bellavarda.

Appena avviati sulla strada del ritorno.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
La strada è coperta dalla neve da quota 1.600 m circa, ma il manto è così duro e battuto che ci si cammina sopra anche senza racchette (fra l'altro, buona parte della pista ha di lato una striscia senza neve). Poi, sopra il Caugis, neve ovunque e di nuovo molto dura. Ma vista la ripidezza del pendio sotto la punta Vergia (la "pala" BS, buoni sciatori, dell'itinerario invernale) ci siamo resi conto che probabilmente non è mai agevole risalirlo racchette ai piedi, anche per le scarpate vertiginose che, sotto il pendio, precipitano verso il fondo del vallone. Abbiamo così adoperato i ramponi, raggiungendo la cresta Sud poco sotto la vetta e risalendone le ultime roccette. Siamo poi tornati al Caugis, lasciando ovviamente perdere il Vantacul, data la stagione, percorrendo un tratto del crestone Nordovest e poi scendendo a sinistra (in questa bella giornata di rischio valanghe ai minimi) fino a incontrare la mulattiera del colle Chiot del Cavallo.
(... Ma 'sta gita alla Vergia dove la metto? L'idea era quella di salire su questa cima con le racchette da neve per proporre su Gulliver un itinerario ad hoc. Però il proposito si è scontrato con l'inverno bislacco e con l'impennata del pendio finale, come attestano le note qui sopra...).
Bello il Caugis semi-sepolto dagli accumuli di neve, bella la "pala" e bellissimo il panorama di vetta, che abbiamo raggiunto, in due, in circa tre ore e mezza con sosta-spuntino all'alpe. E un grazie ai gestori del rifugio Invincibili, il cui sito Internet, nei link degli "Itinerari invernali", offre un'utilissima foto a distanza che riporta i vari tracciati della zona.

La strada sterrata vista dall'alpe Caugis.

All'alpe.

I pendii verso la punta Vergia (che si intravede sopra le ultime piccole roccette, in centro) visti dai pressi del Caugis.

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: Crosta da rigelo portante
neve (parte inferiore gita) :: Crosta da rigelo portante
note su accesso stradale :: Strada asciutta e comodamente percorribile fino a Indiritti.
Sterrata fino alle casermette Sapatlé innevata ma battutissima. Calzate le racchette subito alle spalle delle casermette, per iniziare il lungo traverso in salita verso il colle seguendo e perdendo tracce discontinue di sci e racchette: anche qui neve portante, solida quanto basta per salire "comodamente" malgrado le pendenze e oggi (diremmo) anche sicura. Fra cima Sud e cima Nord, cornicione nevoso sulla destra, ma anche qui, a sinistra, passaggio su neve solida e sicura. Al ritorno, dal colle della Balma abbiamo evitato i traversi dell'andata calando rapidamente (e ripidamente) sulla stradina del Sellar, obliquando a sinistra e però tenendoci ai margini del bosco. Stranamente, oggi nessun incontro per tutta la giornata su questo bell'itinerario dove altre volte abbiamo visto decine di persone.

Sopra le casermette del Sapatlè.

Dietro i larici si scorge la vetta.

Al colle della Balma, guardando verso la cima Sud.

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa pesante
quota neve m :: 1700
Saliti in due dal ponte nei pressi del parcheggio ai margini sud di Bruil, seguendo fino al Casotto di Sort una traccia GPS che tagliava diritta su per il ripido bosco (mentre il comodo sentiero normale, abbiamo visto al ritorno, parte dalla palina segnaletica che si incontra appena attraversato il ponte nel centro del paese).
Poi, dal Casotto, siamo arrivati al Gollien facendo un largo giro, percorrendo buona parte della morena in centro al vallone, sotto un cielo sempre più limpido e soleggiato. Discesa diretta, invece, dai pendii sotto colle, ripidi ma oggi stabili.
In questi giorni sentiero e tracce ben battute fino al Casotto, poi solo qualche linea di sci. Visti al colle tre skialp saliti dal vallone di Entrelor.
In programma oggi c'era il colle di Sort. Ma in questa mattina gelida e velata, in lontananza, ci è sembrato troppo ripido e spolverato di neve recente: meglio provarlo prima d'estate, per rendersi conto...

In salita (quasi) direttissima da Bruil.

Il vallone sopra il Casotto: in centro il colle di Sort, oggi ben poco invitante.

I pendii sotto il Gollien.

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
quota neve m :: 1800
Racchette rimaste nell'auto o sugli zaini dei cinque partecipanti: itinerario dall'inizio alla fine su neve battutissima e che in un paio di punti coincide con il grande circuito per il fondo (in questi tratti vietatissimo camminare in centro alla pista). Molto belli lo scenario, la passeggiata, il rifugio e i due gatti siamesi del rifugio, ipersocievoli. Naturalmente un po' di gente in giro: incontrato anche un gruppetto di ciclisti elettrificati, o tempora o mores. Ma qui, davvero, c'è posto per tutti.

Primi passi sull'itinerario.

Non lontano dal rifugio.

Breve deviazione dalla pista, in discesa.

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: crosta non portante
note su accesso stradale :: Carrozzabile percorribile con auto normale (gomme da neve) fino al Planèt.
quota neve m :: 1300
Gita a due. Strada spalata, sia pure in modo via via più sommario, fino ai pressi del colle Lazzarà. Dopo la gran neve di queste settimane l'ultimo tratto è stato liberato solo con solchi laterali per le ruote di un trattore, ma comunque quanto basta per salire comodamente senza racchette. Dal colle in poi, sulla cresta, deserto bianco: appena qualche traccia, ma solo fino al Piano Friera. Calzati i ramponi per aggirare faticosamente, sulla destra, l'impennata che porta al rilievo di quota 2230 (?) segnato sulla cartina Fraternali, tagliando per i ripidi pendi in ombra con neve fino alla coscia. Riguadagnata poi la cresta, alla fine ci siamo arresi poco sotto l'antecima, davanti al paio di precari traversi di sola neve che ci attendevano a questo punto: cadere giù di lì per un piede in fallo o il distacco di qualcosa avrebbe comportato una scivolata vertiginosa di centinaia di metri. Non importa, bella gita lo stesso, anche se veramente gelida nella parte più alta, malgrado la giornata di sole.

Da destra verso il centro, la cresta dell'itinerario fino all'anticima.

Sulla cresta dopo il Piano Friera. In fondo, l'anticima (foto E. Lana).

Sotto le roccette, il punto in cui abbiamo iniziato ad aggirare a dx la cresta.

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Saliti in quattro (aggirando a sud la cima di Mares) in una tranquilla e bella mattinata, così tranquilla che dalla vetta abbiamo avuto il tempo di scendere per (un buon) pranzo al rifugio Alpe Soglia, sul versante di Corio (1.720 m, 20-30 minuti dal Soglio, tre quarti d'ora per la risalita). Spettacolo cavalli bradi al pascolo sul crestone a ovest della cima.

A San Bernardo di Mares.

Tutto il crinale di salita. In centro la cima di Mares.

I cavalli sotto la cima.

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Anche con un'auto normale si può risalire un po' oltre l'alpe fino a uno spiazzo in corrispondenza di un tornante a dx.
Saliti in due in poco meno di due ore. Pioggerella iniziale e finale nella parte bassa dell'itinerario. In mezzo alle nebbie dall'inizio alla fine, ma con qualche mezza schiarita in cima e più in basso. Rispetto all'ultima volta, abbiamo trovato attrezzato con un cavo metallico il passaggio un po' scivoloso su torrentello poco dopo il rifugio. Un altro cavo metallico facilita oggi la discesa in cresta verso la Quinseina. Scesi in tempo per un buon pranzo al Palasot (bivio a sx, segnalatissimo, scendendo verso Castelnuovo Nigra).
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partito alle 6.00 da Caraglio. Dopo una bella sosta al santuario di San Magno, arrivo al Fauniera alle 10.30 (strada davvero ripida da Campomolino in poi). Altra pausa e spuntino e poi discesa ripidissima in val Maira sulla stradina dell'Esischie (ma come ho fatto a farla in salita qualche anno fa?...). A Ponte Marmora il dubbio amletico: strada del Vallone o Stroppo? Chiesto consiglio a un abitante del luogo e deciso per il Vallone. Ingresso nel suddetto un po' inquietante, oltre che per la solitudine e per le pareti incombenti anche per i nuvoloni neri su in alto; asfalto buono (un po' meno nelle brevi e buie gallerie), ma qua e là qualche pietruzza piovuta dall'alto e pietroni spostati ai lati: lungo i primi km del Vallone, quelli più incassati, meglio non fermarsi. Arrivato a Elva all'una e un quarto (alla fine la strada si è rivelata più frequentata del previsto, con qualche biker tedesco e un paio di auto locali). Pausa pranzo e riposino. Inizia a piovere che sono ancora in paese, segue rovescio per una mezz'oretta, ma smette che sono ancora sotto il Sampeyre, dove arrivo alle quattro meno un quarto. Discesa in val Varaita di nuovo fra nuvole e sole e poi, dopo Sampeyre, in un bel fine pomeriggio da piena estate. A Caraglio poco prima delle sette e dopo 13 ore di gita.

Verso il colle Fauniera: lo si intravede a sinistra, al termine dell'ultimo tratto di strada.

L'arrivo al Fauniera.

Sotto il Fauniera, guardando la strada già percorsa.

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Carrozzabile percorribile con auto normale (con cautela) fino al lago.
Saliti comodamente in tre alla Bellavarda dal lago di Monastero e dalla sua verde conca per il sentiero segnalato, tagliando "panettone erboso" e Marsé. Sentiero in qualche punto molto stretto: in questi passaggi occorre un po' di attenzione in caso di pioggia o umidità. Paesaggio e cime coperti dalle nuvole per tutto il percorso, anche se in vetta il cielo si è schiarito nel pomeriggio, offrendo il bellissimo panorama della Bellavarda sopra un mare di nuvole. In discesa, specialmente nella nebbia, attenzione a non scendere troppo a Sud sulla cresta lungo la traccia per Lities (come è successo a noi per qualche decina di m di dislivello...), perché il bivio a sinistra che riporta alla dorsale Est non è ben visibile. In tutta la giornata incontrato un pastore e nessun altro escursionista, nemmeno dagli altri itinerari di salita.

Sentierino strettino...

Schiarita sulla cima.

Sotto la Bellavarda nel primo pomeriggio.
Non puoi contattare gli altri gulliveriani se non sei un utente registrato. Vai alla pagina di registrazione .

Tutte le sue gite

  • Madonna del Ciavanis (Santuario) da Vonzo (07/03/20)
    Vergia (Punta) e Monte Vantacul da Bessè (15/02/20)
    Bianca (Rocca) da Indiritti (10/02/20)
    Gollien (Colle) da Bruil (28/01/20)
    Magià (Rifugio) da Porliod (18/01/20)
    Gran Truc da Ruata per il Colle Lazzarà e la dorsale Nord (07/12/19)
    Soglio (Monte) da Balmassa per la Cima Mares (26/10/19)
    Verzel (Punta) dall'Alpe Frera (19/10/19)
    Fauniera e Sampeyre (Colli) da Caraglio, giro (24/08/19)
    Bellavarda (Uja di) e Punta Marsé dal Colle della Forchetta (17/08/19)
    Collerin (Monte) da Pian della Mussa (14/08/19)
    Frema (Tête de la) dai Piani di Stroppia, anello per il Col de Gippiera e Colle Infernetto (08/08/19)
    Fioria (Bocchetta di) da Lasinetto, anello per il Vallone di Eugio e Passo del Lago Gelato (13/07/19)
    Arolla (Casotto dell') da Lillaz (29/06/19)
    Tre Chiosis (Punta) da Genzana per la Costa Savaresch (08/06/19)
    Losetta (Monte) da Chianale per il Vallone di Soustra (01/06/19)
    Doubia (Monte) da Ala di Stura (01/05/19)
    Bielmonte, Bocchetto Sessera da Biella, Panoramica Zegna (27/04/19)
    Terra Nera (Monte) da Thures (13/04/19)
    Daviso Paolo (Rifugio) da Forno Alpi Graie (30/03/19)
    Civrari (Monte, Punta della Croce) da Soffietti per la cresta Sud (23/03/19)
    Bocciarda (Monte) dalla strada di Pian Neiretto per il Colle della Roussa e la Curbasiri (02/03/19)
    Crosiggia (Sella) da Cavaglia Sterna (23/02/19)
    Croce (Colle della) da Villanova per la Conca del Prà (09/02/19)
    Miserin (Lago) da Mont Blanc (26/01/19)
    Clavalitè (Santuario de la) da Cheneil (17/11/18)
    Sempione (Passo) da Varzo (13/10/18)
    Caugis (Alpe) da Villar Pellice per il Vallone degli Invincibili (29/09/18)
    Basei (Punta) dai Piani del Nivolet (22/09/18)
    Rasis (Punta) da Grange Thuras Inferiori (15/09/18)
    Faraut (Monte) da Sant'Anna, anello per la Colletta (07/08/18)
    Tonini (Punta) da Forno Alpi Graie per il Vallone di Sea (04/08/18)
    Verzel (Punta) dall'Alpe Frera (16/06/18)
    Jervis Guglielmo (Rifugio) da Chiapili di sotto (26/05/18)
    Melmise (Punta) da Bardonecchia, anello per Vernets (21/04/18)
    Croce Rossa (Punta) dal Vallone d'Arnas o da Margone per il Rifugio Cibrario (22/08/17)
    Lombarda, Bonette, Maddalena (Colli) da Vinadio, giro (19/08/17)
    Ghinivert (Bric) da Balziglia per il Colle del Beth (14/08/17)
    Viana (Lago e colle di) da Alpe Bianca (27/05/17)
    Ometto (Passo dell') da Molette per il Bivacco Molino (23/04/17)
    Crocetta (Cima della) da Rivotti (08/04/17)
    Liste (Cima delle) o Punta Gardetta da Indiritti (29/01/17)
    Bosco (Cima del) da Thures (28/12/16)
    Bonze (Cima) da Scalaro (09/12/16)
    Ciantiplagna (Cima) da Susa per il Colle delle Finestre, giro per Gran Serin (03/09/16)
    Gran Queyron e Cima Frappier da Bout du Col, anello (22/08/16)
    Bisalta o Besimauda (Monte) da Meschie di Pradeboni (19/08/16)
    Avic (Monte) Via Normale da Villa per la Cresta Ovest (13/08/16)
    Mondrone (Uja di) Via Normale da Molera (30/07/16)
    Boscarola (Bocchetta della) da Bocchetto Sessera (24/06/16)
    Maniglia (Monte) da Sant'Anna (21/05/16)
    Ros (Mont) da Mont Blanc (20/02/16)
    Ferra (Monte) dal Rifugio Melezè (23/01/16)
    Mongioia (Monte) o Bric de Rubren da Sant'Anna per il Vallone di Rui (19/12/15)
    Maniglia (Monte) da Sant'Anna (07/12/15)
    Mombarone (Colma di) e Punta Tre Vescovi da Trovinasse, anello (28/11/15)
    Ghinivert (Bric) da Pattemouche per il Colle del Beth (25/10/15)
    Cime Bianche (Colle Superiore) e quota 3100 m da Cervinia , giro per rifugio Oriondè e vallone Cleyva Groussa (29/08/15)
    Agnello (Colle dell') da Piasco per la Val Varaita (13/08/15)
    Sampeyre (Colle di) e Colle della Bicocca Strada dei Cannoni da Rossana (09/08/15)
    Granero (Monte) Via Normale dalla Val Pellice (04/07/15)
    Oronaye (Monte) Via Normale del Canale Sud di Sx (classico) e la Cresta Ovest (06/06/15)
    Gran Truc dal Colle Lazzarà (23/05/15)
    Manse (Cima delle) e Tete Platasse da le Pontet (11/04/15)
    Dormillouse (Cima) da Thures (07/03/15)
    Vaccarezza (Monte) e Cima dell'Angiolino da Branco, anello (24/01/15)
    Fournier (Cima) da Thures per il Col Chabaud (10/01/15)
    Birrone (Monte) da Palù per il Colle Birrone (04/01/15)
    Ovarda (Torre d') Via Normale dall'Alpe d'Ovarda (18/10/14)
    Rosa dei Banchi da Dondena per il Colle della Rosa, il cengione Sud e il crestone Est (10/08/14)
    Castelletto (Monte) da San Germano Chisone per il Colle Vaccera (06/07/14)
    Sommeiller (Punta) da Grange della Valle (21/06/14)
    Marchisa (Rocca la) da Sant'Anna (24/05/14)
    Giulian (Monte) da Giordano (03/05/14)
    Civrari (Monte, Punta Imperatoria) da Niquidetto (12/04/14)