giovanni68


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Da Forno si può procedere con l'auto ancora per qualche centinaio di metri fino al bivio.
25 km a piedi nella wilderness del vallone di Sea, fra andata e ritorno. Partiti poco prima delle 6 dal bivio, arrivati al colle di Sea a mezzogiorno. Sentiero ben segnalato fino al bivacco. Tracce e ometti sparsi fino al colle (dal bivacco si ritrova la traccia scendendo di qualche metro verso il torrente); in questo tratto la fatica della salita è premiata dal bellissimo pianoro del (quasi ex) ghiacciaio di Sea, sotto la seraccata spettacolare del ghiacciaio Tonini; non necessari i ramponi sul ghiaccio del Sea che resiste sotto le pietre. Poi, sulle ripide e instabili pietraie e roccette della cresta della punta Tonini la segnaletica scompare. Fra incertezze e nuvoloni in arrivo abbiamo lasciato perdere poco sopra il primo colletto. In discesa, ripercorso tutto il medio vallone sotto il temporale pomeridiano previsto dal meteo: grandine, vestiti e zaini in ammollo; e, a fianco del sentiero, l'impressionante fragore della Stura di Sea ingrossata dal diluvio. Incontrata al mattino una coppia di escursionisti in discesa dal bivacco e, nel pomeriggio, alcuni altri al bivacco. Un grazie all'amico Franco per le utili indicazioni.

Dal bivacco: l'itinerario attraversa il grosso nevaio in centro e quello più in alto a dx. Sopra quest'ultimo, il colle.

In salita su nevaio.

Al pianoro del ghiacciaio di Sea.

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salito in MTB da Castelnuovo fino alle baracche della cava di quarzo. Poi sentiero, fra nebbia e nuvole. Itinerario segnalatissimo (dal rifugio alla cima ci sono anche i continui bollini arancioni della Belladormiente Sky Race) e ormai libero dalla neve. Come premio di vetta, qualche mezza schiarita sulle creste e i nevaioni sottostanti sul versante Nord. In discesa vista viperella sul sentiero poco sopra le baracche delle cava.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 2000
Saliti in tre, bella gita, buon pranzo e bel tempo fino al primo pomeriggio. Manto continuo e abbondante dai 2000 m in su (v. foto), racchette utili ma non necessarie. Dopo pranzo tentativo non troppo convinto di salire al colle di Nel, dietrofront sui primi pendii sopra il piano, foto di rito in un trionfo di sole e di neve rigata dal disgelo, e poi giù, davanti alle nuvole e alla nebbia calate in fretta dalle Levanne, sotto un blando temporalino un po' in anticipo sul meteo.

Alla fine della salita, in vista del rifugio e della centralina.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1800
Salito da Bardonecchia alla cima tutto il crestone. Traccia ben segnalata prima su stradina (subito a dx dopo il ponte con la fontana, palina) e poi su sentiero. Primo tratto ormai fra i prati. Calzate la racchette poco sopra i 1800 m: da quella quota in poi neve abbondante e (miracolo, almeno al mattino!) portante, almeno tenendosi un poco sul versante NO della dorsale. Veloce discesa per la via di salita. Incontrato nessuno nella parte alta della gita. O meglio... sì: poco sotto la Croce Chabrière, visto in lontananza sulla dorsale dell'anticima un animale che da taglia e colore sembrava più un lupo che una volpe. E che ovviamente si è dileguato (sul versante del Fréjus) nel giro di pochi secondi.

Sui pendii verso la Croce Chabrière.

Le cornici sull'ultimo tratto della dorsale viste dai pressi dell'anticima.

Il panorama verso Bardonecchia.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Dopo la borgata Castello è vietato risalire con le auto la strada del Lago dietro la Torre.

Itinerario benissimo segnalato e marcato fino al Colle della Valletta (un grazie ai volontari CAI). Il tratto mediano del pendio finale su mobili sfasciumi e roccette richiede qualche attenzione, nonostante la traccia quasi sempre visibile e i frequenti ometti.

Ligi al divieto di risalita per le auto oltre Castello... ci associamo al commento finale di Titty79 (vedi gite precedenti). Scherzi a parte, una lunga ma bellissima gita. Partiti in due da Castello alle 6.00 circa, siamo arrivati in cima alle 11.50, dopo una mezz'ora di sosta al Cibrario (dove sia all'andata che al ritorno abbiamo trovato la gentilezza e l'affabilità dei gestori). In salita nebbia fino praticamente al rifugio, ma poi sereno dal rifugio in su (e dalla cima uno spettacolare panorama su un mare di nuvole). Nel pomeriggio, fine gita... all'Albergo Rocciamelone di Usseglio, davanti a un bel panino alle acciughe e bagnetto verde.

Il lago Peraciaval e il mare di nuvole alla quota del Cibrario dai pendii del colle della Valletta.

Il pendio finale (la vera cima, poco visibile, si trova appena a sx di quello che sembra un colle nella parte sx della foto).

Dai pressi della cima, panorama sul ghiacciaio del Baounet. In centro, contro il cielo, il Rocciamelone.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ho ripercorso questo "itinerario perfetto" al contrario, dopo averlo fatto nel senso "giusto" qualche hanno fa (e in senso contrario da Sant'Anna di Vinadio la prima volta all'inizio degli anni '90, con un amico che "tirò" per tutto il giro il sottoscritto, ignaro dell'impresa in cui si era imbarcato...). Confermo, come letto in gite precedenti, che la direzione descritta da Gulliver è la migliore: se non altro perché permette di evitare le rampe tremende della parte bassa della Lombarda da Isola sotto il sole del pomeriggio, quando si hanno già nelle gambe i due colli precedenti. A proposito di Lombarda e dintorni, cioè Isola 2000: se approdate a questa non irresistibile stazione sciistica in un tardo pomeriggio d'estate, se magari volete prendere qualcosa da bere stravolti dopo la salita e vi sembra un villaggio fantasma, fra condomini semisprangati, negozi chiusi e quattro gatti in strada, non disperate: arrivati al centro del paese (si fa per dire), prendete la via che sale a destra (a sinistra si va al colle). Poi lungo i condomini sul lato destro superate la farmacia, entrate nella galleria commerciale un po' in disarmo e uscite dalla porta di fronte... Bene, sul battuto a bordo piste, fra prati tagliati un po' così in attesa della prima neve, troverete tutto il paese: villeggianti e famiglie a passeggio, e ragazzini che giocano a pétanque, e il grande dehors al completo dell'(unico?) bar ristorante aperto in zona. Che cosa vuoi di più dalla vita, prima degli ultimi chilometri tra il silenzio e le solitudini della Lombarda al tramonto?

Il colle della Maddalena all'alba.

Jausiers: il mini-arcobaleno generato dallo spruzzo di un irrigatore.

In fondo alla strada, il cippo di quota 2802 alla Bonette.

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Finalmente in questo angolo storico e solitario della val Germanasca, nonostante la nebbia costante in quota di oggi! Sentiero battutissimo fino al pianoro di quota 2200 ca. Qui, dopo la palina con l'indicazione per l'Arcano e dopo aver attraversato il torrente, non abbiamo trovato subito il sentiero nel pascolo. Risalendo quest'ultimo in direzione SO, verso il vallone che si apre in quella direzione, abbiamo però trovato quasi subito i primi ometti (che ben presto si fanno continui) e una traccia nuovamente ben visibile. Ben tracciati e segnalati anche il tratto dal bivio poco sotto l'Arcano al Beth e il sentierucolo dal Beth alla cima. Incontrati vari escursionisti al Beth e altri tre in vetta, ma solo uno, in tutta la giornata, sul versante della val Germanasca.

Dal pianoro di quota 2200 ca, il vallone di risalita verso l'Arcano, fra due caratteristici spuntoni.

Ancora un paio di piccoli nevai sopra il pianoro.

Dai pressi della cima, il versante di Val Troncea.

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bel sentiero, tracciatissimo, segnalato da qualche tacca di vernice e soprattutto da una continua teoria di ometti: impossibile perderlo anche fra le nuvole di oggi, anche se non ci si è mai stati. Ancora neve in manto continuo fin dal pianoro sotto il lago di Viana. Quest'ultimo ancora in gran parte gelato. Incontrati sul percorso una decina di altri escursionisti.
Arrivato all'inizio del sentiero, a quota 1670, in Mtb da Mezzenile passando per il colle della Dieta, Asciutti e ovviamente per la graziosa frazione di Tornetti (ma quando riusciranno ad abbattere l'ecomostro dell'Alpe Bianca? Anche se, grazie al cielo, fa in fretta a "scomparire" quando si risale il vallone...). Al colle, ampia schiarita nel primo pomeriggio.

Al lago Veilet.

Il lago di Viana dai pressi del colle.

Il colle visto da Est, ancora sommerso dalla neve.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ometto & colle Trione, almeno 1600 m di dislivello, perché no? Una lunga gita un po' anomala (racchette tardive o escursionismo "estivo" precoce?), anzi speciale per la bellezza dei suoi sentieri e per la severità bianca che resiste nella parte alta. Non abbiamo messo on line un nuovo itinerario specifico per racchette da neve: le abbiamo adoperate, infatti, solo nella testata dei valloni, così crediamo che alla voce "racchette" il percorso dovrebbe essere provato ben prima della fine di aprile; e forse è un po' troppo rischioso avventurarsi in ciaspole d'inverno nel lungo traverso fra il "colletto" di quota 2340 m e il vallone del Trione... Comunque: partiti in due da Molette alle 7.30; in salita, trovata la neve solo all'altezza dell'alpe Pian delle Mule (2100 m circa); calzate le racchette poco dopo il "colletto", non siamo passati per il bivacco ma abbiamo tagliato il vallone in costa, in lieve discesa. Bello il ripido pendio finale dell'Ometto, però oggi scivoloso anche sotto le ciaspole per uno strato di neve ormai marcetta a... scaglie di sapone bagnato sin dal mattino.
Scesi dal passo alla bell'e meglio, tornati al "colletto" (sosta per pausa spuntino) e scesi ancora verso Est di qualche decina di metri di dislivello, abbiamo trovato il sentiero che, con qualche incertezza nei tratti ancora ricoperti da nevai ma senza bisogno di racchette, ci ha portati in costa al cambio di vallone nei pressi dell'alpe Pian del Lago e del lago Vasuero (lungo il percorso tacche di vernice). Da qui, di nuovo con le ciaspole ai piedi abbiamo risalito i bellissimi pendii bianchi della conca del Trione. In discesa, sul ripido e lungo primo pendio abbiamo usato i ramponi. Per finire, discesa a valle per la zona degli alpi di Vasuera, ritrovando i tratti di sentiero e la sterrata dell'andata subito a monte dell'alpe Pian Prà. All'auto poco dopo le 18.00.

Da Pian Prà: a sx, la dorsale erbosa di salita e i pendii innevati del colletto di quota 2340; in centro, il lungo traverso verso il vallone del Trione, sotto le cime della Leitosa.

In centro, il colletto dall'alpe Le Frere.

Dai pressi del colletto: la sella più bassa è il passo dell'Ometto. A sx, ovviamente, l'Uja di Mondrone.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta non portante
quota neve m :: 1700
Avendo dimenticato l'altimetro a casa, azzarderemmo di aver trovato le prime chiazze di neve significative verso quota 1700 m e di aver calzato le racchette sui 1800. Al di sopra di quest'ultima quota, ancora neve abbondante e, almeno la mattina, ancora ben solida. Giornata magnifica, serena, nonostante il meteo un po'... incerto sui sistemi nuvolosi che avrebbero potuto sovrastarci. Tre ore e venti da Rivotti al colle. Un po' di attenzione supplementare sul pendio finale (e sul colle un occhio alle cornici sul versante di Ceresole). Incontrato nessuno su tutto il percorso.

Ancora sulla parte bassa dell'itinerario.

Grange ancora sotto la neve.

I pendii sotto il lago Vercellina.

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Tutte le sue gite

  • Tonini (Punta) da Forno Alpi Graie per il Vallone di Sea (04/08/18)
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    Croce Rossa (Punta) dal Vallone d'Arnas o da Margone per il Rifugio Cibrario (22/08/17)
    Lombarda, Bonette, Maddalena (Colli) da Vinadio, giro (19/08/17)
    Ghinivert (Bric) da Balsiglia per il Colle del Beth (14/08/17)
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    Gran Queyron e Cima Frappier da Bout du Col, anello (22/08/16)
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    Avic (Monte) Via Normale da Villa per la Cresta Ovest (13/08/16)
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    Maniglia (Monte) da Sant'Anna (21/05/16)
    Ros (Mont) da Mont Blanc (20/02/16)
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    Mongioia (Monte) o Bric de Rubren da Sant'Anna per il Vallone di Rui (19/12/15)
    Maniglia (Monte) da Sant'Anna (07/12/15)
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    Ghinivert (Bric) da Pattemouche per il Colle del Beth (25/10/15)
    Cime Bianche (Colle Superiore) e quota 3100 m da Cervinia , giro per rifugio Oriondè e vallone Cleyva Groussa (29/08/15)
    Agnello (Colle dell') per la Val Varaita (13/08/15)
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    Granero (Monte) Via Normale dalla Val Pellice (04/07/15)
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