giovanni68


Chi sono

In montagna quando si può: alla fine, da un paio di lustri, soprattutto d'inverno e in primavera. Ma un par di volte l'anno, anche una gita un po' lunga in bicicletta, per non usarla solo in città e verificare se sono ancora in grado di infilare due, tre colli in giornata (cosa, quest'ultima, che non è detto riesca tutte le annate).

Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ancora una volta una splendida giornata in Varaita. Saliti in quattro in quattr'ore da Genzana. Ancora innevato l'ultimo tratto di cresta, ma senza dare problemi: neve (per fortuna non molta) già molle nella seconda metà della mattinata. Scesi per l'agevole vallone Savaresch (un poco di attenzione solo sui passaggi accanto alla cascatella a metà vallone) fino ai pressi del guado della sterrata a quota 2100 ca. Qualche altro escursionista soltanto sulla sterrata verso il rifugio. Avvistati durante la giornata camosci, stambecchi & marmotte in quantità.

L'ultimo tratto di cresta ancora innevato.

L'ultimo tratto di cresta visto dalla cima.

Il vallone di discesa.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
note su accesso stradale :: Strada ormai aperta fino alle Grange del Rio (e oltre).
quota neve m :: 2400
Quest'oggi ottime condizioni per una gita tutto sommato veloce, nonostante la lunghezza del vallone: partiti in due dalle Grange del Rio alle 6.30, niente neve fino a 2450 m, poi neve dura fino alla cima, in un paesaggio ancora ovunque ammantato di bianco. In salita non c'è stato bisogno di racchette ma abbiamo calzato i ramponi sui 2700 m, prima del pendio più ripido. In discesa usati ancora i ramponi e poi le racchette nel tratto innevato più basso, ormai cedevole. Panorama di cima ovviamente spettacolare, in questa bella giornata. Viste numerose marmotte sui ripiani della parte bassa dell'itinerario (una vera "zona residenziale"), ma anche in corsa sui pendii soprastanti, attorno alle tane più alte ancora circondate dalla neve. Dalle Grange del Rio alla vetta in 3 ore e 20, comprese un paio di soste, in completa solitudine. Incontrato nessuno tranne, in discesa, un paio di persone alle Grange Bernard.

All'inizio dei bei pendii sotto il Colle della Losetta.

Sul crestone verso l'antecima (le orme a destra non sono le nostre!).

La cima.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 2000
Gita fattibile, con buone condizioni e buon passo, anche in mattinata. Saliti in due, in 3 ore e mezza scarse, soste comprese. Siamo arrivati al colle seguendo la traccia del sentiero estivo (tacche affioranti qua e là, qualche paletto e... le indicazioni del GPS). Dai 2000 m ca. fino al colle d'Attia, di primo mattino neve quasi sempre portante. Calzate le racchette al colle abbiamo risalito l'innevatissima cresta (anche qui qualche paletto indicatore), larga ma a tratti davvero ripida, con pendenze ai limiti del racchettabile... Meraviglioso l'ultimo breve, agevole tratto, davvero questione di pochi minuti, fra l'antecima e la cima. Qualche problema invece in discesa, ormai a mattina inoltrata, su uno strato di neve sfatta e inconsistente sovrapposto a neve più dura: nei tratti più ripidi, un paio di lunghe scivolate più o meno controllate (meno che più) ci hanno fatto rimpiangere di non aver provato a scendere senza racchette (per affondare un po' con i soli scarponi) e, a chi scrive queste righe, la leggerezza di aver affrontato la calata in braghe corte (mai più sulla neve!...): risultato, qualche ammaccatura ed escoriazione che peraltro poco hanno tolto alla bellezza e alla soddisfazione per questa mezza giornata.

Il colle visto da poco sopra l'alpe d'Attia; il sentiero arriva al passo in corrispondenza dell'evidente spuntone nero a sinistra della depressione effettiva.

Al colle (foto E. Lana).

Dal colle, in alto le rocce e i pendii dell'antecima.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partito da Cossato verso le 7.00 e salito alla Panoramica da Trivero. Foratura sopra Trivero e, dopo il cambio della camera d'aria, persa un'altra decina di minuti a domare una valvola riottosa che non voleva saperne di tenere la gonfiatura. Da Bielmonte sceso a Rosazza e risalito alla graziosa Piedicavallo. Ridisceso a Rosazza, risalito a San Giovanni e (ormai un po' faticosamente) alla Galleria Rosazza. Da lì, giù ovviamente alla grandiosa Oropa e, dopo spuntino e breve sonnellino, a Biella. Da Vigliano girato per Candelo e poi, dopo un paio di saliscendi sulla quieta strada di Castellengo, ritorno a Cossato per le 17.00. Il ciclocomputer segnava 99 km e rotti. Ancora qualche pedalata per le stradine del centro storico e finalmente è comparso sul display il 100, obiettivo della giornata (ognuno ha le sue manie...). Dislivello in salita 2000 m ca. Indimenticabile la Panoramica: a sinistra la pianura, i paesi, le risaie, la civiltà, a destra la wilderness di Valsessera che si rivela dalle bocchette di Stavello, Sessera e Margosio.

Alla bocchetta di Margosio.

A Bielmonte.

Panorama verso ovest.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: In auto fino a Thures: oltre strada
quota neve m :: 1700
Saliti in due. Calzate le racchette poco sotto le Grange di Thuras, ancora sulla strada. Almeno oggi, nel ripido tratto di bosco sopra le Grange, l'unico breve pendio veramente impegnativo l'abbiamo trovato subito a monte del ripiano quasi in uscita dai larici (sotto il crinale che permette di sbucare sulla rampa del colletto del Clausis): fra pendenza (peraltro senza pericoli) e forse 80 cm di neve sfondosa, sappia il volonteroso racchettatore che in questi giorni ne uscirà solo annaspando.
Il resto è stato splendore bianco e azzurro, fatica sui pendii sotto la vetta per la lunghezza della salita e per una ventina di cm di neve fresca, e poi lo spettacolo del panorama dalla cima (con brezza gelida).
Al ritorno, invece di rientrare nel bosco siamo passati per il canale che scende dal colletto del Clausis, seguendo un po' avventurosamente le tracce degli sciatori della giornata: diciamo che con la neve di questi giorni si poteva fare...
Sei ore di salita. Gita da cinque stelle, anche al netto degli elicotteri dell'eliski, visti e sentiti per fortuna solo in lontananza (e che hanno smesso di ronzare a metà giornata). Incontrati sei skialp, e visti in lontananza vari sciatori da eliski in discesa.

Dopo il ponte alle Grange, si inizia a salire a sinistra delle conifere in centro.

In salita fra i larici, in un bel tratto di neve compatta (foto E. Lana).

Al piccolo pianoro, al termine del bosco.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Poca, pochissima neve fino al rifugio. Avevamo con noi le racchette ma non ce n'è stato bisogno. Per evitare un nevaietto ripido e ghiacciato sul sentiero, appena attraversato il rio Bramafam abbiamo risalito la scarpata di fronte al guado. Attraversato anche il Gura un po' più a monte non abbiamo ritrovato il tratto di sentiero seguente, continuando così a risalire per scarpate e brevi passaggi innevati. Dal rifugio siamo saliti poi al colle di Fea, ora sì su manto continuo, abbondante e quasi sempre portante, con i ramponi (utili in particolare sui ripidi pendii sotto il colle).
Saliti in due. Da Forno al colle in 4 ore e 40, compresa una mezz'oretta di sosta al rifugio. Bellissima giornata. Nessun incontro, tranne camosci in lontananza.

Il panorama della zona fra i guadi di Bramafam e Gura e il rifugio.

Al rifugio.

Salendo diritti sopra il rifugio.

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Su tutto il percorso non c'è più un filo di neve. Gita in maglietta praticamente dall'inizio alla fine. Fra caldo (troppo per marzo!) e terreno riarso, nel complesso sensazioni da... gita nel deserto, anche se chi scrive nel deserto non c'è mai stato. Per fortuna sotto gli alberi del colle della Bassa c'è la recente area attrezzata con fontana, tavolo e panche: un magnifico punto dove sostare dopo la calura della cresta (abbiamo incontrato uno degli artefici in vetta, oltre ad alcuni altri escursionisti).

Scenari da deserto sotto la Costafiorita.

Verso la cima dopo la Costafiorita.

Quasi in vetta.

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
quota neve m :: 1800
Neve, dove sei?... Adoperate le racchette solo nel canale centrale del colle della Roussa sia in salita che in discesa (in discesa, soluzione davvero veloce!), visto che prima del colle il manto era continuo quasi solo lì dentro. Altrove non ce n'è stato bisogno, anche sui modesti pendii sotto le due cime, ammantati di neve quasi sempre dura, portante.
Spazio Pubblicità-progresso 1: un avviso alla bacheca del bivio sotto Pian Neiretto segnala che il rifugio Fontana Mura all'alpe Sellery riaprirà in aprile. Spazio Pubblicità-progresso 2: giù a valle è sempre aperto, per fortuna, il meraviglioso forno di Ponte Pietra; in questo periodo, bugie!...

Nel canale sotto il colle in salita.

Foto di rito: Curbasiri a dx, Bocciarda a sx.

La Bocciarda dalla Curbasiri.

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo bici :: front-suspended
Oggi sterrati, piste e sentieri quasi del tutto sgombri di neve: unica eccezione, qualche decina di metri nel primo tratto del sentiero 747. Un po' di fango fastidioso nel primo tratto del percorso, poco sotto la sella della Crosiggia. Sempre disastrata, tra pietre smosse e gradoni impossibili, la pista che da Castagneia risale alla Crosiggia (e anche un poco inquietante, nella sua desolazione in mezzo alla boscaglia, in questo pomeriggio d'inverno un po' nebbioso). Incontrati altri tre ciclisti e un padre con figliolo in motocross.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
quota neve m :: 1200
Calzate le racchette solo dal Jervis in poi: il manto è continuo da Villanova, ma fino al rifugio il sentiero e la pista sono battutissimi. Sopra il Jervis seguita la traccia di salita lasciata il giorno prima da uno skialp (grazie!).
Oggi da solo. Poco più di tre ore da Villanova al colle (incontrato nessuno dal Jervis alla meta). Bella giornata con il cielo appena velato. Ma fin da sotto il colle, vento forte e gelido dalla Francia: dentro i ruderi della baracca sul passo, fra gli ululati del vento contro le pietre mi è bastato togliermi i guanti per tirare fuori la giacca dallo zaino, regolare l'altimetro e dare un'occhiata alla cartina per ritrovarmi le mani intorpidite, tanto da non riuscire più a reinfilare bene il guanto in una delle due. In fretta e furia sono ridisceso a valle di un centinaio di metri per recuperare un po' di calore. Meno male che più tardi, giù al Jervis, ben coperti, si poteva stare in faccia al sole ai tavoli esterni, nonostante qualche folata anche lì gelidina.

Dal rifugio Jervis, il lariceto e i pendii verso il colletto.

Il colletto.

Dal colletto, l'ultimo tratto di salita: in centro si intravede il colle con i ruderi di una baracca.

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Tutte le sue gite

  • Tre Chiosis (Punta) da Genzana per la Costa Savaresch (08/06/19)
    Losetta (Monte) da Chianale per il Vallone di Soustra (01/06/19)
    Doubia (Monte) da Ala di Stura (01/05/19)
    Panoramica Zegna anello da Biella (27/04/19)
    Terra Nera (Monte) da Thures (13/04/19)
    Daviso Paolo (Rifugio) da Forno Alpi Graie (30/03/19)
    Civrari (Monte, Punta della Croce) da Soffietti per la cresta Sud (23/03/19)
    Bocciarda (Monte) dalla strada di Pian Neiretto per il Colle della Roussa e la Curbasiri (02/03/19)
    Crosiggia (Sella) da Cavaglia Sterna (23/02/19)
    Croce (Colle della) da Villanova per la Conca del Prà (09/02/19)
    Miserin (Lago) da Mont Blanc (26/01/19)
    Clavalitè (Santuario de la) da Cheneil (17/11/18)
    Sempione (Passo) da Varzo (13/10/18)
    Caugis (Alpe) da Villar Pellice per il Vallone degli Invincibili (29/09/18)
    Basei (Punta) dai Piani del Nivolet (22/09/18)
    Rasis (Punta) da Grange Thuras Inferiori (15/09/18)
    Faraut (Monte) da Sant'Anna, anello per la Colletta (07/08/18)
    Tonini (Punta) da Forno Alpi Graie per il Vallone di Sea (04/08/18)
    Verzel (Punta) dall'Alpe Frera (16/06/18)
    Jervis Guglielmo (Rifugio) da Chiapili di sotto (26/05/18)
    Melmise (Punta) da Bardonecchia, anello per Vernets (21/04/18)
    Croce Rossa (Punta) dal Vallone d'Arnas o da Margone per il Rifugio Cibrario (22/08/17)
    Lombarda, Bonette, Maddalena (Colli) da Vinadio, giro (19/08/17)
    Ghinivert (Bric) da Balziglia per il Colle del Beth (14/08/17)
    Viana (Colle del lago di) da Alpe Bianca (27/05/17)
    Ometto (Passo dell') da Molette per il Bivacco Molino (23/04/17)
    Crocetta (Cima della) da Rivotti (08/04/17)
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    Bosco (Cima del) da Thures (28/12/16)
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    Mondrone (Uja di) Via Normale da Molera (30/07/16)
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    Maniglia (Monte) da Sant'Anna (21/05/16)
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    Mongioia (Monte) o Bric de Rubren da Sant'Anna per il Vallone di Rui (19/12/15)
    Maniglia (Monte) da Sant'Anna (07/12/15)
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    Ghinivert (Bric) da Pattemouche per il Colle del Beth (25/10/15)
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    Agnello (Colle dell') per la Val Varaita (13/08/15)
    Sampeyre (Colle di) e Colle della Bicocca Strada dei Cannoni da Rossana (09/08/15)
    Granero (Monte) Via Normale dalla Val Pellice (04/07/15)
    Oronaye (Monte) Via Normale del Canale Sud di Sx (classico) e la Cresta Ovest (06/06/15)
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    Castelletto (Monte) da San Germano Chisone per il Colle Vaccera (06/07/14)
    Sommeiller (Punta) da Grange della Valle (21/06/14)
    Marchisa (Rocca la) da Sant'Anna (24/05/14)
    Giulian (Monte) da Giordano (03/05/14)
    Civrari (Monte, Punta Imperatoria) da Niquidetto (12/04/14)