Leone (Monte) Via normale dal Passo del Sempione

difficoltà: F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1997
quota vetta (m): 3553
dislivello complessivo (m): 1556

copertura rete mobile
tim : 40% di copertura
no operato : 0% di copertura
altri : 60% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 20/04/09

località partenza: Passo del Sempione (Simplonpass , Brig )

punti appoggio: Ospizio del Sempione (http://gsbernard.net/index.php?page=simplon)

cartografia: CNS fogli 1289-1309 - scala 1:25000

bibliografia: Alpi Lepontine - Guida dei Monti d'Italia CAI-TCI

note tecniche:
La salita si svolge inizialmente su sentiero, morena, ghiacciaio e una facile cresta a lastroni e blocchi rocciosi, con alcuni facili passaggi di arrampicata.
Il periodo migliore per salire il Monte Leone va da giugno a luglio quando il ghiacciaio si trova in condizioni migliori per passare e senza problemi di ghiaccio vivo.

descrizione itinerario:
Dall'Ospizio del Sempione m. 1997, si segue inizialmente la stradina che porta a Rotels, superate alcune casette in pietra la stradina sale verso sinistra, e la si segue sino ad un bivio con cartelli segnaletici. Dal bivio si segue il sentiero che sale sulla destra, rimontando dei pendii erbosi in direzione di un traliccio dell'alta tensione, passato il traliccio si deve puntare ad un grosso masso squadrato sotto lo sperone Nord-Ovest dell'Hubschorn a quota 2400 m. circa. Aggirato il masso a sinistra si scende lungo un pendio-canale detritico seguendo il sentierino segnato da numerosi ometti che porta alla morena dell'Homattugletscher. Si sale ai bordi della morena, sulla destra seguendo sempre il ben visibile sentierino (badando solo di non avvicinarsi troppo alla parete NE dell'Hubschorn che può scaricare sassi) arrivando ad una conca detritica con dei grossi pietroni, sotto la scarpata rocciosa che sostiene il ghiacciaio (Homattugletscher). Dalla conca di pietrame, si sale verso destra seguendo ometti e segni di vernice che aiutano a scegliere il percorso più semplice per superare al meglio la scarpata rocciosa. Superata la scarpata, si prosegue tra alcuni roccioni, tracce di sentiero, facili rocce levigate (sempre seguendo ometti e segnali) verso sinistra, tenendosi ancora sulle rocce e ai margini del ghiacciaio. Raggiunto l'Homattugletscher, lo si sale tenendosi preferibilmente sulla sinistra, avendo come riferimento la cresta rocciosa che scende dalla Cima Centrale del Breithorn. Si salgono i facili pendii del ghiacciaio (a volte si incontra qualche crepaccio e si piega successivamente verso destra seguendo il pendio che gradualmente diventa più ripido fino a raggiungere la bella spianata nevosa del Breithorn Pass m. 3360. Dal Passo si scende verso sinistra sull’Alpjergletscher perdendo quota per un centinaio di metri, seguendo la pista (quasi sempre presente) si passa non lontani dalla base della parete SO del Monte Leone puntando ad un ben visibile colletto situato alla base della cresta Sud della nostra montagna. Raggiunto il colletto di quota 3320 m. si risale un saltino roccioso e si mette piede sulla cresta, composta da lastroni e gradoni rocciosi, che va seguita tenendosi nei pressi del filo (o leggermente sulla destra salendo), superando alcuni divertenti passi di arrampicata (I e II) si arriva quindi in vetta, sormontata da un segnale trigonometrico. (orario indicativo : ore 5,30 / 6,00 dal Passo del Sempione alla cima). In discesa non rimane che seguire a ritroso lo stesso itinerario di salita.

altre annotazioni:
Il Monte Leone è la vetta più elevata delle Alpi Lepontine, celebre punto panoramico sulle montagne di confine tra Italia e Svizzera, ma anche verso il Gruppo del Rosa, verso l’Oberland Bernese e il Gruppo dei Mischabel. Una montagna che non si mostra dal Passo del Sempione in quanto è coperta dai Breithorn. Il toponimo “Leone” sembra che derivi dalla deformazione di Monte d’Aione (un gruppo di baite dell’Alpe Veglia), e compare ufficialmente nella cartografia locale nel 1854. La prima salita nota avvenne per la attuale via normale dal Sempione nel luglio 1859 da parte di alcuni ufficiali svizzeri per scopi cartografici, tracce trovate dalla guida svizzera J.J. Weilenmann nel mese successivo, agosto 1859.