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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Sono tornato con Umberto a ripetere la gita della precedente descrizione; questa volta ho percorso la breve discesa in single track dalla cima dell'Agnelino alla balise 353, posta sulla strada che sale da Tenda. Questi 260m di disl al primo quarto sono piuttosto invasi dai cespugli, poi si arriva nel rado bosco e la discesa si fa divertente, seguendo il sentiero quasi abbandonato, le tacche gialle, o direttamente in terreno aperto lungo le radure. E' comunque una sezione BC, più difficile del resto della gita.

Riassumendo, l'itinerario di cui metto traccia è stato: Bragard (bivio per Limonetto dalla Statale), Panice, c. di Tenda, b. Peyrafica, b. Ourne, Agnelino. Discesa: sentiero verso E fino alla balise 353, poi per strada a b.Ourne e fino a c.Tenda, da qui a sx per mulattiera inerbita nel vallone di S.Lorenzo fino alla strada presso gli impianti, Limonetto, Bragard. Disl.1300m, svil. 44Km.


Il pezzo forte di questa gita rimane la straordinaria panoramicità della sezione col di Tenda - baisse Peyrafica - baisse Ourne, ed anche il bel balcone della cima Agnelino. Attorno a questo si possono cucire numerose varianti, per esempio con partenza/arrivo nel fondovalle della val Roja. Il tratto di crinale sopraddetto ha un fondo molto buono e scorrevole, alla portata di tutte le gambe.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
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Maurizio ed io abbiamo fatto la versione originale, Arpuilles - Tsa de Metz, come da descrizione, .... tutta nelle nuvole! Va beh, un pò di sole proprio in cima, alla Tsa, e poi ad Arpuilles.
Bella la salita, agevole e con un ottimo fondo scorrevole.
Molto bello il single track in discesa, vario e continuo, anche se non estremo, di grande soddisfazione per noi.
Da segnalare che in discesa, persi i primi 500m, si incrocia più volte una bella poderale, sulla quale scendere agevolmente e velocemente, in caso di necessità.

Inserisco traccia
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
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Oggi temperature decisamente buone per questa bella gita.
Per ora anche lo Jafferau è libero da neve.
Ho fatto la discesa su Gr. Suppas e Gleise; il sentiero è ben pulito, e soprattutto qualche santo (i Forestali?) ha aperto buoni varchi in tutti gli alberi caduti lo scorso inverno attraverso il sentiero; si passa facilmente in sella dovunque.

L'autunno accende di colori le latifoglie: spettacolare!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
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Con una temperatura ideale, ho fatto la salita solo fino a Celles, e mi sono gustato la classica discesa sulla bella mulattiera fino a Fontan.
Due note per incoraggiare i mediodotati, come me: come già detto dagli altri recensori, il single track del primo breve tratto fino al ponticello è quello più ostico e stretto.
Dal ponticello in giù si fila beati su di una superstrada per mtb fino alle paline 227 e 193.
Dalla 193 in giù la pendenza aumenta, arrivano i gradoni (non esagerati) e tre gruppi di tornanti impegnano il giusto. Però l'ampiezza della bella mulattiera ed il suo ordito piuttosto regolare permettono una buona scelta di traiettorie. I tornanti non sono esposti, perciò invitano ad osare permettendo i recuperi di errori.

Sia la salita regolare e agevole, sia la discesa molto appagante mi han fatto capire perchè questa bella gita sia diventata meritatamente una classica della Valle. Attenzione solo ai periodi umidi, i lunghi tratti lastricati possono diventare veramente infidi.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
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Ripetuta ieri questa bella gita, con Maurizio.
Per la salita tutto bene fino al casotto PNGP di Orvieille, e alpeggio soprastante. Da lì in poi sul single track, stimo che abbiamo pedalato per un 40% fino al lago. I normodotati ne tengano conto.
Invece la discesa si è rivelata un realistico BC, di soddisfazione; ciclata salvo alcuni brevi tratti superati a piedi, anche nella parte inferiore seguendo il bel AV2. Dal lago a Orvieille ci sono diverse barriere anti ruscellamento, costituite da lose poste di taglio attraverso il sentiero.
Paesaggisticamente è una gita di gran soddisfazione, probabilmente le giornate serene di autunno sono la stagione migliore per godersela.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
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Oggi ho ripetuto questa gita, in modo ridotto. Data meteo minacciosa, arrivato al colle Intersile superiore, ho evitato il giro Festa Chiggia, e son tornato a palla per la strada di salita fino a Marmora superiore, dove ho imboccato la Napoleonica, come da traccia di Swiffer.

La Napoleonica mi è piaciuta molto.
La prima metà del traverso fino al colle Encucetta ha diversi rilanci e risalite non tutti pedalabili, per cui spezza un pò il ritmo, ma la seconda metà è un affascinante filo d'Arianna scorrevole e pulito che taglia il versante boscoso, con improvvisi scorci panoramici.
Dal colle Encucetta in giù, c'è una piccola gemma di discesa, anche questa scorrevole e pulita, tecnica il giusto ma non estrema , che si snoda nel bellissimo bosco (faggeta ?) fino ad atterrare sulla carrareccia di quota 1150, qui a dx e poi attenzione ad individuare sulla sx la scorciatoia indicata Bassura, un altro tratto di single track appena più impegnativo del precedente, ma sempre ben godibile.
Poi ancora un tratto ripido di carrareccia e si giunge al ponte sulla Maira.

In questa versione ridotta sviluppo 31km, disl cumulato 1350.

Un ringraziamento doveroso va a chi, con la motosega, ha aperto i varchi attraverso i numerosi alberi crollati che sbarravano il sentiero.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
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Ho ripetuto oggi questa spettacolare gita, partendo dal campeggio al bivio di Vernetti, un pò per pigrizia un pò per evitare il fastidioso volume di traffico nel tratto Ponte Marmora- bivio.
Questa volta l'ho percorso in senso orario, e mi sembra più godibile.
Nel tratto sterrato C. Valcavera-C. Preit ho incontrato solo una moto ed un fuoristrada (a parte pedoni e frotte di bikers), pur essendo domenica. Che sia merito dell'ordinanza comunale di divieto motorizzato nei giorni festivi (mi pare)?
Se è così, meglio approfittarne!

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
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Una bella classica, molto varia.
Salita agevole fino al colle, su pendenze ragionevoli e fondo scorrevole e asciutto nel tratto sterrato sopra Neirassa superiore.
Al colle incrociato due giovani e prestanti bikers, che poi ci han riferito che la salita al colle Barmetta e cime Varirosa e Autes è ancora ingombra di strisce di neve e terreno fangoso.
La discesa dal Colle Neirassa fino alla frana è agevole, panoramica, e via via sempre più esposta.
La frana ha un tratto chiave di 6/8m delicato, c'e una fila di "pedate" e la bici va portata a spalle (oppure traghettata in 2 persone, come abbiamo fatto noi, vedi foto).
Poi la discesa fino al colle Chiardoletta è puro piacere. Dal colle fino alla borgata Chiardoletta lo scorrevole single track si fa veramente "single", e le curve a compasso portano la valutazione a S2, secondo me.
La deviazione verso il vallone della Madonna è dedicata agli insaziabili dei single track, ma anche la discesa diretta su carrareccia a Sambuco è godibile e più logica.
Molto piacevole e raccomandato il ritorno sulla dx orografica a Vinadio, in buona parte lungo la ciclovia Valle Stura.


La meteo ha graziosamente fornito una bella giornata e vasti panorami al nostro gruppetto misto di E-mtbikers ed analogici.
Conviene fare buona scorta d'acqua a Neirassa superiore, almeno in giornate calde come queste.
La grande varietà della gita ed in particolare della discesa, regala gran soddisfazione ma richiede un certo impegno ai bikers medi ( e non proprio giovanetti ) come me, Vittorio e Claudio.
Aggiungo qualche foto di Vittorio.

buon tracciato in salita

fondo scorrevole

sul colle

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
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Aggiungo qui una variante di discesa che permette di compiere un anello il quale si chiude su Canischio (da dove siamo partiti).
Dal rifugio di San Bernardo al colle, scendere fino al primo tornante q1500 ed inboccare il sentiero (tacche blu) che conduce verso SW a Pian della Pessa. L'andamento è circa mezzacosta, poco ciclabile, circa 800m lunghezza. Giunti alle baite, in sella seguire sempre traccia a tacche blu in discesa verso le baite sottostanti q1480 dove inizia una carrareccia via via più scorrevole, pur con brevi tratti ciottolosi ma ciclabili.
Si scende lungamente verso Prascorsano, con begli scorci panoramici, si confluisce in una strada asfaltata, quindi ad un trivio q760. Qui si abbandona la direzione Cerialdo Prascorsano, per imboccare tutto a sx per Canischio (indicazioni), velocemente raggiunta presso il campo sportivo.

Inserisco traccia.

La salita, pur limitata da Canischio a San Bernardo, l'ho trovata veramente dura, anche se con un buon fondo. Mentre il tosto Umberto procedeva disinvoltamente, i miei rifiati si son via via più ravvicinati.
Giunti a San Bernardo, siamo andati in cima a piedi, sotto un vento sferzante.
La variante di discesa, al prezzo di 20' di spintage, regala bei balconi panoramici nella parte alta, ed in basso, sempre più scorrevole, attraversa anche belle faggete.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
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Aggiungo qui una variante per "sfaticati", da 1050m disl e 29 km, che utilizza della gita descritta buona parte della bella discesa dalla cima del Mottarone.
Partenza da Gignese, con la provinciale verso Armeno si arriva rapidamente a Sovazza, di qui si sale sempre su asfalto a Coiromonte q.820m, , imboccata la circonvallazione (!!!) si sale verso le case più alte del paese e si individua sulla destra stradina indicata come itinerario turistico per il Mottarone . Dopo ripide rampe diventa sterrata e in seguito dal bosco spunta sulla panoramica costiera del Monte Falò (deviazione possibile sulla dx per la cima/balcone). Sempre in cresta si giunge ad una sella q.980m dove si prosegue dritto, lasciando a dx una discesa segnalata per Alpe Nuova e Gignese, e con le ultime ripide rampe sterrate si arriva sulla provinciale asfaltata, che comodamente porta in vetta.
Discesa come da descrizione gita originale, lungo la bella traccia L1 ben segnalata, fino alla stazione intermedia della funivia. Da qui l'asfalto conduce alla caratteristica borgata di Alpino, ed in breve si piomba su Gignese.

Questa variante, meno faticosa in salita, aggiunge il bel tratto sommitale del Monte Falò, anche se perde il tratto di discesa da Alpino a Stresa.

Aggiungo traccia
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