3.1Km
Volendo allungare un po' il percorso, si può partire direttamente dalla Piana di Stroppia.
Il dislivello tiene conto della risalita dal Monte la Ciarm al Pertusà.
Dal posteggio nei pressi delle Grange Collet (attenzione a non mettere l’auto nei prati adibiti a pascolo, si torna indietro di alcune decine di metri in discesa sino ad incontrare il cartello segnaletico per il Colle dell’Infernetto (sentiero Dino Icardi) a 1960 m che subito risale il dosso erboso sovrastante con buona pendenza, per poi entrare nella prima parte del selvaggio vallone dell’Infernetto.
Il sentiero si mantiene alto sul lato sinistro, a mezza costa, ancora in marcata salita fino a guadagnare un pendio con una zona di pietraia, che precede l’ingresso in una vasta conca prativa pianeggiante, dove il vallone si boforca poco oltre. Siamo a circa 2400 m di quota.
Sulla destra, si scorge già evidente il pendio di salita che condurrà al monte Pertusà, che fino a qui è stato interamente costeggiato dal basso.
Reperendo alcuni ometti, si inizia a salire il costone di erba (ed una prima brevissima zona di pietre) in direzione nord, un po’ faticoso per la pendenza ma senza percorso obbligato. Successivamente il terreno diventa maggiormente detritico ma si individua anche una vaga traccia che poi tende a perdersi ne ltratto finale, un po’ poù ripido e di terreno meno solido: qui è preferibile restare sul margine destro del pendio, nei pressi di una vena rocciosa. In breve si sbuca ad un ripiano sospeso a 2688 m, ormai 5non distante dalla cima.
Andando verso destra sulla facile dorsale, si tocca dapprima un dosso erboso e poi per breve crestone (si passa sul lato sud), si perviene in cima senza alcuna difficoltà.
Se si vuol toccare anche il poco appariscente Monte La Ciarm, posto sul crestone est che scende dal Monte Pertusà, e proteso verso Chiappera, è sufficiente seguire il crinale erboso, sempre di qualche metro sul versante Infernetto (verso il vallone Maurin le pareti precipitano vertiginosamente), seguendo una discreta traccia fino al cucuzzolo erboso a 2601 m (piccolo ometto di pietre). Da qui, senza necessariamente risalire al Monte PErtusà, dovrebbe essere possibile proseguire sul costone che via via diventa più ripido, ed aggirando poi alcuni pinnacoli si scende all’imbocco del vallone dell’Infernetto (questa soluzione richiede buone capacità di orientamento e ottima visibilità.
La via più agevole per la discesa è invece quella di risalire i 150 m di dislivello ripassando dal Monte Pertusà. Prima di fare ritorno nel vallone, è fortemenete consigliabile la visita alla finestra nella roccia (non visibile) che appunto dà il nome alla montagna. Occorre seguire l’evidente traccia verso ovest fino ad una selletta, dove affacciandosi si nota la grossa fessura ovale, una finestra sul Vallone del Maurin.
Oltre al pendio di salita, è possibile fare ritorno nel vallone dell’Infernetto per una vaga traccia in diagonale verso ovest, che passa al di sopra di una barra rocciosa, e poi lungo un pendio di detriti.
- Cartografia:
- IGC Valli Grana Maira Stura. 1:50.000-IGC Monviso. 1:50.000
- Bibliografia:
- IN CIMA Cozie Meridionali di Michelangelo Bruno
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