Parrot (Punta) Via degli Italiani

difficoltà: AD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 3212
quota vetta (m): 4436
dislivello complessivo (m): 1224

copertura rete mobile
wind : 0% di copertura
vodafone : 0% di copertura
tim : 0% di copertura
no operato : 0% di copertura
altri : 0% di copertura

contributors: coste ziocharli
ultima revisione: 24/07/17

località partenza: Acqua Bianca (Alagna Valsesia , VC )

punti appoggio: Capanna Gugliermina (ex Valsesia)

bibliografia: CAI Monti d'Italia Monte Rosa di Gino Buscaini

accesso:
Per la cappana Gugliermina, parcheggiare l'auto nell'ampio parcheggio dell'impianto di risalita Wold e salire al parcheggio dell'Acqua Bianca (eventualmente si può prendere la navetta spendendo 2 euro a persona). Salire la mulattiera ed al bivio seguire per il giardino botanico. Al successivo bivio prendere il sentiero che scende verso sinistra fino all'ampia radura antistante il rifugio Pastore (1575 mt) dalla quale, sulla destra, parte il sentiero numero 6 (indicazione sbiadita su un sasso).
Superato un alpeggio, lasciare a sinistra l'indicazione per il rifugio Crespi Calderini e piegare a destra (sentiero 206 con segnavia di colore bianco-rosso) seguendo una traccia che dopo aver superato delle radure, conduce ad un primo torrente (attraversabile grazie ad un asse di legno). Poco oltre bisogna guadare un secondo e più impetuoso torrente (utili i bastoncini).
Continuare per prati (traccia e segnavia rosso-bianco) oltre i quali il inizia ad alzarsi più decisa. A circa 2200 mt di quota il sentiero si fa più definito (si innesta la traccia proveniente dal Rifugio Barba Ferrero) ed inizia ad inerpicarsi più ripido sulla culmine della morena del ghiacciaio delle Piode.
A circa 2600 mt di quota il sentiero incontra una zona meno ripida per poi riprendere a salire, sempre lungo il filo della morena. Piegare a sinistra seguendo i segnavia più alti fino ad attraversare un impluvio di rocce/neve e continuando poi l’ampia cengia posta a sbalzo sul ghiacciaio.
Sui 3000 mt ha inizio un tratto attrezzato che per balze e roccette conduce alla capanna Gugliermina (3212 mt). La capanna è ben tenuta e confortevole, dotata di locale cucina (bombola a gas e stufa a legna), dormitorio, bagno e luce elettrica.

note tecniche:
Lunga ascensione su ampia parete caratterizzata da un lungo avvicinamento (oltre 1700 mt di dislivello). Molti tratti su sfasciumi e rocce instabili si alternano a brevi tratti di bella salita su blocchi più stabili (qualche passo faticoso di III); un pendio finale di circa 400 mt su neve e ghiaccio a 45° conduce alla vetta. La crestina rocciosa con il pendio finale è il tratto più bello della salita. Lo sperone che porta al ghiacciaio non è di facile individuazione e dove mancano le indicazioni serve fiuto. Pericolo di caduta sassi in diversi punti.
Utile materiale da ghiacciaio, una mezza corda da 30 mt, qualche fettuccia, due-tre friend medi, ramponi classici, una o due piccozze e un paio di viti da ghiaccio a seconda delle condizioni. Calcolare 5-6 ore a seconda delle condizioni.

descrizione itinerario:
Dalla capanna Gugliermina (3212 mt) si sale il soprastante dosso su sfasciumi fino alla base di uno sperone roccioso fin qui segnalato con una lettera "P" a vernice e qualche raro ometto. Innalzarsi sullo sperone salendo per un vago diedro-canale (passo di III) oppure aggirarlo sulla sinistra con minori difficoltà per una serie di placchette abbattute.
Proseguire su ampia cresta di sfasciumi (ometti e qualche vecchio e poco visibile picchetto di legno) con percorso non obbligato fino raggiungere l'estremità orientale del ghiacciaio delle Piode a circa 3650 mt.
Risalire il ghiacciaio stando sulla destra (qualche crepaccio), superare la crepaccia terminale e innalzarsi sul pendio di rocce rotte e sfasciumi. Scegliendo il percorso migliore portarsi sulla sommità del marcato crestone, ben visibile dal basso sotto la verticale di un gendarme. Seguire ora sul filo una crestina con diversi passaggi esposti fino al suo termine, aggirando verso sinistra l'ultimo tratto che dà accesso ad un pendio che su terreno misto porta al pendio nevoso finale.
Continuare su pendio a 45 gradi prima per il filo della cresta (via degli inglesi), poi verso sinistra per pendio più ripido fino alla cresta sommitale (spesso quest'ultimo tratto ha un cornice da bucare). Ancora qualche decina di metri su cresta, si arriva in vetta (attenzione alle cornici).

N.B.: la calotta finale e il ghiacciaio delle Piode non sono banali.

DISCESA
Per la via normale alla Punta Parrot, dopodichè verso i rifugi Gnifetti e Mantova.

altre annotazioni:
Ettore Canzio e Giuseppe Lampugnani con Giuseppe Gugliermina il 18 luglio del 1906.