Piz (Becco Alto del) da Prati del Vallone per il Passo del Vallone, anello per il Passo Sottano delle Scolettas

Piz (Becco Alto del) da Prati del Vallone per il Passo del Vallone, anello per il Passo Sottano delle Scolettas

Dettagli
Dislivello (m)
1350
Quota partenza (m)
1750
Quota vetta/quota (m)
2912
Esposizione
Tutte
Grado
F

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Talarico ai Prati del Vallone 1750 m

Note
Molto consigliabile da effettuarsi ad inizio stagione (giugno) con piccozza e ramponi per evitare l'immane pietraia del canalone di salita al Passo del Vallone
Avvicinamento
da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Stura di Demonte seguendo la SS21, toccando in successione i centri abitati di Gaiola, Moiola, raggiungendo Demonte (il centro principale della valle).
Si prosegue oltrepassando Aisone, Vinadio, trascurata la diramazione di sinistra che porta al Colle della Lombarda continuando a destra e superando Sambuco e Pietraporzio per arrivare infine a Pontebernardo, dove si abbandona la SS21 per il Colle della Maddalena per svoltare a sinistra, seguendo la stradina asfaltata che risale il Vallone di Pontebernardo (indicazioni per Murenz e Prati del Vallone), poco oltre si trascura a destra un bivio per Murenz, proseguendo a sinistra si raggiunge l’ampio pianoro dei Prati del Vallone a m. 1750, dove si trovano una colonia aperta nel periodo estivo e la costruzione in parte interrata nel pendio soprastante, del Rifugio Talarico.
Ampie possibilità di parcheggio. Se la strada fosse ancora chiusa e si dovesse salire a piedi, calcolare ore 1,00/1,20 da Pontebernardo.
Descrizione

Dai Prati del Vallone 1750 m si segue la prima parte del Vallone Superiore di Pontebernardo, risalendo il comodo sentiero con una serie di diagonali, raggiungendo un primo bivio a quota 1788 m. dove occorre trascurare il sentiero che sale sulla destra (con segnavia GTA, porta al Colle di Stau) e salire sul sentiero di sinistra e si prosegue tenendosi al centro del vallone, in vista del Rifugio della Lausa, superando una conca detritica e raggiungendo un altro bivio a quota 2225 m. circa.
Qui si trascura il sentiero che porta al vicino Rifugio della Lausa sulla destra, e si piega a sinistra seguendo un sentiero (segni rossi e cartello indicatore per il Passo del Vallone, scritta con vernice rossa “Becco Alto del Piz” su un pietrone) che sale verso il Passo del Vallone.
Il sentiero inizia a salire rapidamente una vasta pietraia, attraversando in diagonale verso il canale che scende dal Passo delle Scolettas, poi piega verso destra su pietrame e pendii erbosi raggiungendo la parte iniziale del canalone detritico NO (o innevato, a seconda del periodo) che scende direttamente dal Passo del Vallone. Si sale il canale detritico, in alcuni tratti il sentiero è poco evidente nella pietraia, ma i segni rossi e gli ometti facilitano il percorso, con percorso evidente (a tratti faticoso data la natura del terreno) si punta al colletto di destra, che si raggiunge con percorso ripido ma non difficile (possibilità di trovare innevata la parte superiore ad inizio stagione), raggiungendo quindi il Passo del Vallone 2760 m.
Dal colle si piega a sinistra lungo l’ampio pendio e ripido pendio di pietrame che fascia il versante Ovest del Becco Alto del Piz.
Proseguendo la salita prima a sinistra e poi a destra, seguendo gli ometti e i segni rossi si raggiunge il punto più alto della grande pietraia. Salendo nuovamente verso sinistra si risale ora il tratto terminale, costituito da rocce gradinate, che con alcuni divertenti passaggi di facile arrampicata (I)  tra gradoni rocciosi e alcune gengie/terrazzi sporchi di detrito. Non ci sono passaggi esposti anche se si ha la sensazione di “parete” un po’ aerea. Superate le difficoltà maggiori una breve traccia di sentiero conduce al cumulo di pietre della cima (punto più alto della motnagna). Per raggiungere la piccola croce e il quaderno di vetta, posti sulla parte est della cresta sommitale affacciata sul versante del Vallone del Piz, occorre seguire i bolli rossi percorrendo la cresta, anche qui alcuni facili passi di I un po’ aerei.

In discesa si segue a ritroso lo stesso itinerario di salita, oppure se si vuol evitare la pietraia di salita o comunque compiere un giro ad anello, si può scendere nel Vallone del Piz dal Passo del Vallone, discendendo un primo tratto di un canalino ripido e un po’ franoso ma elementare, per poi (sempre seguendo i bolli rossi), iniziare a scendere traversando verso il fondovalle, sino ad intercettare il buon sentiero proveniente dal Tenibres. Scendendo si passa accando al Lago Mongioie, quindi si continua sul sentiero che con ampie svolte prosegue verso il Gias del Piz. Prima di raggiungerlo, si incontra la vecchia strada militare per il Passo Sottano delle Scolettas, che andrà seguita in salita aggiungendo circa 150 m di dislivello non faticosi. Superati un paio di tornanti si attraversa una breve galleria scavata nella roccia, per giungere così alla casermetta del Passo 2223 m.

Da qui seguendo il bel sentiero inizialmente in dolce discesa sulle pendici erboso della Costabella del Piz, e poi per tornantini più ripido, si arriva direttamente ai Prati del Vallone, concludendo l’anello

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Storico:
La prima ascensione nota è stata compiuta da V. De Cessole, con T. Fabre e C. Galléan, il 28 giugno 1901.
Cartografia:
Fraternali 1:25000 n.13 - Alta Valle Stura di Demonte
Bibliografia:
In cima 90 vie normali nelle Alpi Marittime volume II – Blu Edizioni
leviedeinonni , ste_6962
08/08/2021

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