Aquila (Monte dell') Via Marathon

L'itinerario

difficoltà: 6a / 5c obbl
esposizione arrampicata: Sud
sviluppo arrampicata (m): 900

copertura rete mobile
vodafone : 80% di copertura
tim : 80% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: gmgrassi
ultima revisione: 07/02/10

località partenza: Località Prè (Arnad , AO )

bibliografia: Arrampicare a Bard-M.Fardo,T.Sacchet; ed. Eventi e progetti 1999 / www.scuolaguidodellatorre.interfr

accesso:
dall'uscita di Pont S.Martin dell'autostrada A5 Torino-Aosta, seguire la strada per Donnas, superare il forte di Bard e oltrepassare la svolta a sinistra per la Valle di Champorcher. In vista dell'ampia parete della Corma di Machaby, svoltare a destra alla prima deviazione (cartello indicatore: "Machaby") e proseguire (cartelli) risalendo il boscoso versante opposto della Corma.
Ad un bivio svoltare a sinistra per Vacheres e proseguire per Prè, parcheggiando poco prima di un ponte (slargo sulla sinistra).
Poco oltre il ponte si nota una scritta con il nome della via sulla massicciata sul lato destro della strada: Accesso alla via: da lì parte un sentiero abbastanza ben segnato(qualche rara indicazione: una "M" cerchiata) che, con ripida salita in 1h15, conduce ad un gruppo di baite ristrutturate. Superare le baite direttamente, passadndo direttamente a monte delle stesse, salendo per prati: non c'e' un vero e propro sentiero.
Non seguire il sentiero che dalle baite si abbassa verso destra: bisogna salire in su, dritti. Al termine dei prati riprende un sentiero malmesso e, dopo circa 0h20 dalle baite si trova una "M" cerchiata, che conferma di essere sulla strada giusta.
Ulteriori indicazioni portano poi a traversare sulla destra, dove scritte su pietre e ulteriori frecce conducono alla base della parete: nessuna scritta ma spit ben visibili. (complessivamente 1h30)

note tecniche:
Bella arrampicata in ambiente magnifico e solitario! La corma di Machaby è ai vostri piedi lontani dalla ressa. Via di notevole sviluppo, un po' discontinua dove la ricerca dell'itinerario è una costante.
Spittata bene nei tiri difficili, protezioni lunghe altrove. Utili nuts friends, cordoni. Si arrampica e si cammina per collegare i vari tratti di roccia. Senso dell'itinerario indispensabile. Non banale dati l'avvicinamento, la lunghezza della via, la chilometrica discesa. La relazione qui inserita è quella che noi abbiamo seguito tratta dal sito della scuola guido della torre. E' ben fatta e precisa. Sul libro è spiegato un altro attacco che però non abbiamo trovato. Può darsi che quella da noi seguita sia una variante d'attacco. Discesa di non facile individuazione e, come detto, MOLTO LUNGA!

Sviluppo: 17 lunghezze per circa 900 metri di sviluppo (contando anche alcuni tratti in conserva).
Attrezzatura: via ottimamente attrezzata nelle lunghezze più difficili, chiodatura più rada nei tiri semplici. Eventualmente può essere utile qualche dado e friend. Cordini di varie misure
Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
Tempo salita: 5,00/6,30h.

descrizione itinerario:
L 1; 4+: salire per placca ben chiodata, deviare poi leggermente a destra per una serie di gradoni fino alla sosta.
Proseguire in conserva per circa 60/70 metri (qualche freccia rossa) fin nei pressi di una bastionata di roccia: costeggiarla in discesa verso destra fino ad una cengia che si segue per qualche metro, sempre verso destra, e da cui si sale poi verso destra (viso a monte) su un'ampia placconata (segno sbiadito sulla roccia, e spit visibile).

L 2; 3+: salire l'ampia placconata appoggiata, su ottima roccia, con percorso libero portandosi man mano verso il bordo sinistro della placconata. Roccia molto lavorata e bella

L 3; 3+: proseguire lungo la placconata, uno spit di passaggio.

L 4; 3+: proseguire ancora lungo la placconata, tre spit di passaggio.

L 5; 4+: ancora per placca, ma deviando leggermente a destra. Superare poi un muretto verticale fessurato, e aggirare da sinistra uno spuntone (spit visibili).

Proseguire in conserva per più di 100 metri per cresta alberata e blocconi di roccia. Qualche traccia di passaggio.

L 6; 5: salire uno spigolo compatto e passare poi una pacchetta delicata.

L 7; 2+: tiro semplice, placchette ed erba.

L 8 e 9; 3+: ancora per placca facile fino ad una sella.

Proseguire per un centinaio di metri in conserva, deviare poi a sinistra per cengia erbosa fino a vedere al termine quasi della cengia una sosta.

L 10; 6a: dalla sosta salire in obliquo a sinistra, per placca inizialmente scivolosa. La lunghezza prosegue quasi interamente con tratti in placca da raccordare spostandosi leggermente a sinistra o a destra con tratti gradinati più semplici. Chiodatura ottima. Comoda sosta su terrazzo.

L 11; 5, A0, 6a: traversare a sinistra (delicato) fino a superare uno spigolo e poi una placca compatta (A0). Segue un muretto, poi ancora un tratto difficile in placca, fino ad un passo in strapiombo con un albero, cui segue un ultimo tratto difficile con licheni in placca.

L 12; 5+: spigolino verso destra, che si aggira, poi sempre a destra uscire in sosta in mezzo ad erba.

L 13; 5+ per placca via via più ripida verso destra fino alla base di un diedro erboso, che si sale inizialmente stando sulla sua destra, ed entrando poi nel diedro vero e proprio, uscendone infine, con difficoltà sulla parete di destra. Si arriva così alla cresta a destra su una specie di terrazzo.

L 14, 15, 16; 3/3+: proseguire per tre lunghezze semplici, più o meno sullo spigolo, che non è molto netto ma abbastanza largo. Attenzione ai licheni!!

L 17; 5+: proseguire fino ad una betulla (possibile sosta), salire dietro la betulla fino a raggiungere la parete (spit evidente, erba scivolosa, attenzione!) e salire poi per belle fessure. Uscire infine per un canale erboso a destra. Fine delle difficoltà

Proseguire a piedi per tracce di sentiero, a tratti in cresta, a tratti alla sua sinistra (all'inizio), e poi anche alla sua destra, fino ad incrociare un sentiero. (0h10/0h15).
In ulteriori 10/15 minuti si raggiunge la croce di vetta.

Discesa:
dalla croce di vetta scendere per tracce di sentiero verso sinistra (viso a monte verso la croce) e, per sentiero si raggiungono delle baite diroccate, scendere sul versante nord. Ad un primo bivio prendere a sinistra: il sentiero scende ancora, poi risale e prosegue con saliscendi, più o meno in discesa, tornando in breve sul versante sud, e proseguendo sempre con sali scendi molto lungamente fino ad una sella. (h0,50/h1,00) (altre baite diroccate a sud). Non farsi ingannare o prendere dalla fretta di scendere verso sud. Quasi tutta questa traccia e sul filo o con tratti in descesa verso nord.
Dalla sella parte un chiaro sentiero verso destra (versante nord). Traccia verso sud da tralasciare. Noi siamo scesi a destra sul versante nord, per ripida ma chiara traccia. Dopo un 100/150 mt di dislivello c'è un bivio a sinistra, per traccia quasi orizzontale, che diviene poi un'ampia mulattiera (tubi di presa dell'acqua ) ben tenuta fino ad una fattoria.
Tutto questo primo tratto di discesa aggira con lungo percorso tutta la montagna. Verso sinistra per sterrata che scende in breve ad un primo gruppo di case ristrutturate. Passare in mezzo a quella più bassa un diroccata e riprendere la strada sterrata fino ad un altro gruppo di case.
Di lì un sentiero parte in mezzo ad un muro di contenimento sulla sinistra lo si segue qui lungamente verso sinistra.
Ancora verso sinistra per sentiero deviando a sinistra quando questo inizia scendere, fino a riprendere una strada sterrata, e poi la strada asfaltata fino al parcheggio. (Complessivamente 3h00 circa chiedere indicazioni in loco). Munirsi di una buona cartina della zona! Noi abbiamo faticato un po' ....

altre annotazioni:
Primi salitori: Tito Sacchet, Michele Fardo, 1998.