Presanella (Cima) dal Rifugio Denza per la via normale dalla Val di Stavel

difficoltà: PD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1860
quota vetta (m): 3558
dislivello complessivo (m): 1800

copertura rete mobile
vodafone : 60% di copertura
tim : 40% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 12/01/10

località partenza: Forte Pozzi Alti (Vermiglio , TN )

punti appoggio: Rifugio Stavel-Denza m 2298. Tel. 0463-758187 (www.rifugiodenza.com)

cartografia: Tabacco foglio 10 - Dolomiti di Brenta, Adamello, Presanella - scala 1:50000

bibliografia: Guida dei Monti d'Italia CAI-TCI - Presanella.

accesso:
Dalla strada statale per il Passo del Tonale, a metà tra Vermiglio e il Passo stesso, si deve svoltare per la Baita Velon, scesi sul fondovalle si deve proseguire lungo una strada sterrata (indicazioni segnaletiche) che porta al parcheggio situato nei pressi del Forte Pozzi Alti m 1860. La strada è stretta e i posti auto per il parcheggio al suo termino non sono tantissimi. E' però possibile usufruire di un servizio navetta, contattandolo direttamente (info sul sito del rifugio).

note tecniche:
La Cima Presanella è una delle montagne più note e frequentate delle Alpi Retiche e delle Alpi Centrali, presenta varie possibilità di salita, dalle facili ascensioni su ghiacciaio, alle più impegnative salite su ghiaccio, roccia e misto. Si tratta di una cima molto ambita dagli alpinisti di stampo classico, adatta anche per ascensioni di gruppo lungo le sue due vie normali. E’ anche la cima più elevata che si trova in Trentino. Dalla cima è possibile ammirare un panorama vastissimo e spettacolare, con la visuale che spazia dal vicino Gruppo dell’Adamello, ai Gruppi Ortles-Cevedale, Bernina, Dolomiti di Brenta e Dolomiti Occidentali. La Presanella era già conosciuta e documentata nel grande Atlante tirolese di Anich e Gruber con il nome di “Presereta”. Il nome Presanella è un diminutivo di Presena, riferito ad una presa d’acqua all’imbocco della Val di Stavel. Pare che la cima sia stata raggiunta per la prima volta nel 1854 da alcuni cartografi (rimasti anonimi) per il rilevamento catastale, mentre la prima salita alpinistica nota risale al 25-8-1864 agli inglesi M. Beachcroft, D.W. Freshfield e J,D, Walker con le guide F. Devouassoud di Chamonix e B. Delpero di Vermiglio che salirono dal versante Ovest (la attuale via normale con partenza dal Rifugio Stavel-Denza). Questa montagna ha un aspetto piramidale con tre imponenti lati, a Est una parete rocciosa alta 500 metri, il versante Ovest meno appariscente che si abbassa verso la Val di Nardis e poi il versante Nord, imponente e maestoso, dove ci sono alcune classiche vie di ghiaccio ripetute con buona frequenza. In questa relazione viene descritta la salita per la via normale che sale dalla Val di Stavel, per il Passo Cercen, il Colle Freshfield ed il versante Ovest. Come punto d’appoggio si utilizza il confortevole e ottimo Rifugio Stavel-Denza m. 2298, quasi sempre molto frequentato, per il pernottamento è consigliabile la prenotazione. L’ascensione proposta si svolge inizialmente su sentiero e morena, su ghiacciaio (con tratti ripidi e qualche crepaccio) e un breve tratto di misto sulla cresta sommitale, con facili passaggi su roccia. Il periodo migliore per salire la Presanella, va da metà giugno a tutto il mese di luglio, ad agosto può iniziare ad affiorare qualche tratto di ghiaccio vivo sul Ghiacciaio della Presanella.

descrizione itinerario:
1° giorno: dal parcheggio, si prende il sentiero con segnavia 233 (indicazioni per il Rifugio Denza), inizialmente è quasi pianeggiante, si supera una galleria e poi prosegue verso sinistra nel bosco passando lungo il versante settentrionale del Croz di Stavel, risalendo quindi il Vallone di Stavel. Lungo il primo tratto di sentiero soprattutto ad inizio stagione è facile trovare diversi tratti coperti dal passaggio dell’acqua, ma si cammina sempre su terreno sicuro, su rocce ben gradinate e dove necessario è presente anche il cavo metallico per una ulteriore sicurezza. Usciti dal bosco, si continua su pendii erbosi, sempre su ottimo sentiero, prendendo gradualmente quota, si incontra un bivio, si continua ora sul sentiero con segnavia 206 che riprende a salire con alcuni tornanti. Su percorso evidente il sentiero compie ancora varie serpentine e con un un ultimo tratto più diretto conduce al Rifugio Stavel-Denza m. 2298 (ore 1,15/1,30 dal parcheggio del Forte Pozzi Alti).
2° giorno: dal rifugio si inizia a salire su un sentiero che va verso destra (segnavia 234 e 235) fino a raggiungere in breve il Laghetto della Presanella, qui si trascura il sentiero che verso destra (segnavia 234) porta al Passo dei Pozzi seguendo il sentiero di sinistra (segnavia 235) con indicazioni per il Passo Cercen. Si prosegue seguendo inizialmente a ritroso l’immissario del laghetto fino a raggiungere la base di un roccione, dove si volge a destra e si risale il valloncello detritico compreso tra la morena della Vedretta Presanella a sinistra e gli sfasciumi sottostanti la Cresta di San Giacomo sulla destra. Proseguendo lungo il sentierino (bolli di vernice) quindi su alcuni grandi placconate di granito (ometti) si raggiunge il ghiacciaio (Vedretta Presanella) poco a valle del Passo Cercen, che si tocca, messo piede su ghiacciaio, procedendo su pendii poco inclinati. Dal Passo si sale decisamente a sinistra su pendii più ripidi, che la pista sale a zig zag, in vista del Passo Freshfield m 3375, si supera l’eventuale crepaccio terminale, e per un breve tratto di sfasciumi si raggiunge il Passo. Dal Passo si scende sul versante opposto per un canalino franoso (corda fissa, si perdono una cinquantina abbondante di metri) raggiungendo un altro ghiacciaio (Vedretta di Nardis), si aggira la Cima di Vermiglio e poi si risale verso sinistra, in vista del colletto noto come Sella della Muraccia, posto sulla cresta NO, seguendo la cresta, per neve e rocce a gradoni, aggirando il salto finale sul versante S si raggiunge senza particolari difficoltà la grande croce metallica della cima (ore 4,00/5,00 indicative). Con neve sulla parete SO si può invece salire direttamente per questa raggiungendo il tratto nevoso della cresta sopra il seracco della parete N.
In discesa si ripercorre a ritroso lo stesso itinerario seguito in salita.