Palavas (Monte) o Tete du Pelvas Cresta SE – Traversata dei Torrioni

Palavas (Monte) o Tete du Pelvas Cresta SE – Traversata dei Torrioni

Dettagli
Dislivello (m)
1750
Quota partenza (m)
1225
Quota vetta/quota (m)
2929
Esposizione
Varie
Grado
D

Località di partenza Punti d'appoggio
Ciabota del Pra, Rifugio Willy Jervis, Bivacco Sara Salvasera

Note
La salita è ora facilitata dalla possibilità di spezzare il percorso in 2 giorni al Colletto del Palavas, per la costruzione del Bivacco Sara Salvasera (8 posti letto con tavolo, sedie, ultima acqua al Fontanone).
Cresta con 3 passaggi decisamente più difficili rispetto al dell'itinerario su roccia quasi sempre buona. Esposizione garantita e un bel viaggio nella storia con avvicinamento lungo e selvaggio. La descrizione dei tiri è relativa a quelli effettuati dalla nostra cordata, senza percorrere tratti in conserva.
Parcheggio di Villanova a pagamento da aprile a ottobre.
Avvicinamento
da Villanova si raggiunge il Pra e quindi si devia a destra in direzione colle dell'Urina (segnaletica CAI 119). Giunti al Fontanone abbandonare il sentiero per il colle dell'Urina e svoltare a sinistra (ometto) per ripidi prati e giungere al colletto del Palavas (2595 m, traccia di sentiero bollata di viola che poi si perde sotto il colle). L'attacco e subito a monte dell'intaglio (ometto piccolo con cordone).
Descrizione

L1: Si attacca su bella placca chiara (ometto) e si sale in un vago diedro sprotetto a dx del filo, ci si sposta a sinistra verso il filo di cresta e si sale fino a un comodo punto di sosta (IV-, 2 fix). Si sosta su un fix (di un altro rimane solo il filetto).
L2: Ci si sposta sul filo di cresta per una cengia orizzontale (1 fix, 1 ch. e un altro fix) e si sale verticalmente superando un muro leggermente aggettante (IV, 1 fix con cordone) e si sosta al di fuori del tratto più ripido (1 spit).
L3: Si continua facilmente e fedelmente sul filo di cresta facile composto da roccioni fino a sostare alla base di un muro giallastro verticale dove si sosta (II, 1 fix).
L4: Si sale il muro sfruttando una vaga fessura-diedrino (IV+, 3 chiodi) e si esce sulla sinistra. Si sosta sopra il muro (1 fix).
L5: Si sale per sfasciumi verso il filo di cresta e si sosta su spuntone su di essa prima di un torrione evidente.
L6: Si contorna il torrione sul versante italiano e si procede per roccioni fin sotto il tiro chiave, un grande diedro (1 fix).
L7: Si sale la placca sprotetta e ci si sposta su cengetta a destra con traverso esposto (chiodo). Si sale il diedro verso sinistra (chiodo) e poi si traversa verso destra a prendere il filo di cresta (V-; in alternativa si esce dallo strapiombo obliquando a sinistra (chiodo) e ribaltandosi sulla placca sovrastante, 5c+). Si sosta sul filo di cresta (2 fix).
L8: Si sale il muro successivo molto esposto (III, 1 chiodo e 1 fix) e si va a reperire la sosta per la calata in doppia in mezzo a un intaglio (cordoni e maglia rapida, verificare la loro condizione).
Si scende con una corda doppia di una decina di metri.
Con attenzione ci si sposta verso la base del secondo torrione, dove si sosta su uno spuntone.
L9: Si sale il primo muro fessurato e poi il secondo lungo una splendida fessura fin sotto uno strapiombino. Si aggira a destra (III, 1 fix) e si continua per belle placche ripide fino alla sosta su spuntone alla base di un diedro-placca chiaro attrezzato a fix.
L10: Si sale il diedro-placca sbucando su una crestina (IV, 3 fix), si aggira lo spicolo (delicato) e si scende ad un intaglio (III) dove si sosta (spuntone). Porre attenzione per il passaggio del secondo di cordata dopo l’ultimo fix.
L11: Si sale nuovamente per muri fessurati e roccioni con percorso facile e divertente in cresta fino ad un intaglio dopo di cui si attraversa un canalino e si sosta alla base della bella placca finale (1 fix).
L12: Si attacca placca (“placca Jervis”) con partenza fisica (2 fix) e poi si sbuca in cima al secondo torrione percorrendo la placca in diagonale da dx a sx (IV/IV+, 1 fix e 1 ch., sosta sul filo su 1 fix).
Dall’ultima sosta si prosegue verso destra per una decina di metri con percorso pianeggiante fino a reperire la sosta a spit azzurri (della via Michelin-Masoero), si prosegue quindi per cenge in discesa fino ad una sosta a 2 fix collegati da cordoni (vicino a 2 vecchi chiodi non collegati).
Doppia da una dozzina di metri sulla cresta NO alla forcella sottostante ingombra di grandi blocchi.
Da qui senza percorso obbligato (ometti) si raggiunge sempre per cresta di sfasciumi e saltini la cima del Monte Palavas (max II).

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Storico:
Traversata integrale effettuata da Jervis con Falchi e Burattini nel 1923.
Cartografia:
Icg
Bibliografia:
Guida Grigia Cai-Tci, le guide di Pusnel e Vallot, Passaggio a Nord Ovest
sam83 , abo
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