Creton du Midi da Planaval

Creton du Midi da Planaval

Dettagli
Dislivello (m)
1195
Quota partenza (m)
1750
Quota vetta/quota (m)
2945
Esposizione
Varie
Grado
EE
Sentiero tipo, n°, segnavia
Strada per Col Serena (n. 6) o nessuno numero

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Seguire la strada che risale la collina di La Salle e termina a Planaval
Note
Del Creton du Midi la peculiarità è quella bastionata rocciosa sul suo versante E, molto ben visibile dal versante GS Bernardo. Ma se da questo versante, con tale barriera, la vetta è difficilmente raggiungibile, dal versante della Comba di Planaval la salita è molto agevole, quasi tutta su terreno erboso, lungo un percorso che, anche se non segnato, viene quasi da sé. Unici punti un po’ delicati sono l’ultima parte del percorso, su prato ma molto ripida, ed il canalino sotto la vetta.
Escursione classificata EE sia perché dopo il laghetto 2610 m prosegue senza sentiero e per i suddetti tratti più difficili prima della vetta.
Descrizione

Il percorso per il Creton du Midi parte dalla strada sterrata per Bonalex, al ruscello nei pressi dei ruderi di Pra Barlet. Da Planaval (1750 m) vi sono due modi per raggiungere questo punto:
1) salire lungo la strada del Col Serena. Si passa l’alpeggio di Rantin, si aggira il promontorio ed in leggera discesa si raggiunge il torrente;
2) dal ristorante si scende al ponte, si attraversa il torrente e lo si costeggia sulla sua destra fino all’alpeggio di Les Ecules; qui si attraversa di nuovo il torrente su un ponte di tavole, lo si costeggia lungo la sua sinistra per poi risalire il ripido pendio (sentiero ben marcato) stando sempre alla sinistra del torrente che cade, fino a sbucare sulla strada sterrata nei pressi dell’alpeggio di Bonalex. Seguendo la strada direzione Rantin si arriva in breve al torrente.
Al torrente procedere in sponda destra, in breve si trovano le tracce di bestiame che risalgono e che, come comodo sentiero, vanno seguite fino al laghetto a quota 2600 m ca. Dal laghetto si vede la meta ed il percorso è quasi naturale: si costeggia sempre il corso d’acqua, attraversando un pianoro con dei laghetti, ci si infila in un valloncello laterale e si inizia poi a salire puntando alla cima rocciosa; giunti alla base di questa (attenzione al ripido percorso salendo) si imbocca il ripido canalino alla sinistra delle rocce e lo si risale sbucando sulla fascia di prato ormai in cresta, giungendo presto all’ometto di vetta. Volendo, a metà canalino si può prendere la cengia sulla sinistra che con percorso meno ripido porta in breve in cresta (attenzione all’esposizione).
Arrivati in cresta si possono toccare le due sommità: quella più a sinistra salendo, massima elevazione della cresta prima che questa precipiti nuovamente, e quella con l’ometto in pietra, al culmine della grande placca rocciosa.
Discesa per lo stesso percorso di salita.

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Cartografia:
Carta L’Escursionista, Fg. 5 (G.S. Bernardo), Scala 1:25000
Bibliografia:
A. Giorgetta, Valdigne-gli itinerari escursionistici, Ed. Zanichelli
brunello-56
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