5.2Km
Molto utile, se si intende effettuare l'escursione in giornata, l'utilizzo della mountain bike sui 7 km lungo la diga di Place Moulin fino oltre il Rifugio Prarayer, che diventano 14 con il ritorno.
Escursione da intraprendere con certezza di bel tempo e visibilità ottimale; segnale telefonico presente in cima e in vari punti del percorso nella parte alta.
Il bivacco posto in cima, è dotato di 10/12 posti letto, ha alcune stoviglie, due taniche per l'acqua che però non è presente sul posto, ma reperibile (acqua di fusione) al colletto sottostante o nelle placconate rocciose a 3100 m. Altrimenti l'unica acqua di sorgente la si trova nei ruscelli presso l'Alpe Bella Tsa.
Dal parcheggio allo sbarramento della diga, si procede sulla stradina sterrata di servizio, che con alcuni leggeri saliscendi (sono 100 m di dislivello totali spalmati su circa 6 km, molto utile la mountain bike in questo tratto). Raggiunto il Rifugio Prarayer 2021 m (fontana), si prosegue ancora sulla pista alle spalle dell’edificio che poi via via diventa un ampio sentiero, con n.10-11 con indicazioni Rifugio Aosta ed Alpe Bella Tsa.
Dopo un tratto boscoso si scende leggermente sul greto del torrente Buthier (zona recentemente devastata dalle alluvioni) e si seguono gli ometti tra i sassi, prima di ritrovare ancora un buon sentiero nel lariceto. non è più possibile l’attraversamento del torrente su un ponte più a valle (non esiste più), ma occorre raggiungere un bel ponte in legno sospeso su una gola del torrente, abbandonando il sentiero n.10 per il rifugio Aosta.
Il sentiero sale ora in una breve fascia boscosa che termina su un poggio panoramico con i ruderi dell’Alpe Gordzè 2156 m, prima di entrare nella piccola conca pascoliva dell’Alpe Derè la Vieille. Qui il sentiero è in parte stato eroso, e bisogna salire leggermente al di sopra del corso del ruscello, che poi va attraversato senza raggiungere il bell’alpeggio. Si inizia qui a salire più ripidamente il facile costone erboso e di arbusti, con numerose svolte, fino a raggiungere il panoramico ripiano erboso dove si trovano i ruderi dell’Alpe Bella Tsa 2474 m, di integro rimane soltanto la stalla interrata. Qui si incontrano alcuni ruscelli e sorgenti dove fare rifornimento d’acqua (sarà l’ultima acqua non di fusione sul percorso).
All’alpeggio termina il sentiero n.11, da qui in avanti ci si dovrà affidare soltanto a tacche di vernice gialle, bolli bianchi, e numerosi ometti oltre che ad un po’ di intuito e buone capacità di orientamento.
1 – Alpe Bella Tsa – prima paretina rocciosa
- 1A – Sentiero segnalato (EE): si reperisce una traccia nell’erba oltre l’alpeggio che si dirige in piano verso nord, segnata da rade tacche gialle che porta ad avvicinarsi ad una bastionata di rocce scure, prima della quale si devia a destra risalendo un erto canale sopra il quale si piega a sinistra; raggiungendo una paretina rocciosa 2580 m.
- 1B – variante (EE): si sale a monte dell’alpeggio, seguendo il corso del secondo ruscello che scende dai contrafforti di Punta Budden, seguendo gli ometti presenti, fino a deviare a 90° verso nord salendo su un poggio erboso, dal quale inizia un traverso su una discreta traccia che attraversa prati e rade zone di pietrame. Si supera un brevissimo passaggio su un terrazzino roccioso e continuando sostanzialmente in piano ci si collega al sentiero segnalato in giallo, che va percorso fino a ridosso della paretina rocciosa 2580 m.
2- prima paretina rocciosa – conca morenica sotto il ghiacciaio delle Grandes Murailles
- 2A – Sentiero segnalato (F): raggiunta la paretina la si sale superando una placca di ottima roccia abbastanza gradinata, con passi di I e II, leggermente esposta di circa 15-20 m di dislivello (delicata in caso di umido ed in discesa), che permette di portarsi sul terrazzo erboso al di sopra, dal quale riprende il percorso in traverso in direzione nord. Successivamente, sotto le pendici della Petite Tete de Bella Tsa, si incontra una seconda paretina da affrontare, un po’ più tecnica delle precedente ma ottimamente appigliata: un camino roccioso obliquo verso sinistra, che termina su un terrazzo dal quale occorre seguire una breve cengia sulla sinistra, un po’ esposta e con una roccia spanciante (occorre passo rapido e fermo). Superato l’ostacolo, si riprende a camminare per ampi terrazzi ora con spalti di roccia ed erba alternati a pietraie piuttosto comode. Aggirata la Tete de Bella Tsa, ci si affaccia sul bordo del vasto ripiano ai piedi della balza che sorregge il ghiacciaio delle Grandes Murailles. I segni e gli ometti indicano di scendere di 20 m su un crinale detritico, per poi attraversare il pendio di pietrame fino a portarsi nella conca tra placche rocciose e detriti, dove si attraversa il torrente a 2650 m circa.
- 2B – variante bassa (EE): Questa variante consente di evitare qualsiasi ostacolo di arrampicata, e risulta più identificabile al ritorno, seguendo gli ometti di pietre che si notano più bassi rispetto al sentiero. Pochi metri sotto la paretina rocciosa, su una roccia si nota una grossa freccia gialla del sentiero “normale”. Lo si abbandona, scendendo di una decina di metri più in basso passando sotto una piccola parete rocciosa, oltre la quale in direzione nord si apre un ampio terrazzo sospeso, che corre parallelo al percorso segnalato ma più in basso di 50 m. Qui si deve individuare un ometto, che invita ad attraversare una zona di pietraia (non è necessario scendere nella conca, ma si traversa a mezza costa dove si valuta più agevole la pietraia), raggiungendo un successivo modesto colletto su un crinale. Da qui in avanti gli ometti, non molti, ma in posizione strategica, portano a continuare il traverso senza alcuna difficoltà; da pietrame ed erba il terreno diventa di placche di roccia e terrazzini erbosi, e gradualmente si alza fino a rintracciare il sentiero segnalato (non si potrebbe comunque continuare in piano perchè ci si troverebbe di fronte a dei salti rocciosi. Si raggiunge così la conca morenica di quota 2650 m.
3 – conca morenica sotto il ghiacciaio delle Grandes Murailles – conca morenica quota 3000 m sotto la Tete de Roeses (EE)
Attraversato il torrente (ad inizio stagione può risultare più difficoltoso), ci si porta sul costone erboso successivo (si incontra una piccola sorgente) che si sale ripidamente tra pietrame ed erba giungendo su un costone, che si affaccia su un pendio di pietrame che va attraversato seguendo i numerosi segnavia gialli, fino a raggiungere un secondo crinale parallelo al precedente. L’unico ostacolo di questa tratta è una breve placca inclinata e lievemente esposta, ma con una sorta di gradinata ascendente. Dopodichè si inizia a salire un pendio abbastanza faticoso per la pendenza, superando una zona erbosa, che precede poi una pietraia un po’ più caotica ma abbastanza stabile, che termina poi su un piccolo altopiano detritico alla base di una barriera rocciosa, che si supera agevolmente sfruttando uno stretto intaglio con un breve passaggio su roccette di 2 metri. Ci si affaccia così sul ripiano posto sotto la verticale della Tete de Roeses, con il bivacco e la stazione meteo nei pressi già ben identificabili.
4 – conca morenica quota 3000 m sotto la Tete de Roeses (EE) – Tete de Roeses
- 4A – percorso sulle placconate di destra e crestina est (EE/F): a seguito del ritiro dei ghiacciai, questo percorso è il più consigliabile perchè riduce le difficoltà a pochi passaggi rocciosi per l’accesso alla breve crestina finale. Dalla conca si seguono gli ometti in direzione nord, che invitano a risalire i vari spalti sorretti da vaste placconate di roccia rossastra con dei piccoli laghetti di fusione, a seconda della stagione sono presenti numerosi nevai con scarsa pendenza, comunque possono tornare utili i ramponi/ramponcini con neve dura. Evitare le zone rocciose solcate dall’acqua di fusione, perchè queste placche risultano estremamente viscide. Sconsigliate se bagnate o verglassate. Con un semicerchio da destra verso sinistra, ci si dirige a quota 3100 m, puntando ad un evidente intaglio tra i resti del ghiacciaio delle Grandes Murailles, e la cresta est che inizia in basso a destra del bivacco. Si sale dapprima un breve canalino elementare ma con un po’ di pietrame instabile, per poi proseguire brevemente su facili terrazzi rocciosi rossastri, giungendo ad un piccolo ripiano con un nevaio: per accedere all’intaglio, ormai 20 m sopra, si può o sfruttare un canalino di 10 m di roccia grigiastra abbastanza marcia con passi di II, ma abbastanza appigliato sui bordi, oppure più comodamente, aggirare il canalino sulla sinistra con una cengetta su una placca verso destra. In entrambi i casi si giunge all’intaglio all’inizio della breve cresta finale. Si superano subito un paio di alti gradoni su grossi massi (facili passaggi di I non esposti), dopodichè la cresta spiana e diventa di pietrame e detriti, ed ecco apparire nuovamente il bivacco, posto pochi metri sotto il grosso ometto di pietre della cima 3207 m.
- 4B – percorso sul versante sud-ovest (percorso vecchio verso l’ex posizione del bivacco, non più consigliabile) (F): Dalla conca a 3000 m, si traversa subito il pianoro verso sinistra, fino a portarsi sotto la cresta ovest che sorregge il bivacco. Ad un primo tratto roccioso segue un breve saliscendi esposto e su roccia infida/pietrisco. Segue un tratto verticale con passaggi di II prima di sbucare al bivacco al terrazzo dove sorgeva il vecchio bivacco; si prosegue poi più comodamente verso est per pietrame e detriti superando la stagione meteorologica e quindi poco oltre toccando il bivacco.
- Cartografia:
- IGC 1 : 30000 n° 115
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