Pelvo d'Elva Moby-Dick

difficoltà: AD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 2285
quota vetta (m): 3064
dislivello complessivo (m): 800

copertura rete mobile
vodafone : 0% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: ema ElioGigi
ultima revisione: 26/08/17

località partenza: Colle della Bicocca (Elva , CN )

accesso:
Dal colle della Bicocca si segue la normale fino alla base della cresta nord-est (1 ora). Al bivio che dà la possibilità di andare a dx in direzione del versante nord, tenere invece la sx e continuare sul sentierino della via normale fino ad aver superato una prima fascia rocciosa, giungendo su una grande cengia erbosa. Reperire a dx un grosso ometto che dà la direzione per traversare a dx su ripidi sfasciumi con tracce (altri ometti) in direzione di un enorme diedro in una zona biancastra proprio sulla cresta nord-est (vedi foto). Oltrepassare il primo rilevante sperone, oltrepassare anche il successivo, quindi salire qualche metro in un ripido canalino alla base di un terzo sperone, sul quale si svolge il primo tiro. A una decina di m dall’attacco si vede il primo fix rosso ruggine sulla placca bianca e sopra ancora un chiodo.

note tecniche:
qualche chiodo, soste attrezzate con 1 vecchio fix da 10 più eventuale chiodo e cordoni marci, quindi da integrare, salvo le soste 8 e 9 con fix e catena nuovi e l’ultima sosta 11 non esistente.
Materiale utile: friends e nuts assortiti
DSL: circa 350 m

descrizione itinerario:
L1: dritti sullo sperone, 45m, 3° e 4° (1fix, 2 chiodi)
L2/L3: salire il successivo dosso roccioso abbattuto (che è un avancorpo rispetto alla parete nord) fin quasi al suo termine, 40 e 45 m, 3°-, nessun chiodo intermedio
L4: senza percorso obbligato portarsi in conserva sulla sinistra alla base della parete nord, da qui individuare e salire sempre in conserva una evidente e facile cengia ascendente a destra, al termine della quale traversare a dx con breve discesa e risalita su detriti fino alla base della fessura a Y sotto le placche della parete nord, visibile già dall’uscita del dosso roccioso precedente
L5: scalare la fessura seguendone il ramo sinistro, ben più facile, e ignorare il ramo di destra, dove compaiono un cordino attorno ad una pietra incastrata ma mobile (!) e più su un chiodo, ben più impegnativo; il ramo di sinistra è sprotetto, ma proteggibile; al termine della fessura portarsi su una cengia un più in alto a destra, dove si reperisce la sosta, 4+, 20 m.
L6: tiro ascendente in diagonale a destra, reperire 1 chiodo intermedio con cordino che da la direzione di salita, 30 m, 3°
L7: proseguire seguendo la stessa direzione diagonale, individuando 1 chiodo intermedio con cordino che dà la direzione, 3°+, 4°-, 40 m; sosta: affidarsi solo al fix e integrare, perché il chiodo rosso a sinistra muove ed è incastrato sotto grande masso ugualmente mobile (!)
L8: proseguire nella stessa direzione, 1 chiodo dopo una decina di metri, poi uno spit, dopo il quale attraversare a destra un canalino roccioso are con passi in discesa, reperire sull’altra sponda, un po’ più in alto, una sosta nuova con catena, 3°-, 25m
L9: alzarsi qualche metro e traversare in leggera salita a destra trovando 1 chiodo con cordino, proseguire orizzontalmente fino a uno spit, poco dopo il quale si giunge ad una sosta nuova con catena, sul bordo di un pronunciato scalino che incide verticalmente la parete, sotto la verticale di un grande diedro aperto che porta alla cresta a fil di cielo, 2°, 25 m
L10: salire verticalmente la placca appoggiata soprastante, caratterizzata nella parte superiore da una grande fessura, reperire uno spit intermedio, quindi seguire la fessura o la placca alla sua destra, e portarsi comunque alla base della strapiombante faccia destra del grande diedro dove si trova la sosta, 3°+, 4°-, 30 m
L11: seguire il diedro scalandone la facile faccia sinistra, fino ad uscire su una stretta forcella, 30 m, 2°, 3°+
Dalla forcella, traversando per cengia erbosa, entrare in un ripido canale di erba e rocce; risalirlo in conserva e brevi tiri sino ad uscire sull’anticima, 80 m, passi di 2° e 3°+. Da lì a piedi proseguire per cresta con qualche passo di 2° fino a reperire la normale che in 10 min porta in vetta al Pelvo.

Discesa: lungo la normale est.