Lesache (Aiguille de) o des Sasses dal versante Est

sentiero tipo,n°,segnavia: 12, 12A inizialmente, poi rari ometti
difficoltà: EE/F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 2091
quota vetta/quota massima (m): 3014
dislivello salita totale (m): 924

copertura rete mobile
vodafone : 50% di copertura
tim : 80% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: stelutis ste_6962
ultima revisione: 09/07/17

località partenza: strada Colle Gran San Bernardo km 27.6 (Saint-Rhemy-En-Bosses , AO )

punti appoggio: nessuno

cartografia: Gran San Bernardo - Valle di Ollomont in scala 1:25.000 Escursionista Editore ; CNS foglio 1365 Grand Saint Bernard, scala 1:25000

bibliografia: CDA Valle d'Aosta Oltre il sentiero ; Cime da riscoprire di A. Greci Blu Edizioni

accesso:
Da Aosta si segue la SS27 con indicazioni Colle del Gran San Bernardo. Si risale tutta la valle oltrepassando i centri abitati di Echevennoz, Etroubles, Sant’Oyen, Saint Rhemy en Bosses. Proseguendo lungo la statale (attenzione a non prendere il traforo!) con una lunga serie di tornanti si supera il ristoro nei pressi degli Alpeggi Praz d’Arc, dopo altri due tornanti la strada raggiunge una piazzola a quota 2091 m (si trova parcheggio per circa una decina di auto) dove si deve lasciare l’auto, a breve distanza dell’inizio della sterrata che porta all’Alpeggio Pra di Farco. Circa 40 km da Aosta.

note tecniche:
Una montagna appartata, solitaria, ben poco frequentata e quasi dimenticata! Questa cima è il punto più elevato della dorsale posta tra il Grand Golliaz e il Mont de Menouve. L’itinerario che sale lungo il versante orientale è privo di difficoltà tecniche, però richiede condizioni di ottima visibilità e un buon senso dell’orientamento, oltre all’abitudine di sapersi muovere fuori sentiero e cercarsi il percorso migliore. Nella prima parte del percorso non si trova alcun cartello indicatore e nessun segnavia che possa facilitare la scelta del percorso, solo nel canalone detritico e nel pianoro terminale (spesso innevato) si trovano alcuni ometti che potrebbero risultare provvidenziali in caso di nebbia o scarsa visibilità. Il percorso nel canalone è sempre ripido, ma non particolarmente faticoso, mentre il passaggio che dal termine del canale porta al pianoro detritico sommitale è visibile solo all’ultimo momento (fortunatamente indicato da alcuni ometti). La cresta finale, anche se breve, non è per niente banale, le placche dove si sale richiedono attenzione per l’esposizione ed il terreno instabile, nel caso il terreno fosse bagnato o innevato, l’itinerario va considerato più serio e impegnativo, da considerarsi F. In alternativa, sotto la paretina che sostiene la vetta è possibile seguire un canalino di pietrame e roccette che sale a destra del filo di cresta e sbuca a pochi passi dalla vetta. Con la cresta finale innevata sono d’obbligo piccozza e ramponi. Si tratta di una salita che si compie tranquillamente in giornata, ed il periodo migliore per la gita va da luglio a ottobre.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio si inizia a seguire la stradina sterrata, che dopo alcuni tornanti consente di raggiungere in breve l’Alpeggio Pra di Farco m. 2216, dove si prosegue ancora per un tratto, seguendo il sentiero con segnvia 12 e 12A. Arrivati in un ampio pianoro erboso non distante dalla grande bastionata rocciosa orientale che sostiene la complessa struttura rocciosa dell’Aiguille de Leisasse, si abbandona il sentiero che prosegue a sinistra verso il Colle di Saint Rhemy, e si piega a destra, dove con percorso libero tra praterie e conche erbose si raggiungono i ruderi dell’Alpeggio di Tsa dell’Arc m. 2341. Dalle rovine dell’alpeggio, si sale a destra un pendio erboso e detritico che porta in una grande conca, dove si trova la conoide iniziale del canalone detritico che sale verso la costiera rocciosa che collega l’Aiguille de Leisasse (a sinistra) con il Mont Fourchon (a destra). Si deve risalire l’ampio e ripido canale detritico, preferibilmente restando sulla destra per sfruttare le iniziali fasce erbose, dove si cammina più agevolmente che sulla grande distesa di pietrame a sinistra, in questo tratto ci sono alcuni ometti che facilitano la scelta del percorso migliore. Quando si esauriscono le fasce erbose, si prosegue lungo la ripida china detritica salendo con percorso diretto, tralasciando sulla sinistra un altro canale più ripido e stretto (spesso innevato anche a luglio!), poi va tralasciato sempre a sinistra un secondo canale sopra una bastionata rocciosa, fino a raggiungere la base di una paretina rocciosa. Qui si apre a sinistra un valloncello sospeso invisibile dal basso, dove emerge una piccola traccia di sentiero (alcuni ometti presenti sul posto) che conduce alla base di un gradino roccioso, che si può superare direttamente con facile arrampicata, oppure aggirare più facilmente sulla sinistra per una balza erbosa. Si entra in una piccola conca di pietrame, dove gli ometti aiutano a risalire la conca e raggiungere il pianoro detritico (o innevato, a seconda della stagione) dove si trovano spesso un nevaietto e un piccolo laghetto. La cima è sopra di noi sulla destra, si supera il pianoro sulla destra (altri ometti e vaga traccia di sentiero) e si punta con evidente percorso al colletto di quota 2948 m. Si sale ora a destra, lungo la breve cresta rocciosa, composta da placconate, fasce di terriccio, erba e pietrame, che se bagnate o innevate posso risultare delicate. Superando alcuni passaggi esposti si raggiunge quindi un costone detritico che porta in breve sull’ampia cima, indicata da un grande ometto di pietre. Dal colletto di quota 2960 m è anche possibile salire a destra, senza mettere piede in cresta, ma sfruttando una canalino roccioso che tra detriti e qualche gradino roccioso (al massimo qualche passo di I) raggiungendo l’ampia cima. (dal parcheggio alla cima prevedere ore 2.30, indicative). In discesa non rimane che seguire a ritroso lo stesso itinerario di salita.

altre annotazioni:
Su alcune guide e cartine questa montagna è nota anche come Aiguille de Leisasse o Aiguille des Sasses.

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