Tersiva (Punta) da Lillaz per il Passo Invergneux

Tersiva (Punta) da Lillaz per il Passo Invergneux

Dettagli
Dislivello (m)
1900
Quota partenza (m)
1616
Quota vetta/quota (m)
3512
Esposizione
Nord-Ovest
Grado
F

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Sogno di Berdzé 2526 m

Note
Itinerario molto lungo qualora effettuato in giornata, ma può essere spezzato in due giorni pernottando al rifugio Sogno.
Possibile servizio navetta per il rifugio Sogno di Berdzè al Peradzà Tel. 0165749226
Qualora si potesse salire in auto fin nei pressi della Baita Orlando al lago Ponton, la gita è percorribile in un solo giorno.
Descrizione

Da Lillaz seguire l’interpoderale che sale nel lunghissimo vallone di Urtier. Seguire le indicazioni per il rifugio Sogno di Berdzé al Peradzà. Dopo una lunga marcia in ambiente vario e toccando vari alpeggi si giunge infine al rifugio.
Dal Rifugio Sogno (2526m) traversare il fondo del vallone e verso NW e salire il ripido pensio erboso in diagonale verso sinistra fino alla conca del lago Ponton 2601m, oppure seguire il sentiero per la Finestra fi Champorcher fino all’ultimo tornante prima del colle e seguire la traccia che porta al lago del Ponton con un percorso leggermente più lungo ma tutto su sentiero. Dal lago seguire la strada poderale in leggera discesa sino ad un tornante con palina indicatrice per il Passo dell Invergneux, che si raggiunge con un ampio sentiero che taglia a mezza costa tutto il pendio e adduce al colle stesso. Dal rifugio 1.30h, dalla palina 40min.
Dal passo seguire verso E il crestone arrotondato dello “La Serra Madù” con saltuarie tracce di sentiero. Si può seguire interamente la cresta o aggiare le asperità principali a sinistra (N) su detriti mobili o campi di neve fino ad un salto grigio rossastro che si aggira sul versante Sud per un ripido pendio di terriccio.
Ci si trova ora su fini detriti e terreno aperto e brevemente si raggiunge la quota 3221.
Da questa bisogna scendere sul ghiaccio di Tessonet lungo un aperto camino di rocce lisce ma non troppo inclinate. Una catena in loco addomestica il passaggio. Scesi una quindicina di metri si mette piede sui ghiacciaio e lo si attraversa verso E, in piano senza perdere quota puntando alla base del ripido pensio di pietrisco e neve che conduce al Colle della Tersiva.
Finito il ghiacciaio, una poco evidente traccia risale faticosamente il pendio detritico che porta al Colle della Tersiva 3312 m. Di qui la larga cresta, percorsa da più tracce di passaggio e che non oppone alcuna difficoltà (a meno che non sia innevata) conduce fino alla vetta, contrassegnata da una statua della Madonna, una croce ed un altare in pietra (3512 m, 2.30h dal Passo del Invergneux)

Per la discesa, volendo evitare il tratto attrezzato percorso in salita, è possibile seguire per un breve tratto la cresta alla sua sinistra (scendendo). Tenendosi alti sul nevaio, si rintraccia un ometto sulla cresta. Raggiuntolo, si vede il breve tratto di cresta (attrezzato a catene nei due tratti più esposti), che porta a ricongiungersi con la traccia di salita poco a valle del tratto attrezzato percorso durante la salita.

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Bibliografia:
Guida dei Monti d'Italia - Emilius - Rosa dei Banchi
lore84
18.09.2020
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