Paganini (Cima) da Pian della Casa del Re per il Colletto della Forchetta e Colle di Nasta

Paganini (Cima) da Pian della Casa del Re per il Colletto della Forchetta e Colle di Nasta

Dettagli
Dislivello (m)
1350
Quota partenza (m)
1762
Quota vetta/quota (m)
3051
Esposizione
Tutte
Grado
EE/F

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Remondino 2465 m

Avvicinamento
Da Borgo San Dalmazzo si prosegue per la Valle Gesso, superando poi Valdieri e S.Anna, sino alle Terme di Valdieri; poco prima si devia a sinistra in salita nel bosco per il vallone della Valletta, su asfalto a tratti malandato fino al Gias delle Mosche, dove volendo si può lasciare l'auto per evitare i successivi 2 km di sterrata e asfalto malconcio, percorribili con cautela anche con auto normali, fino ad uno degli spiazzi al Piano della Casa del Re.
Note
Si tratta della cima più facile del gruppo Argentera-Brocan, che a inizio stagione regala una bella salita su neve del canale N/NO (350 m con pendenze attorno ai 35°). Solitamente a luglio si incontrano ancora tratti nevosi, per cui conviene avere i ramponi al seguito; il casco invece è consigliabile averlo sempre.
A fine stagione, in assenza di neve, è preferibile compiere la salita dal Lago di Nasta passando per il Colletto della Forchetta, e poi scendere dal canalone che presenta tratti con pietre molto instabili anche di grosse dimensioni, prudenza.
Descrizione

Dal Pian della Casa del Re, si prosegue sulla sterrata a sinistra, seguendo i cartelli per il Rifugio Remondino. La sterrata dopo alcune centinaia di metri diventa sentiero, e inizia a inerpicarsi sulla sinistra orografica del torrente lungo un pendio boscoso. Ben presto il bosco termina e ci si inoltra nel Vallone di Assedras. Con tortuoso percorso di infiniti tornanti, si continua il torrente su un ponticello, e poi proseguendo in una fascia di grossi massi, e poi nuovamente su erba lungo un costone, finchè si giunge al Rifugio Remondino 2465 m.
Dal rifugio, a sinistra della fontana, inizia il sentiero per il Colle Brocan e Lago di Nasta, che inizialmente attraversa una immensa pietraia di grossi blocchi portandosi in direzione est, sotto le propaggini della cima di Nasta, nei pressi di una bastionata rocciosa levigata da antichi ghiacciai. Dopo un breve tratto su detriti, si traversa a destra su terreno più solido, e si risale un canalino costituito da spalti di rocce dove talvolta ci si aiuta con le mani. Usciti ad un ripiano, conviene tralasciare le varie tracce di vernice verso destra, e proseguire più direttamente a sinistra orientandosi con ometti, puntando al versante sud della Cima di Nasta; all’improvviso appare la conca con il bel Lago di Nasta 2800 m; lo si lascia a destra, risalendo il pendio di pietrame sotto la parete sud della Nasta (tracce di sentiero e segnavia rossi), traversando poi a destra per introdursi nel canalino per il Colletto della Forchetta. Lo si risale facilmente, per tracce e qualche facile roccetta, fino allo stretto intaglio del Colletto della Forchetta 2950 m. Si tralascia la traccia di sinistra che sale alla Cima di Nasta, e si continua in piano seguendo gli ometti che si snodano sul cengione est della Nasta. La cengia è sempre piuttosto ampia, anche se l’attraversamento richiede attenzione per la natura del terreno. Aggirato tutto il versante est, da una spalla rocciosa si piega verso sinistra, scendendo la pietraia instabile per 50 m fino a raggiungere il Colle di Nasta 2939 m.
Dal colle inizia la salita alla cima Paganini: si superano alcuni macigni accatastati (ometti) e poi seguendo tracce di sentiero, si sale il versante sud della montagna, costituito da erba e terrazzi rocciosi; spostandosi progressivamente a destra si cammina sempre su tracce di sentiero, mentre restando verso sinistra vi sono maggiori difficoltà nel superare roccette con divertente arrampicata (F). Raggiunta la cresta (molto esposta sul vallone di Assedras, si continua per pochi metri in piano sino alla spianata sommitale 3051 m (grosso ometto).
Per la discesa, ritornati al Colle di Nasta e volendo compiere l’anello (che evita il laborioso percorso per tornare al Lago di Nasta), si scende direttamente dal canalone N/NO; si reperisce un evidente sentiero che si mantiene inizialmente a sinistra contro le rocce, i primi 100 sono abbastanza comodi. Poi ci si sposta più verso il centro, dove occorre molta attenzione perchè le rocce diventano molto instabili, anche quelle di grosse dimensioni. Aiutandosi con le mani e seguendo i pochi ometti e le vaghe tracce si giunge al conoide del canale, dove sparisce ogni traccia, e bisogna scegliere il percorso migliore per arrivare alla “salvezza” ovvero nel pianoro sottostante dove arriva la traccia del Passo dei Detriti.
Da qui in poi si segue il sentiero verso il Rifugio Remondino, segnavia rossi, che attraversa ancora enormi pietraie, fino a ricollegarsi appena sotto il rifugio al sentiero dell’andata. Da qui si ritorna al Pian della Casa.

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Storico:
La prima salita nota fu compiuta da V. De Cessole con le guide alpine J. Plent e H.Bernard, nell'agosto 1902.
Il nome introdotto dalla toponomastica a partire dal 1930 ricorda l'ingegner topografo dell'IGM Pio Paganini.
Cartografia:
in cima alpi marittime 1
Bibliografia:
in cima alpi marittime 1
andrea81
01.08.2020
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