Meja (Rocca la) Correnti Gravitazionali

Meja (Rocca la) Correnti Gravitazionali

Dettagli
Altitudine (m)
2500
Sviluppo arrampicata (m)
320
Esposizione
Sud
Grado massimo
7a
Difficoltà obbligatoria
6b+

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Da Cuneo a Demonte in Valle Stura per poi risalire tutto il vallone dell’arma fino
al colle di Valcavera, al bivio svoltare a sinistra. Dopo 250 un secco tornante verso dx fa imboccare uno sterrato. Percorrerlo fino ad oltrepassare delle casermette diroccate al colle della Bandia e dopo circa 700mt alla dx si scorge la parete.
Descrizione

Avvicinamento: Per facili praterie fino alla base (20 min)

L1: Attacco segnalato da una clessidra con cordone sul centro sinistra del torrione. Salire per facili risalti facendo attenzione a cosa si tira. Superata questa prima facile parte si sale un corto muro compatto. È possibile aggirare le difficoltà passando sul bordo a sx e sporgendosi per moschettare (6b). Sosta su due spit da collegare

L2: Dalla sosta alzarsi leggermente verso sx fino a raggiungere uno spit (facile ma totalmente sprotetto) e proseguire poi sotto il tetto. Saltare fuori dal tetto e proseguire verso dx (spit). Continuando in alto verso dx si vede un altro spit ma di nuovo c’è la possibilità di aggirare le difficoltà passando a sx in una spaccatura. Fare attenzione alla roccia, possibilità di proteggersi ma non testerei le protezioni con una caduta. Uscire e proseguire sul prato per 10 metri. Sosta su due spit da collegare.

Nota sui primi due tiri: Abbondanza di rocce molto instabili. Fate attenzione a non bombardare la gente sul sentiero.

Proseguire sulla cengia, un secondo cordoncino segnala la continuazione.

L3: Salire per facili risalti (sempre attenzione alla roccia) seguendo gli spit (5b)

L4: Alzarsi sul facile ma sprotetto fino al primo spit. Salire il muro compatto con passi tecnici e spit non vicini e ribaltarsi sul terrazziono. Da lì proseguire sul filo di spigolo. Facile ma le protezioni si allungano (6C). Sosta su due spit attrezzata per calata.
Da qui in poi una eventuale ritirata diventerebbe molto scomoda.

L4: Tiro di collegamento. Proseguire sullo spigolo (spit in alto visibile dalla sosta) e poi traversare nel canale. La sosta successiva si trova alla partenza del diedrino. Possibilità di sosta anche poco più in alto (4c)

L5: Saltare fuori verso sx e poi proseguire seguendo gli spit. Passo duro a saltare fuori da un tettino ma ben protetto. Da lì puntare al diedro in cui volendo ci si può proteggere. Sosta su due spit (7a).

L6: Seguire il diedro, possibilità di proteggersi prima di raggiungere il primo spit. Proseguire nel diedro fino al suo termine. Sosta il alto verso dx sul muro compatto. Due spit da collegare (6b+).

L7: Proseguire sulla placca compatta (6b)

L8: Salire facendo molta attenzione a cosa si tira. Numerose possibilità di sganciare grossi sassi. Chiodatura molto distanziata. Uscire in cima e fare sosta (numerosi spuntoni) (5b)

Qui finiscono le difficoltà e in pochi minuti si raggiunge la vetta.

Discesa dalla via normale.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Storico:
1° salita Elisabetta Caserini, Cege Ravaschietto, Ezio Marlier il 31/08/2008
Bibliografia:
L.Belliardo F.Bottero - Rocca la Meja AlpClimbing - I libri della Bussola - 2011
giolitti
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