Manse (Cima delle) e Tete Platasse da le Pontet

Manse (Cima delle) e Tete Platasse da le Pontet

Dettagli
Dislivello (m)
800
Quota partenza (m)
1948
Quota vetta/quota (m)
2727
Esposizione
Sud
Grado
BR
Tipologia
Pendii ampi

Località di partenza Punti d'appoggio
Gite d'etape

Note
Itinerario che va percorso tenendo in considerazione le buone condizioni di innevamento del tratto in cui si passa sotto i pendii del Bec du Lièvre, e poi per il pendio finale, piuttosto ripido, che in caso di forti nevicate potrebbe scaricare.
Nel tratto finale potrebbero essere utili i ramponi.
Il periodo migliore per salire questa montagna va solitamente da dicembre a marzo.
Avvicinamento
Si risale la Valle Stura di Demonte fino al termine, si supera il Colle della Maddalena e si giunge a Le Pontet 1948 m (1 km oltre il colle sul versante francese, posteggi a bordo strada oppure poco più avanti su una stradina che conduce ad un piazzale molto grosso).
Descrizione

Dal ponte sul Rio Oronaye (le Pontet) si inizia a risalire il Vallone del Rio Oronaye sul lato sinistro del torrente lungo il percorso del sentiero estivo (segnavia giallo-rosso). Si supera una piccola costruzione in muratura e la salita prosegue sui pendii a sinistra, con qualche tratto più ripido, traversando i pendii che scendono dal soprastante Bec du Lièvre (attenzione in presenza di molta neve con i pendii carichi di neve) e raggiungendo successivamente una grande conca, dove il vallone si divide in tre rami.
Trascurando il ramo di sinistra (che porta al Col Gipière de l’Oronaye, cartello indicatore) e quello di destra che conduce al Colle di Roburent, si continua leggermente sulla destra, ma sempre in direzione sud, puntando ad un evidente dosso a quota 2320 m. Qui a sinistra si individua un avvallamento secondario, che proviene direttamente dalla nostra cima, ben identificabile a sinistra del Col de Villadel.
Si prosegue salendo alcuni dossi, fino a giungere ad una conca sotto il Col de Villadel: qui se non sono presenti cornici, è possibile raggiungere il Col de Villadel superando un breve pendio piuttosto ripido, e poi per ampia dorsale si giunge in cima. Preferibilmente però, dalla conca sotto al colle, si sale per una breve strettoia che conduce alla base del pendio rivolto a Sud, posto tra la Cima delle Manse e la Tete Platasse. Si sale questo pendio nella zona centrale, con buona pendenza che si accentua negli ultimi metri (valutare l’utilizzo dei ramponi); si perviene a una poco marcata depressione sul filo di cresta, e da qui verso destra in pochi minuti si giunge in cima 2727 m, con gli ultimi metri un po’ più aerei per toccare la piccola croce (spesso sepolta dalla neve).
Ritornati alla depressione, si percorre la dorsale molto ampia e comoda toccando rapidamente anche la Tete Platasse.
In discesa conviene mantenere il percorso di salita, anche se c’è la possibilità di scendere (piccozza e ramponi) dal ripido pendio sud della Tete Platasse, che riporta al punto dove il vallone si divide.

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Storico:
La Cima delle Manse è situata sullo spartiacque tra le Valli Maira e Ubayette. Il toponimo “manse” pare abbia due possibili significati, “giovenca” deriva dal piemontese e significa sfruttamento degli alti pascoli che la cima domina dall’alto, mentre il secondo se deriva dal provenzale “manse” che letteralmente significa “dolce” che ben si adatta alle forme arrotondate e morbide di questa cima se paragonate alle imponenti e frastagliate strutture rocciose delle montagne circostanti.
Cartografia:
IGN foglio 3538 ET Aiguille de Chambeyron in scala 1:25000
Bibliografia:
Andare per cime d'inverno di P. Caroni. Primalpe Editore
ste_6962
19/11/2018

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