Hubschhorn dal Passo del Sempione

Hubschhorn dal Passo del Sempione

Dettagli
Dislivello (m)
1200
Quota partenza (m)
2000
Quota vetta/quota (m)
3192
Esposizione
Ovest
Grado
EE/F
Sentiero tipo, n°, segnavia
segni azzurri e ometti

Località di partenza Punti d'appoggio
Ospizio del Sempione m. 2005. Tel. 0041-27-9791322

Avvicinamento
Da Gravellona Toce dove termina l’autostrada A26, si prosegue lungo la superstrada del Sempione E62 fino al suo termine a Varzo. Si prosegue lungo la SS n. 33 toccando i centri di Trasquera e poi Iselle, località dove è posto il confine di Stato.
Passato il confine si prosegue in territorio elvetico e si risale seguendo la la statale n. 9 che dopo le Gole di Gondo, supera in successione Gabi, Simplon Dorf, Eggen raggiungendo il Passo del Sempione. Si parcheggiano le auto davanti all’Ospizio (ampie possibilità di parcheggio). 72 km da Gravellona Toce.
Note
l’Hubschhorn è una montagna larga e massiccia, posta di fronte ai Gruppi del Breithorn e del Monte Leone, è interamente rocciosa, anche il piccolo ghiacciaio dell’Hubschgletscher è quasi del tutto scomparso.
Questa cima presenta il versante SE e Ovest (dove si snoda la via normale) come l’unico facilmente accessibile, sull’immane pietraia ben visibile sopra l’Ospizio del Sempione sale il sentierino e la traccia che conducono in vetta.
Una montagna che presenta due cime, la Sud-Ovest m. 3187 e la Nord-Est (punto culminante) m. 3192.
La via normale è facile e non presenta difficoltà particolari, occorre prestare attenzione lungo la cresta sommitale, salendo dalla Cima SO alla Cima NE che si presenta abbastanza affilata e in qualche tratto aerea, con qualche breve e facile passaggio di arrampicata, e un gradino roccioso alto circa 6 metri con passi di I e un breve passo di II che si supera in discesa (richiede attenzione se è innevato e/o con le rocce verglassate), poi una cengetta diagonale e una facile placca conducono al blocco roccioso dove è infissa la croce metallica (ancoraggio in loco per una possibile assicurazione).
L’itinerario è ben segnalato con bolli di colore azzurro e numerosi ometti fino alla cima SO, e altri ometti fino alla cima più elevata (segnavia molto utili nella ripida ed immensa pietraia, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità.
Il periodo migliore per salire l’Hubschhorn va da luglio a ottobre, ad inizio stagione e se salito quando è ancora innevato risulta più impegnativo (F/F+ la crestina finale, con possibili cornici rivolte verso sinistra (lato Sempione).
Descrizione

Dal piazzale davanti all’Ospizio, si piega a destra, si sale sul muretto imboccando una traccia che sale verso destra nei prati, intercettando poco dopo una stradina sterrata, che va seguita sulla sinistra fino a raggiungere la conca erbosa dove si trova lo splendido laghetto di Rotelsee. Dal laghetto parte un sentierino (senza cartelli indicatori o indicazioni) che sale a destra, indicato da segnavia azzurri e giallo-neri.
Si sale subito su terreno ripido, superando una faticosa rampa erbosa e detritica in alto, passando sotto ad un traliccio dell’alta tensione.
Si prosegue verso destra su una prima pietraia, raggiungendo una biforcazione, dove si deve volgere a sinistra (nessuna indicazione, bolli azzurri e ometti) dove la traccia di sentiero, continua ad inerpicarsi tra mirtilli, rododendri e pietrame sino a sbucare sul versante SE ricoperto da una immensa pietraia.
Si piega gradualmente a sinistra, salendo ripidamente per pietrame, grossi blocchi rocciosi e facili roccette a gradini, sempre ben guidati dai numerosi ometti e segni azzurri presenti si raggiunge un ampio dosso, posto alla base della cresta Ovest dell’Hubschhorn.
La traccia volge decisamente a sinistra, si porta ai piedi di un evidente gendarme roccioso, che si supera a destra, passando alla base della paretina basale, su pietrame (o neve) si raggiunge una specie di colletto poco marcato alla base della tratto finale della cresta Ovest.
Si sale tenendosi sul filo, o qualche metro sulla destra per sfasciumi e facili rocce gradinate, superata una ripida rampa finale si raggiunge l’ampia cima SO dell’Hubschhorn m. 3187, indicata da un grande ometto di pietre. Proseguendo lungo il filo di cresta, che diventa gradualmente più affilata ed aerea, su facili rocce (o neve si raggiunge un grosso blocco roccioso alto circa 6 metri, che si scende con alcuni facili passaggi di arrampicata (I, un breve passo di II) raggiungendo un intaglio.
Non rimane che portarsi alla base del blocco roccioso sommitale, che sia sale sfruttando una cengetta che sale in diagonale verso sinistra, poi si supera un gradino, e una facile placca (è presente uno spit sul roccione sotto la croce, utile per fare sicura se la roccia è vetrata o innevata) porta in vetta alla Cima NE m. 3192, sormontata da una croce metallica).

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Storico:
Questa montagna è presente nella letteratura alpinistica con il toponimo di “Schonhorn”, poi è stato sostituito dal tedesco “Hubsch” che significa “bello”. Letteralmente quindi significa “Corno Bello” anche se rivestito di immense pietraie su ogni versante non appare come montagna così appariscente o bella appunto.
Cartografia:
CNS foglio 1329 – Simplon - Scala 1:25000
Bibliografia:
Guida dei Monti d'Italia C.A.I. - T.C.I. Alpi Lepontine
gianmario55
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