2.9Km
Materiale necessario: set di nut, friend dallo #0.5 al #3 BD (#1 doppio utile), martello (per ribattere i chiodi), cordoni per le soste.
A seconda del periodo e delle annate la strada può essere più o meno in buone condizioni, ultimo tratto comunque un po’ sconnesso ma percorribile con auto normali.
Dal rifugio si segue il sentiero 339, che inizia dietro le baite ad nord-est del rifugio. Con un lungo mezza costa nel rado bosco, si entra nel vallone di salita, raggiungendo il Lago Laus, vicino alle omonime bergerie (e casotto del guardiaparco). Si continua costeggiando il lago a sinistra, e poi raggiungendo la conca del lago La Manica, proprio sotto la mole della Cristalliera.
Raggiunto il punto più basso della parete, risalire il canalino di destra per 70 m ed attaccare in presenza della prima freccia bianca
L1: risalita per facili roccette, necessari nut o friend (1 ch., IV-, 30m) – S1: sosta su vecchi spit collegati da fettuccia con anello per calata
L2: attraversamento a dx e risalita su facile placca, alla ricerca della sosta recentemente attrezzata da Messina e Martinelli (spit Kong con vernice verde) (III+, 15m) – S2: sosta recente e ottima (2 fix Kong con vernice verde) non visibile dall’attacco
L3: tiro molto bello, mai banale, lungo l’evidente diedro salito da Caneparo. Dove il diedro strapiomba (due massi incastrati) breve attraversamento a destra e facile risalita su buone prese (2 bong di ferro, V+ sostenuto, 25m) – S3: sosta su 2 recenti chiodi di ferro (meglio ribatterli e/o integrare con altre protezioni)
L4: facile risalita leggermente verso sx, alla ricerca di una sosta attrezzata, costante presenza di fessure per mettere 1 o più protezioni (IV, 20m) – S4: sosta recente e ottima (2 fix Kong con vernice verde) .
L5: breve placca per raggiungere una ben visibile sosta della via Superbianciotto, (IV+, 15m) – S5: sosta su fix blu collegati da spezzone di corda (Superbianciotto)
L6: salire brevemente nel camino della Bianciotto per poi doppiare lo spigolino di sx, per facili placche traversare fin alla base del diedro Dassano (IV, 20m) – S6: sosta a ch.+spit bianchi sulla sx del diedro o a fix+golfaro sulla dx
L7: salire l’evidente diedro che diventa via via più difficile, fino a strapiombare in un punto, e che termina alla base della placca Motti-Ghirardi, da qui traversare brevemente verso sx lungo l’affilata lama sommitale (1ch., V faticoso, 30m) – S7: sosta su 3 fix collegati da cordone
L8: traversare in direzione della placca Motti-Ghirardi, salire frontalmente la bella parete verticale (3 ch., V sostenuto), quindi si presentano due possibilità: traversare a sx (IV+, sosta su due fix con cordone) o proseguire verticalmente in placca (1 ch.+1 fix, V+/6a, sosta fix+golfaro)
Diedro Dassano: G. Bosco, P. Dassano, A. De Servienti, A. Ramella 10/08/1957
- Cartografia:
- Fraternali 1:25000 n.3 Val di Susa Val Cenischia Rocciamelone Val Chisone
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