Baus (il) Via Normale dal Piano della Casa del Re per il Colle della Culatta

Baus (il) Via Normale dal Piano della Casa del Re per il Colle della Culatta

Dettagli
Dislivello (m)
1324
Quota partenza (m)
1743
Quota vetta/quota (m)
3067
Esposizione
Varie
Grado
F

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Remondino m. 2430. Tel. 0171-97327. www.rifugioremondino.it

Avvicinamento
Da Borgo San Dalmazzo si segue la strada statale SS20 che porta in Valle Gesso, seguendo le indicazioni per Terme di Valdieri. Raggiunte le Terme, si gira a sinistra e si prosegue lungo una strada sterrata (non sempre in buone condizioni) con qualche tratto abbastanza sconnesso, fino a raggiungere il Piano della Casa m. 1743, punto di partenza per la salita.
Note
Si sale su sentiero e pietraia con ometti (o neve ad inizio stagione) fino al Colle della Culatta, e poi si procede su una bella cresta rocciosa composta di blocchi e gradoni rocciosi che offrono una facile e piacevole arrampicata su roccia discreta. Il periodo adatto per compiere questa piacevole ascensione va da giugno a settembre.
Ad inizio stagione possono essere utili anche piccozza e ramponi.
Descrizione

Dal parcheggio presso il Piano della Casa, si segue l’ottimo sentiero segnalato (indicazioni per il Rifugio Remondino) Il sentiero sale inizialmente verso destra, tagliando quasi in piano il fianco destro idrografico della conca del Pian della Casa, quindi piega poi verso sinistra con una fitta serie di diagonali, salendo tra grossi massi e larici nel Vallone di Assedras. Prendendo gradualmente quota, il sentiero (sempre ottimamente segnalato) raggiunge un bivio a quota 2070 m., dove si deve trascurare a destra la diramazione per il colle del Mercantour, proseguendo quindi sul lato sinistro del vallone, attraversando un piccolo corso d’acqua fra alcuni enormi roccioni isolati, pervenendo nelle vicinanze di un vecchio gias di pastori. Si vede già bene il rifugio, posto sopra una grande balza rocciosa. Il sentiero, prosegue con altre serpentine portandosi quindi alla base della grande balza rocciosa, sopra la quale è posto il riugio. Prosegue la salita aggirando verso sinistra la balza rocciosa su terreno abbastanza ripido, il sentiero risale una pietraia e poi volge a destra, salendo a mezza costa, raggiungendo la conca dove è situato il Rifugio Remondino m. 2430 (ore 1,45 / 2,00 dal Piano della Casa). Dal rifugio si sale subito verso sinistra, seguendo una ripida pietraia (segnalata con segni rossi e numerosi ometti) in direzione della cresta SSO della Cima di Nasta, poi si entra in una rampa che sale verso destra, posta tra la bastionata rocciosa della Catena del CAI a destra e lo sperone roccioso della cresta SSO della Nasta a sinistra. Si raggiunge un ampio pianoro detritico (o nevoso) costellato da pietrame e roccioni, passando nei pressi dello splendido Lago di Nasta m. 2800. Contornato il lago sulla destra, si sale a vista su ripidi pendii di pietrame (o neve) in direzione del colletto posto tra la Cima della Forchetta a sinistra e la Cima del Baus a destra. Raggiunto il Colle della Culatta m. 2950, si volge a destra seguendo la cresta NO costituita da blocchi e gradini rocciosi, che riserva facili passi di I e II su roccia abbastanza solida, superando prima una spalla, e poi sempre lungo il filo, raggiungendo la piccola ed area vetta, sormontata da una bella croce in legno (tempo indicativo dal rifugio alla cima : ore 2,00). In discesa non rimane che seguire lo stesso itinerario percorso in salita fino al Pian della Casa.

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Storico:
Il Baus è una montagna dalla forma piramidale, che si eleva tra il Vallone di Brocan (Rovina) e il Vallone della Casa (o Gesso della Valletta).
Secondo la letteratura alpinistica, Baus significa “grosso masso di roccia in località impervia”, oppure un termine provenzale (Baus) che indica grosso pietrone, blocco di pietra.
Mentre la prima salita invernale nota è opera del “solito” ed instancabile Victor de Cessole con la sua fedele guida Jean Baptiste Plent, saliti direttamente in giornata da Saint Martin de Vesubie, i primi salitori noti a questa cima sono il tenente Cornaglia dell’Istituto Geografico Militare e altri soldati, saliti per scopi cartografici nel 1878, ma secondo altre fonti (documentazione dello Stato Maggiore del Regno di Sardegna) pare che sia stato salito già prima del 1840.
Cartografia:
IGC foglio 113 - Argentera, Mercantour, Gelas - scala 1:25000
Bibliografia:
A. Parodi - Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso.
ste_6962
07.07.2020
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