mcrusche


Chi sono

Mi piace addentrarmi in ambienti selvaggi e solitari. Di solito da solo. Sci, piedi, ciaspole... non importa il mezzo purché riesca ad immergermi completamente nella natura delle montagne

Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nei giorni feriali strada chiusa 8-18, necessario passare da Caprie-Peroldrado
Si segue lo stesso percorso del sentiero escursionistico fino a pochi metri prima della vetta, come da descrizione. Sentiero ben segnato e facile da seguire.
Quando invece si prende a destra, abbandonando il sentiero escursionistico, per intraprendere la parte di arrampicata (facile), non ci sono praticamente segni ma solo qualche traccia di passaggio.
Si è comunque talmente vicini alla meta che il percorso da seguire si intuisce facilmente, con possibilità di aggirare alcuni passaggi più impegnativi.
Molte persone sul percorso escursionistico, ma l'ampia disponibilità di spazi larghi permette tranquillamente di mantenere il "distanziamento" dagli altri escursionisti.
Peccato che all'arrivo in vetta il tempo si sia un po' rovinato, avvolgendo tutto nelle nuvole....

Torno qui dopo alcuni anni, per arrivare finalmente in vetta in quanto la volta precedente ero rimasto bloccato dal ghiaccio che mi aveva respinto a pochi metri dall'arrivo
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Materiale in ordine.
Passaggio sul ponte un po' ballerino, la fune su cui si cammina non è molto tesa ma si passa comunque bene.
Poca acqua nel torrente.

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: parcheggio a pagamento 10 EUR con parchimetro automatico (NON DA RESTO!)
Salito dal lago Fiorenza, prima parte del percorso ben segnalata con marcature di vernice rosso bianca ben evidenti anche alla luce della frontale.
Tratto di avvicinamento fino alla base della punta Roma facile (E).
Da quota 2800 parte la salita vera e propria, mai difficile dal punto di vista tecnico. Fare attenzione solo ai detriti che si trovano sulla traccia, si può correre il rischio di scivolare o di far cadere detriti su chi segue. Casco consigliato.
Tratto finale di facile arrampicata su grossi spuntoni o blocchi.
Percorso mai troppo esposto.
In discesa di nuovo molta attenzione ai tratti con terriccio o pietrisco sulla traccia, per rischio di scivolamento.
Lungo tutto il percorso ho trovato solo due chiodi (di cui uno inutilizzabile), ma tutto sommato se ne fa tranquillamente a meno. Tutta la ferramenta che avevo portato (corda, rinvii, chiodi ecc.) è rimasta nello zaino o attaccata all'imbragatura.
Un paio di persone incontrate sulla Punta Roma, molte altre viste salire verso la Gastaldi. Per il resto una splendida giornata in solitaria, almeno fino al rientro ai laghi (dove s'incontra il solito folklore di gente varia...)
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: In auto fino a Grange della valle
Simpatica gita con la famiglia, dovevamo andare al lac Lavoir ma la troppa gente sul percorso ci ha convinto a deviare una volta giunti al pian della fonderia.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Parcheggio alla biglietteria del ponte tibetano.
Ferrata non difficile, ma un po' lunga, per chi non fosse abituato. Solo un paio di punti un po' più verticali, ma mai strapiombanti. Cavo e ancoraggi in ordine, sentieri di collegamento puliti. Siamo arrivati alla batteria alta, poi da lì Siamo scesi verso ovest lungo il sentiero chi porta direttamente a Claviere.
Visto che avevamo le torce abbiamo anche visitato l'interno delle batterie, interessante.
Con Francesco che ormai se la cava da solo senza bisogno di aiuto.


Uno degli spigoli un po' ostici
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Via CHIUSA, ma nessun cartello di segnalazione (l'ho scoperto solo il giorno successivo).

Partito da Claviere, avvicinamento lungo il petit vallon senza problemi. All'attacco della via scelgo di seguire la ferrata che da poco è stata completata.
Primo tratto impegnativo e verticale, il cavo della ferrata però dà molta sicurezza. Successivamente la difficoltà cala e si riesce a salire con tranquillità. Da quota 2800 circa si trovano alcuni nevai che coprono completamente il cavo. Per fortuna avevo deciso di salire con attrezzatura alpinistica (scarponi pesanti e piccozza), in questo modo ho potuto superarli pur con un po' di apprensione. Infatti i nevai sono per lo più situati su alcune selle di passaggio tra una cresta e l'altra, con strapiombo a destra e a sinistra...
Due piccoli ponti tibetani da superare, dopo il secondo di nuovo un passaggio un po' più atletico.
Segnalo, lungo il percorso, diversi ancoraggi staccati. In due casi la roccia su cui era posizionato l'ancoraggio si è staccata dalla parete, mettendo in tensione il cavo (che per ora regge grazie agli altri ancoraggi). Inoltre un nevaio ha causato la rottura di un capocorda. Altri ancoraggi (ne ho contati 4) staccati in punti non critici. Nel complesso quindi occorre fare molta attenzione e valutare sempre la situazione del cavo a monte della propria posizione.
In cima molti escursionisti saliti dalla via normale.
Discesa dalla via normale, con neve fradicia e fango nella parte alta, poi tutto asciutto.
Via molto bella ma da affrontare con cautela, viste le condizioni invernali ancora presenti in alcuni tratti e visti anche i problemi segnalati sugli ancoraggi.

Oggi ho chiamato le guide di Claviere per segnalare i problemi... mi hanno risposto che la via è CHIUSA... ma io non ho trovato segnalazioni in loco.

Targa all'inizio della via

Parte iniziale

Cavo rotto

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
L'attacco della via è segnato con pennarello bianco, non molto evidente. Ma con la traccia GPS non si fa fatica a reperirlo. Da lì la salita si fa divertente, mai troppo difficile. Lungo la salita ho trovato chiodi dei tipi più diversi, staffe, golfari, anche una zeppa di legno con un vecchio cordone. Alcuni chiodi non "cantavano" quando ho provato a batterli col martello, segno che non erano proprio così stabili. Un chiodo l'ho tolto e riposizionato 10 cm più in là perché si stava staccando. In completa solitudine lungo la via (cosa che io adoro). Grande affollamento invece sulla cima.
Rientro dal sentiero normale verso Caselette.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partito a piedi da pra catinat. Si incontra neve a circa 2100 metri. Neve dura in salita fino a circa 2500 metri , grazie al fatto che il vallone che porta al canale ovest è a lungo in ombra. La neve però non è molta e sotto una crosta di circa 5 cm c'è solo neve recente. Dall'inizio del canale la neve iniziava a mollare e la crosta iniziava a rompersi sempre più spesso. Comunque arrivo al colle tra le due punte, un po' in ritardo sulla tabella di marcia. Decido di non salire oltre, sono le 11:30 e il caldo aumenta, mi preoccupa di più lo stato della neve sul canale est che ho deciso di scendere. Primo tratto del canale est ripido, la neve molto farinosa mi fa sprofondare a ogni passo ma non svalanga. Qui niente crosta. La notte passata non c'è stato rigelo e il sole ha già scaldato molto. Finito il canale est piego a destra, lungo traverso sopra al lago Ciardonnet, la neve sempre più cotta. Dopo il lago e fino alla bergerie neve marcia mista a crosta non portante: una fatica immane visto che non ho ciaspole ma solo ramponi. Poi la neve cede il passi al fango e arrivo al Selleries. Da qui solo più noioso rientro, la strada è quasi tutta sgombra.
4 stelle perché il troppo caldo ha reso la neve faticosissima, soprattutto nel versante esoposto al sole.
Per il resto una bellissima cavalcata in solitaria.

Ps: ramponi e piccozza indispensabili per salire il canale.

Il canale ovest che sto per salire

Il canale ovest appena salito

Il canale est da cui sto per scendere. Attenzione a non sbagliare: il canale di discesa è quello sotto la punta nord

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Lasciata l'auto a Caselette
Avvicinamento lungo. Strada tagliafuoco fino al piano poi a dx su sentiero.
Fare attenzione alle scritte che indicano dove lasciare il sentiero, sono piccole e potresti passare oltre senza accorgersene.
Lasciato il sentiero si fa un breve tratto di bosco poi si attacca la via.
La roccia è molto "rugosa" e ricca di appigli: lame, fessure ecc. Alcuni chiodi e golfari posizionati in alcuni passaggi possono aiutare, se si sale in due o più, per assicurarsi.
Si passa da una cresta all'altra senza annoiarsi, alcuni passaggi sono da non sottovalutare .
Io ho trovato questa via molto divertente.

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: parcheggio sopra Celle, alla fontana dove parte il sentiero
Ritorno oggi per affrontare il secondo tratto.
Primo tratto evitato quasi completamente: sono salito quasi sempre dalla Mike.
Poi alla fine della Mike giro a destra e trovo gli ometti sulla pietraia che la volta scorsa avevo mancato.
Attraverso le pietraie, in alcuni punti molto instabili, quindi ritrovo la roccia da salire.
Primo tratto dopo la pietraia: trovo un chiodo per me inutile e scelgo una linea leggermente a destra del chiodo. Quindi un piccolo camino con qualche buon appiglio. Segue un tratto di cresta facile, poi si arriva ad una placca impegnativa che aggiro sulla sinistra: qui trovo molti appigli per piedi e mani.
Salgo lo sperone poi scendo un paio di metri e sono su un ripiano da cui parte una parete per me insormontabile. Aggiro a sinistra, con qualche difficoltà tra rami, terriccio e pietre mobili.
Arrivo in prossimità della cima e qui la pietra si fa scivolosa, la nebbia è salita ed il sole sta tramontando. Questa volta aggiro a destra e sono sulla vetta.
Questa via non fa per me. La prima parte mi aveva divertito di più, quando l'avevo salita due settimane fa.
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Tutte le sue gite

  • Patanua (Rocca) Cresta Sud (24/05/20)
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    Chaberton (Monte) Ferrata delle Batterie del Petit Vallon (23/06/19)
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    Musinè (Monte) Versante Sud - In Hoc Signo Vinces (21/10/18)
    Sella (Rocca) Via Cugini (13/10/18)
    Sella (Rocca) Via Cugini (29/09/18)
    Venezia (Punta) Via Normale per il Coulour del Porco da Pian del Re (08/09/18)
    Ondezana (Punta) Via Normale dalla Diga di Teleccio (04/08/18)
    Carpano Maglioli (Bivacco) dalla Diga di Teleccio (03/08/18)
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    Orrido di Chianocco (Ferrata dell') (28/07/18)
    Niblè (Monte) Via Normale da Grange della Valle, anello per il Rifugio Vaccarone (06/07/18)
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    Civrari (Monte, Punta della Croce) Parete Nord (13/05/18)
    Sigot Mario (Bivacco) da Grange della Valle (22/10/17)
    Jervis Guglielmo (Rifugio) da Chiapili di Sotto (05/08/17)
    Grigia (Testa) da Champoluc (24/06/17)
    Sella (Rocca) Cresta Accademica (30/04/17)
    Sella (Rocca) Via Mike (09/04/17)
    Dormillouse (Cima) dalla Val Thuras (19/03/17)
    Toesca (Rifugio) da Airassa (12/02/17)
    Gimont (Mont) o Grand Charvia da Claviere per la val Gimont (29/01/17)
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    Rocciamelone da la Riposa (30/10/16)
    Niblè (Monte) Via Normale da Grange della Valle, anello per il Rifugio Vaccarone (02/10/16)
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    Ciamarella (Uja di) Via Normale da Pian della Mussa (01/07/15)
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