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Chi sono

Scialpinista cinquantenne, sempre in affanno in salita, sempre contento in discesa, sempre affascinato dal bianco e dal blu delle montagne. Frasi famose: "oltre i 2.500 si è tutti amici"; "oltre i 3.500 ogni pensiero diventa una preghiera"

Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Crosta da vento/Sastrugi
neve (parte inferiore gita) :: Crosta da rigelo non portante
note su accesso stradale :: Ottimo
quota neve m :: 1000
attrezzatura :: scialpinistica
Molta gente ai parcheggi in fondo valle e -7° alle 08:30. Tanta neve e buona traccia di salita, rampanti non necessari. Il sole si vede solo al colle sotto la cima e l'ultimo tratto (30 mt di dislivello) si sale a piedi. Discesa lungo la val Piana (parallela alla Val Cavagnolo percorsa in salita) con crosta dura in alto, semisfondata a metà e pesante dal bosco in giù. Siamo quindi arrivati a Mott, un paio di chilometri sotto All'Acqua. Da lì autostop per recuperare l'auto al parcheggio.
Bella gita, completa e gratificante. Il percorso è tutto a nord e la neve di solito è fantastica in questa stagione. Peccato averla trovata molto vecchia (più di 20 giorni ormai), lavorata dal vento e dal caldo dei giorni scorsi: tutta crosta, non sempre portante in basso.

Dopo 200mt di salita di esce dal bosco rado

Fuori dal bosco un tratto in falso piano precede il secondo salto

Intorno ai 2.300mt piega verso Est per affrontare il terzo salto

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Crosta da rigelo portante
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa ventata
note su accesso stradale :: Ottimo
quota neve m :: 1300
attrezzatura :: scialpinistica
Itinerario semplice e piacevole. Il lungo percorso nel bosco è molto efficace perché la pendenza è buona e costante e lo sviluppo non è eccessivo. Fuori dal bosco ho seguito una traccia ma il percorso è evidente e puoi andare dove preferisci. Quasi in cima ho dovuto abbandonare per via della crosta gelata e durissima (non avevo i rampanti).
Mentre la mia famiglia sciava in pista ho approfittato della bella giornata per raggiungerli in cima agli impianti del Lusia e scoprire così una gita di tutto rispetto, rilassante e con una vista fantastica nella seconda parte.

La parte iniziale della strada nel bosco

La parte finale della strada nel bosco

Il Rifugio La Rezila a metà salita (1.780 mt)

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
note su accesso stradale :: Necessarie catene o 4x4 da Albosaggia
quota neve m :: 500
attrezzatura :: scialpinistica
Partiti da Campelli con -1 e 30cm di neve fresca e asciutta del giorno prima. Bella giornata ma la cima fumante del Meriggio ci fa subito capire che in alto c'è molto vento. Salita piacevolissima su ottima traccia, bosco rado, pendenza efficace. Fuori dal bosco iniziamo a sentire il vento e ci copriamo. Superata la punta della Piada alcune raffiche di vento sollevano molta neve. Il fondo cambia e diventa duro ma la salita è tranquilla fino in vetta. In discesa tra vento e crosta non ci si diverte molto fino al bosco. Nel bosco invece è molto bello perché c'è tanta neve e il terreno è tutto ben coperto.
Bella giornata in sei sul furgone di Federico. Il vento alla sella sotto la Punta della Piada ce lo ricorderemo: era difficile stare in piedi. Peccato non aver trovato gli sciatt, avremo altre occasioni.

Il bel prato di Campelli e sullo sfondo il Meriggio fumante

Nel bosco un po' di sole, neve polverosa e clima piacevole

Il vento in cresta prima della Cima

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
note su accesso stradale :: Ottimo
quota neve m :: 1400
attrezzatura :: scialpinistica
Primi 200mt di dislivello difficili, con togli e metti e ghiaccio sul sentiero. E' necessaria un'altra nevicata da 30 cm per assicurare la buona copertura sin dalla partenza. Dopo 20 minuti arriviamo al pianoro sui 1.400 e da lì fondo ottimo e traccia tranquilla fino in cima. Neve compatta fino a 1.800 mt, sopra ancora bella polverosa nei versanti verso nord.
Giornata di sole e non fredda. Salita piacevole e rientro dalle piste perché la discesa dal versante di salita era poco invitante. Negli ultimi 100mt abbiamo tolto gli sci perché il fondo era più sassi che neve.
Sarebbe stato bello concatenare più cime dell'arco che termina sul Monte Sponda Vaga.
Sei giovani con una giovanissima skialper dal grande futuro.

Salendo si ammirano due tremila delle Orobie, Pizzo Redorta e Pizzo Coca
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ottimo - Valle dell'Oro
Giornata non fredda ma ancora molto umida dopo una settimana di pioggia. Siamo inizialmente saliti lungo il sentiero n.10 per San Pietro al Monte e dopo poco l'abbiamo lasciato per prendere a destra il n. 8. Dopo un facile guado del fiume il sentiero sale ripido e ben tracciato. Verso i 770mt prendiamo l'8a tenendo la destra, perdiamo qualche decina di metri di dislivello e raggiungiamo una cresta panoramica da cui parte il sentiero che ci porta in vetta, mai difficile nè particolarmente esposto. Da lì per ampi pratoni arriviamo al Monte Rai e poi al Cornizzolo. Discesa passando da San Pietro al Monte.
Con Pietro e Carlo, indecisi se andare sul Resegone o fare questo giro, più basso. Scegliamo questo anche per via della neve che è arrivata fino verso i 1.400. La tanta pioggia ha reso il sentiero dal Cornizzolo a San Pietro al Monte un ruscelletto molto scivoloso, fangoso e antipatico. La salita da Civate al Birone, invece, molto più asciutta e affidabile. Vista stupenda sulla cresta, peccato per la birra mancata al rifugio Cornizzolo, chiuso.

Lecco dal sentiero di salita al Corno Birone

Dalla cima del Monte Rai verso il Resegone

Dalla cima del Monte Rai verso la pianura

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ottimo - Fonte Gajum
Una classica delle prealpi lecchesi di soddisfazione e con finale sulla cresta bello e impegnativo. Il sentiero geologico che porta al Terz'alpe è molto bello, ben tenuto e documentato. Dal Terz'alpe il sentiero sale ripido fino a una sella panoramica e da lì parte sulla destra il sentiero per il Corno Occidentale. Nell'ultimo tratto si deve prestare attenzione ad alcuni passaggi non attrezzati ed esposti, così come in un tratto che scende in un canale dalla vetta al rifugio SEV. Eviterei la salita alla cima nelle giornate umide e in caso di neve e ghiaccio.
Siamo poi scesi dal rifugio SEV nel bosco di faggi che guarda a nord (sentiero n.5) e arrivati infine al Prim'alpe per chiudere l'anello.
Con Pietro, Giuseppe e Davide oltre alla gita abbiamo condiviso un buon pasto al rifugio SEV.

Salita lungo il sentiero Geologico che da Gajum raggiunge il Terz'alpe

Dalla cima guardando verso nord (ramo di Lecco del lago di Como)

Il bellissimo faggeto che si attraverso percorrendo il sentiero n. 5
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ottimo
Giro molto bello ma un po' lungo nell'ultima parte verso Introbio, che sembra non finire mai. Meglio salire in fuoristrada in Val Biandino (grazie al servizio del rifugio Tavecchia) per tagliare il primo pezzo, lungo e non particolarmente piacevole. Molto aerea la parte dal Rifugio Grassi al Buzzoni.
Gita ideale per le terse giornate di autunno, con cielo blu, vista su Pizzo dei 3 Signori e Grigne e boschi colorati.

Madonna della Neve

Perle di saggezza lungo il sentiero

Sul Sentiero delle Orobie con ampio panorama

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ottimo
Una bella gita con più sviluppo che dislivello, molto panoramica e semplice. Un passaggio un po' esposto è dotato di catena, utile per i casi in cui ci sia neve o ghiaccio sul sentiero.
Con Pietro e Nicole, Paola e Benedetta. Ottimo pranzo al rifugio (Orecchiette alle ortiche e taleggio!) che, a quanto pare, è noto in zona per la buona cucina.

Il Grignone dai Piani di Bobbio

Il passaggio un po' esposto a metà itinerario

Panorama dalla cresta verso la Valsassina

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ottimo
Bella giornata, non limpidissima e relativamente calda. La salita è ben tracciata, attrezzata in diversi punti (anche laddove potrebbe non essere necessario) e man mano che ci si alza offre un panorama sempre più spettacolare. Meglio evitare la salita quando è bagnato e con neve e ghiaccio, a meno di essere adeguatamente attrezzati. Nessuna fonte lungo il percorso e un buon riparo a metà (bivacco Silvestri / Cà del Legn).

Con Betta, Bebe e Renata, Benedetta. Tanta gente in cima e vista grandiosa in un raggio di, direi, 100 km anche se in una giornata non limpidissima.

Uno scorcio sul panorama a metà salita

L'ultimo salto su facili roccette con l'aiuto di catene

Quasi in cima e oltre 2.000 mt sotto c'è il Lago di Como

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ottimo
Il percorso è molto ben tracciato. Quando arrivi al passo di Poiala vedi le due punte di Tanzonia: non c'è sentiero e noi siamo saliti su quella settentrionale arrivando alla sella tra le due cime (la Punta nord è 30 metri sopra la sella). Da lì, poi, tieni la sinistra in discesa per raggiungere il lago di Poiala attraverso i pendii erbosi. La chiusura del giro dal lago a Crampiolo è molto ben segnata e facile e ti chiede ancora 250 metri di salita.

Il giro è molto bello e si svolge in panorami ampi e piacevoli, in alto aperti fino al Gruppo del Rosa e a un gruppo di cime e ghiacciai a nord del Vallese.
Metto 4 stelle e non 5 per via delle nuvole che ci hanno impedito la vista dalla cima e dell'afa della giornata calda, che ha impedito di apprezzare bene il panorama. Credo che la stagione migliore sia fra un mese (ottobre/primi di novembre), quando i prati si colorano e l'aria è più tersa.

All'Alpe Naga si vedono le due Punte di Tanzonia e, sulla destra, l'omonimo passo

Il lago di Poiala scendendo lungo i prati dalla Punta di Tanzonia

Il limpido lago di Poiala

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