Gran Zebru' Via Normale dal Rifugio Pizzini

difficoltà: PD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 2178
quota vetta (m): 3851
dislivello complessivo (m): 1673

copertura rete mobile
vodafone : 10% di copertura
tim : 40% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 09/08/04

località partenza: Albergo Ghiacciaio dei Forni (Valfurva , SO )

punti appoggio: Rifugio Pizzini-Frattola m. 2700. (tel. 0342-935513). www.rifugiopizzini.it

cartografia: Tabacco foglio 08 - Ortles-Cevedale - scala 1:25000

bibliografia: Guida dei Monti d'Italia CAI-TCI. Ortles-Cevedale

accesso:
Si risale tutta la Valtellina fino a raggiungere Santa Caterina Valfurva. Da qui si segue una strada che sale verso sinistra, con indicazioni per il Rifugio-albergo dei Forni, fino a raggiungere il grande parcheggio situato a breve distanza dal Rifugio. Nel mese di agosto la strada di accesso al rifugio potrebbe essere chiusa, ma esiste un servizio di bus-navetta.
Dal Rifugio dei Forni esiste la possibilità di trasporto con mezzi fuoristrada privati fino al Rifugio Pizzini.

note tecniche:
La salita è un’ascensione di tutto rispetto e non banale, che si svolge quasi sempre su terreno glaciale ripido (pendenze dai 40° ai 45°) con una cresta nevosa finale a tratti affilata, che richiede buone condizioni della montagna e una certa esperienza. o e difficoltà, alpinistica, dato che non è una montagna per principianti. Il periodo migliore per salire il Gran Zebrù va da metà giugno a fine luglio, quando si trova ancora neve dura e compatta, mentre in stagione più avanzata affiora ghiaccio vivo e non va trascurato il pericolo di possibili scariche di sassi, soprattutto nel canale che porta alla Spalla 3462 m. Oltre alla normale dotazione alpinistica, potrebbe essere utile una seconda piccozza ed eventualmente qualche chiodo da ghiaccio.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio del Rifugio dei Forni si inizia a salire imboccando la stradina sterrata che procede lungo il lato sinistro della Val Cedec. Il tratto iniziale è abbastanza ripido, supera alcuni tornanti guadagnando presto quota.
Poi il percorso si svolge in leggera salita a mezzacosta, in questo tratto in salita è possibile ammirare il Ghiacciaio dei Forni con le imponenti cime che lo sovrastano come il Pizzo Tresero, la Punta San Matteo e il Palon della Mare, oltre ad altre montagne appartenenti alle famosa “Traversata delle Tredici Cime” che dal Tresero sale fino al Cevedale, consentendo di salire per cresta ben 13 cime ! Il cammino prosegue in Val Cedec, dove il sentiero non è mai ripido e faticoso, e con una serie di tornanti si raggiunge il ben visibile Rifugio Pizzini m. 2706 (ore 1,30 dal Rifugio-albergo dei Forni).
Dal rifugio si trascura il sentiero che sulla destra sale verso il Rifugio Casati, volgendo a sinistra su un sentiero che risale la morena (ometti) puntando verso la piramide del Gran Zebrù fino a raggiungere il ghiacciaio (Vedretta dello Zebrù) nei pressi di un grande roccione.
Si inizia a risalire il ghiacciaio prima in piano sulla sinistra, per volgere poi gradualmente a destra su pendenza maggiore (attenzione agli eventuali crepacci), dove la traccia porta alla base del pendio-canale che porta alla Spalla del Gran Zebrù.
Il canale è il tratto più ripido di tutta l’ascensione, si risale su roccette affioranti o neve il primo tratto, poi ci si tiene al centro del canale (pendenza di 45°) fino a sbucare sulla Spalla, a quota 3462 m. Si prosegue sul ghiacciaio pensile, con la traccia che sale prima direttamente, per piegare poi a destra, superando un piccolo pianoro e puntando alla base della cresta SE. Un pendio ripido (dai 40° a 45°) con un tratto di facili roccette conduce alla cresta terminale, a volte piuttosto affilata, e seguendo il filo (o qualche metro sotto sulla sinistra) si arriva in cima, dove si trova una grande croce metallica. (ore 4,00 dal Rifugio Pizzini alla cima, indicative).

In discesa si segue lo stesso itinerario percorso in salita.

altre annotazioni:
Una grande montagna, una delle più belle in assoluto del Gruppo e delle Alpi Retiche, di aspetto piramidale, imponente ed elegante da ogni versante venga osservato. E’ posta sulla cresta principale dove si uniscono le Valli di Solda, di Cedèc e dello Zebrù.
Una montagna celebre nelle Alpi Centrali, presenta una parete Nord rivolta verso Solda dove salgono grandi vie su ghiaccio anche molto difficili, ed un versante Sud-Est meno ardito ma ugualmente ripido ed elegante, dove si snoda la attuale via normale. Il nome di questa montagna, in lingua tedesca è Konigs-Spitze, che letteralmente significa “Cima del Re”.
La prima salita nota alle cronache risale al 24-8-1854 ad opera del seminarista bavarese Stephan Steiberger, ma è stata contestata e non riconosciuta da tutti. Mentre ufficialmente come prima salita venne riconosciuta l’ascensione compiuta da Francis Fox Tuckett, con i fratelli Buxton e le due guide Biener e Michel dalla Val di Cedec e per la attuale via normale il 3-8-1864.