Gran Zebru’ Via Normale dal Rifugio Pizzini

Gran Zebru’ Via Normale dal Rifugio Pizzini
La gita
andreamilano
5 14/12/2015

La strada dei Forni è aperta e transitabile senza problemi. La sterrata che porta al rif. Pizzini è interrotta in molti punti da colate di ghiaccio facilmente aggirabili. Dietro al rifugio incominciano le prime chiazze di neve. La neve è continua dalla vedretta dello Zerbrù in su.

Sapevo che quelcuno era già stato sul GZ una settimana fa, e mi aspettavo una traccia. Ma una piccola perturbazione aveva cancellato tutto. Infatti trovo poche tracce di passi, e solo in salita.

L’accesso al Collo di Bottiglia avviene per una lingua di neve che aggira a sinistra un cono di ghiaia. Nel canale le tracce diventano più marcate e si sale bene. Ero convinto di essere da solo invece vedo scendere uno con gli sci che poi da vicino si rivela essere l’alpinista Marco Confortola che mi dice di aver tracciato la via in mattinata. Più su incontro un trio di italiani in discesa ed una coppia figlio con madre di 67 anni (…complimenti…).

Dal passo la traccia si sposta verso il centro pendio e da li diritto fin sotto la cresta. La neve è quasi tutta soffice con leggera crosta e faccio un po’ di fatica, anche perché i 5 in fase di discesa hanno rimaneggiato le preziose tracce.
Alla cresta si arriva senza problemi su neve perlopiù dura e ventata. La cresta è in condizione perfetta, la migliore nelle tre volte che l’ho salita, con la traccia che rimane sul lato nord rispetto al filo. E poi sorpresa… Dove una volta c’era la meringa, adesso c’è una baracca della guerra tutta in legno che sporge dal ghiaccio, con tanto di porta e finestre (vedi foto).
Arrivato in cima faccio un giro fino all’inizio della Suldengrat per fare delle foto. Non mi soffermo sul panorama perché lo potete immaginare. Vorrei fermarmi un po’ ma il gelo non lo permette. Comunque arrivo alle 13 e dopo mezz’ora scendo.

In discesa per lo stesso itinerario. Nei punti più ripidi con faccia a monte. Dal passo seguo la cresta di misto fino al Kreilspitze così da poter fotografare la pala da una posizione insolita (vedi foto).

4 ore e 20 per la salita
mezz’ora in cima
3 ore e 10 per la discesa

Nel complesso le condizioni sono buone. Sicuramente meglio che d’estate. La neve è dura e camminabile dal rifugio fino alla vedretta. Estiva dentro il canale. Soffice con crosta ed in alcuni punti ventata sulla pala, compatta sulla cresta.
Quindi vivamente consigliata. Sicuramente meglio che stare a casa a menarsela per la neve che non viene.
Per il momento tentare con gli sci è possibile ma non divertente.

Link copiato