Taillante (Crete de la) Danse avec les loups

difficoltà: 5c / 5b obbl
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 2748
sviluppo arrampicata (m): 600
dislivello avvicinamento (m): 600

copertura rete mobile
vodafone : 0% di copertura
tim : 20% di copertura
no operato : 0% di copertura
3 : 20% di copertura

contributors: makalu64 Andreino
ultima revisione: 15/10/17

località partenza: Colle dell'Agnello (Molines-en-Queyras , 05 )

punti appoggio: Refuge du col Agnel

bibliografia: Relazione da Alpidoc n.47

accesso:
dal Colle dell'Agnello si segue il sentiero per il Colle Vieux. Poco prima del colle si traversa a dx in discesa, puntando per pietraie e prati pianeggianti in direzione della parete occidentale della Taillante, caratterizzata da speroni e lisce placche.
Per sfasciumi e pietraie si arriva all'attacco della via, posto alla base del secondo sperone che scende a nord della cima centrale, alla partenza in un lungo diedro che termina sotto un'evidente arcata strapiombante a sx di belle e compatte placche (1 ora).

note tecniche:
Quest'itinerario si presenta con alcune belle lunghezze di arrampicata su placca, dove l'uso e l'equilibrio sui piedi è fondamentale; è completamente attrezzato a fix, possono essere utili alcuni friends medi. La roccia è un calcare cristallino tabulare molto compatto e abrasivo. La salita permette di riscoprire questa caratteristica lunga cresta a torto poco frequentata.
L'itinerario, anche se le difficoltà sono molto contenute, non è da sottovalutare; lo sviluppo e la discesa mai banale ne fanno una lunga via da affrontare con condizioni meteo sicure. L'ambiente tipico del Queyras è dolce, solare e molto panoramico (sulla cresta sommitale della Taillante vi è una vista sull'arco alpino a 360°); stupendo il Lac Foreant, poco sotto la parete.

descrizione itinerario:
L1) diedro, placca (4c, 50m)
L2) diedro, placca (4c, 50m)
L3) placca e traverso a dx (5b, 50m)
L4) placca in traverso a dx (5c, 45m)
L5) muro, piccolo strapiombo (attenzione: roccia poco sicura), poi da una cengia detritica si traversa a dx; sosta non ben visibile alla base di un canale di scolo (5c, 45m)
L6) placche (3b, 50m)
L7) placche (3c, 50m)
L8) placche (4b, 50m)
L9) placche (5c, 50m): attenzione, oltre 15 m tra una protezione e l'altra (uno spit è saltato...)
L10) placche (4c, 45m)
L11) placche (4c, 50m)
L12) placche, muro, uscita su una piccola anticima della lunga cresta (ometto) (4b, 45m).

Discesa:
le soste della via non sono attrezzate per le doppie, quindi si segue per 100m l'affilata cresta in direzione sud-est con bei passaggi esposti fino al grosso ometto della cima centrale (3185m, alcuni spit di protezione e di sosta); di qui si scende per 20-30m un pendio detritico, poi si traversa a sx fino ad un salto (ometto) da dove si effettua una doppia di 20m (sosta attrezzata con 2 spit) fino ad un colletto; si sale pochi metri a dx su un torrione da quale con una doppia (1 spit) ci si riporta sulla cresta per la quale si continua in direzione della cima sud; poco prima della cima si incontra la vaga traccia della via normale e la si segue in discesa (attenzione ai vari passaggi esposti) fino ai prati, dove si riprende la traccia dell'avvicinamento.

altre annotazioni:
Sylvain Pusnel, Jean-Philippe Charbonnier e Bruno Pelligrin nell'estate 2002.