Dragonet (Guglia del) Via Campia – Sperone Nord

Dragonet (Guglia del) Via Campia – Sperone Nord

Dettagli
Altitudine (m)
2300
Dislivello avvicinamento (m)
1130
Sviluppo arrampicata (m)
450
Esposizione
Nord
Grado massimo
5c
Difficoltà obbligatoria
5c

Località di partenza Punti d'appoggio
Bivacco Gandolfo

Note
Le chiavi del Bivacco Gandolfo sono reperibili presso la Sig.ra Bluotto di S.Anna di Valdieri, 0171-977841.
Il bivaccco è estremamente pulito ed accogliente. Sono presenti luce, gas e un poutagè perfettamente funzionante, oltre a pentole, piatti,posate ecc. A pochi metri, sul sentiero di salita, un rio con tubo nero per l'acqua.
Un sentito ringraziamento al CAAi, soprattutto nelle persone di Piras e Rabbi, per l'attenta manutenzione di questa struttura e la ritracciatura del sentiero.
Accesso stradale: si risale la Valle Gesso, giunti all'altezza dell'area attrezzata del vecchio tunnel Ciriegia-Mercantur, si lascia l'auto, si attraversa il ponte e si volta a sx fino ad introdursi nel bosco, freccia rossa su un albero. A questo punto, fare MOLTA attenzione nel dirigersi verso il torrente, non seguendo numeri o indicazioni di vernice rossa recente, poichè relative ai lotti dei boscaioli. Reperito il sentiero che corre parallelo al Gesso, seguirlo fedelemente, tacche rosse sbiadite e ometti, fino a risalire l'angusto, ma affascinante vallone che, dopo un'ora e trenta circa di irto sentiero, raggiunge il bivacco.
E' probabilmente possibile raggiungere il sentiero anche lasciando l'auto dal parcheggio per il Vallone della Vagliotta e, superato il ponte, voltando a dx.
Avvicinamento
raggiungere la base della Guglia, risalendo fino alla base dello sperone. Vista l'esposizione, anche in stagione inoltrata si trova neve compatta e dura. Utili ramponcini.
1h 15 dal Bivacco.

Attacco:
nalla parte bassa, lo sperone si incunea tra due evidenti canali laterali. Attaccare più o meno al centro.

Salita:
risalire il centro della parete(III-IV), questo si corica fino a formare una cengia verso dx. Si segue una placca levigata obliquando prima a dx(V-) e poi a sx(III). Si prosegue su una rampa a dx, si supera uno strapiombetto e quindi una placca(IV, V). Si segue per intero una rampa ascendente a sx che riporta verso il centro della parete; al suo termine si effettua una scomoda sosta.
Si scende leggermente traversando per una decina di metri a sx(V delicato) e si prosegue poi direttamente lungo un canalino che porta ad un buon terrazzino di sosta. Si sale dapprima sulla dx, superando una placca ed un diedro(IV+), per poi raggiungere più facilmente il filo dello sperone via via più marcato. Lo si segue tenendosi nei pressi del filo con percorso non obbligato; alcuni tiri con difficoltà non sostenute(III, passi di IV).
Si supera una placca verticale(V) e si segue quindi la cresta fin sotto l'ultimo torrione. lo si scala lungo un diedro a sx(III, IV), cuneo in legno(!?), ritornando quindi sul filo, che si segue con aerei passaggi sino all'aguzza cuspide di vetta.
Descrizione

La relazione dell’itinerario descritto è tratta dal libro MOntagne d’Oc di Parodi-Scotto-Villani, ma la relazione di Salesi su Monti d’Italia, pur essendo più datata (1970) è altrettanto precisa.

Discesa:
si scende circa 20mt per rocce non difficili sul versante meridionale, quindi per ripidi canali di detriti ed erba, si guadagna il fondo del vallone di Lourousa, a monte del Lagarot 1917m. Seguire poi il sentiero che porta alle Terme di Valdieri, dove è consigliabile aver lasciato un’auto.

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Bibliografia:
Montagne d'Oc di Parodi-Scotto- Villani e Guida Monti d'Italia Alpi Marittime
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