Canzo (Corno Orientale di) Stella Alpina

Canzo (Corno Orientale di) Stella Alpina

Dettagli
Altitudine (m)
1050
Dislivello avvicinamento (m)
950
Sviluppo arrampicata (m)
200
Esposizione
Nord
Grado massimo
6a+
Difficoltà obbligatoria
5b
Difficoltà artificiale (se pertinente)
a1

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio SEV

Note
La via è di tipo alpinistica e non va sottovalutata per difficoltà tecnica, esposizione della parete, zoccolo e ingaggio. Tutti i chiodi in via sono datati e da verificare, compresi i vecchi fix alle soste. Utili due mezze corde, cordini per le soste, una staffa, 16-17 rinvii (di cui qualcuno lungo), friend medio-grandi fino al BD nr. 4 (utile ma non necessario doppiare il nr. 3). Meglio portare martello e qualche chiodo piatto e universale per ogni evenienza.

N.B.: gli itinerari in zona non sono affatto scontati e obbligano ad una progressione a volte faticosa e consapevole delle difficoltà tant'è che è raccomandabile affrontarli con esperienza e rispettandone l'etica con cui sono stati preservati durante questi anni.
Avvicinamento
Dalla frazione Belvedere di Valmadrera (in auto) si imbocca (a piedi) l'evidente mulattiera per la cappelletta della VARS e si segue per Sambrosera (716 mt). Superata la fontana di Sambrosera piegare a destra e continuare a salire sul sentiero nr. 7. Superato l'evidente strapiombo roccioso "Tecc di Port", continuare fino alla pietraia alla base della parete del Corno Orientale e per tracce all'attacco della via posto dietro ad un enorme sasso (targhetta alla base della via). Eventualmente è possibile salire ancora un po' per il sentiero e tagliare con percorso non obbligato all'altezza del grande masso (1h 45min circa).

In alternativa è possibile salire anche dalla frazione dell'Alpe Oneda di Valbrona in provincia di (CO).
Descrizione

L1 – III, 40 mt
Salire verticalmente per roccette e prato verticale fino ad una grande pianta (non andare subito a sinistra in direzione di uno spezzone di corda ma salire verticalmente).

L2 – IV, 40 mt
Traversare decisamente verso sinistra, rimontando un vago zoccolino roccioso fino alla base di una fessura strapiombante (non la prima, ma quella successiva).

L3 – A2, 30 mt
Salire con arrampicata artificiale la fessura strapiombante e dopo qualche metro superare verso sinistra e su chiodi a pressione la compatta placca fino al grande diedro strapiombante.

L4 – VII- (oppure V+/A0), 30 mt
Su per il diedro strapiombante seguendo i punti più deboli di esso fino ad una sosta qualche metro dopo il tratto più aggettante. Alcuni tratti potrebbero risultare bagnati dopo pioggia intensa.

L5 – V, 35 mt
Seguire il bel diedro-lama via via più appoggiato ed appigliato (4 chiodi).

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Storico:
Giuseppe Crippa e Giuseppe Arosio nel 1963.
ziocharli
06/09/2018
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