Moregallo (Monte) Via OSA

Moregallo (Monte) Via OSA

Dettagli
Sviluppo arrampicata (m)
360
Esposizione
Nord
Grado massimo
6b
Difficoltà obbligatoria
6a+
Difficoltà artificiale (se pertinente)
a2

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Dalla provinciale che da Malgrate va verso Bellagio, alla prima galleria svoltare a destra, superare il bar Rapa Nui e posteggiare l'auto nei pressi di una palina CAI.
Seguire il sentiero finchè non inizia a traversare verso destra; a questo punto bisogna proseguire in direzione della parete nord seguendo un canalino (qualche passo di arrampicata di II/III grado) oppure una esile traccia alla sua sinistra viso a monte).
L'attacco è alla fine del canale (non sulla rampa rocciosa che dà verso il lago, ma subito dopo proprio alla fine del canale). Circa 1 ora dall'auto.
Note
ATTENZIONE: da non confondere con la cresta OSA.
Itinerario di stampo alpinistico valutato complessivamente come ED. Assolutamente da non sottovalutare, va affrontato con esperienza ed allenamento. Molti chiodi da verificare, alcuni dei quali precari. Le soste vanno rinforzate.
Utili due corde da 60m, una serie di nut, friend (fino al BD nr. 3), una o due staffe, una scelta di chiodi e martello.
Descrizione

L1 – IV 40m
Rimontare il muretto di una decina di metri (spesso bagnato) che sbarra l’accesso alla cengia basale (1 ch, eventuale sosta con cordoni e moschettone su un grande masso).
Proseguire sulla cengia erbosa seguendo la parete fino ad arrivare alla base del primo diedro strapiombante (1 fittone e sosta su 2 ch).

L2 – V+ e A1 oppure VII 35m
Attaccare il primo diedro e risalirlo fino al suo termine. Sosta su chiodi. Roccia un po’ delicati in alcuni tratti.

L3 – VI e A1 oppure VII- 40m
Salire lungo il secondo grande diedro strapiombante, con passi in artificiale più faticosi. Roccia friabile in alcuni tratti.

L4 – VI e A2 40m
Dalla grande cengia risalire il terzo diedro, decisamente più strapiombante degli altri e spesso bagnato con arrampicata artificiale faticosa ed aleatoria in alcuni tratti.

L5 – VI e A0 oppure VI+ 40m
Su roccia gialla e delicata in direzione di un camino aperto (molto esposto) fino a doppiare lo spigolo sulla sinistra. Sostare sul terrazzino.

L6 – VI e A0 oppure VI+ 40m
Superare i successivi balzi aggettanti su roccia molto grigia e verticale (arrampicata sostenuta) in direzione di una pianta. Proseguire in traverso verso destra ed uscire su prato. Sosta su albero.

L7 – IV 50m
Traversare la cengia verso sinistra e superare gli ultimi metri in comune con la via “Tempo al Tempo” fino a raggiungere un ripido prato. Da qui altri 200m di ripidi e insidiosi prati verticali.

Questa lunghezza può essere evitata. Da S6 (sosta su albero) abbassarsi fino ad un grande albero con cordoni e moschettoni a leva opposta, dal quale inizia la serie di calate in corda doppia.

DISCESA
4 calate in corda doppia. Dall’albero di cui sopra effettuare una prima breve calata fino a prendere una sosta molto esposta (3 ch). Effettuare quindi due calate di quasi 60 m (di cui la prima completamente nel vuoto).
Alla base della cengia erbosa tornare al masso con cordoni e moschettone e da qui effettuare un’ultima calata (se si utilizza solo una corda bisogna disarrampicare un paio di metri).

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Storico:
Antonio Rusconi, Giorgio Tessari, Casto Canali, Pietro Paredi - 15 e 16 maggio 1965
ziocharli
29/06/2013
7 anni fa
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