Basodino (Monte) dalla Capanna Basodino per la via normale svizzera del versante Est

difficoltà: F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 1856
quota vetta (m): 3273
dislivello complessivo (m): 1417

copertura rete mobile
vodafone : 40% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 07/10/07

località partenza: Capanna Basodino (Cevio , Vallemaggia )

punti appoggio: Capanna Basodino m. 1856 (CAS Locarno). Tel. 0041-91-7532797. http://www.cas-locarno.ch/content.php?

cartografia: CNS foglio 1271 - Basodino - scala 1:25000

bibliografia: Guida dei Monti d'Italia CAI-TCI Alpi Lepontine

accesso:
ci sono due modi per raggiungere Locarno dall’Italia. La prima è quella che passa da Verbania (raggiungibile con l’autostrada A26 e uscendo a Gravellona Toce, quindi entrando a Verbania e proseguendo con la SS 34 che superando i centri abitati di Ghiffa, Cannero Riviera, Cannobio raggiunge il confine di Stato nei pressi di Piaggio di Valmara. Superato il confine si toccano prima Brissago, successivamente Ascona, raggiungendo quindi la città di Locarno (50 km da Gravellona Toce), crocevia principale per raggiungere il punto di partenza (S. Carlo di Bavona). Si può raggiungere Locarno anche da Domodossola imboccando la Val Vigezzo, passando per Trontano, Druogno, S. Maria Maggiore per arrivare alla frontiera italo-svizzera nei pressi di Ponte Ribellasca. Proseguendo nella valle nota come Centovalli si superano i centri di Camedio, Intragna e Losone, raggiungendo infine Locarno (47 km da Domodossola). Da Locarno si inizia a risalire la Valle Maggia, superando in successione Avegno, Gordevio, Maggia, Someo, Cevio, raggiungendo quindi Bignasco, dove occorre svoltare a sinistra per la Val Bavona. Si risale tutta la valle sino al suo termine, raggiungendo S. Carlo di Bavona, e ancora per 1.5 km fino ad arrivare al parcheggio della funivia S. Carlo – Robiei (40 km da Locarno).

note tecniche:
Il Monte Basodino è il punto culminante della lunga costiera rocciosa compresa tra la Bocchetta del Castel ed il Passo d’Antabbia. Si tratta di una delle montagne più note e frequentate della regione, sia per la facilità delle tre vie normali, sia per la bellezza del contesto ambientale che per il grandioso panorama che è possibile ammirare dalla cima. Una montagna costituita da due cime : la Cima Nord (la più alta) e la Cima Sud m. 3236 divise da una piccola selletta sulla cresta sommitale. La salita descritta in questa relazione è la via normale svizzera che sale lungo il versante Est, superando il Ghiacciaio del Basodino e proseguendo per la cresta Est che presenta piacevoli passaggi di facile arrampicata (I e II grado). E’ un’ascensione facile, normalmente non ci sono problemi per la salita del Ghiacciaio del Basodino, la cresta finale è composta da blocchi e gradoni rocciosi con qualche breve tratto esposto, se trovati innevati o ghiacciati richiedono attenzione, piccozza e ramponi indispensabili in questo caso. Ha un dislivello non proprio contenuto (1400 metri) che richiede mediamente 5 ore di salita e un buon grado di allenamento, però è possibile dividere in due l’ascensione pernottando all’ottima e confortevole Capanna Basodino del CAS di Locarno. Il periodo migliore per le salite al Basodino va da metà giugno a settembre. Oltre che su sentiero segnalato in ore 2,30 da S. Carlo, è possibile raggiungere la Capanna Basodino con la funivia S. Carlo di Bavona – Robiei aperta da giugno a ottobre.

descrizione itinerario:
dalla stazione di arrivo della funivia a Robiei m. 1890 si scende in 10 minuti su strada asfaltata fino a raggiungere la Capanna Basodino m. 1859. Dalla capanna si risale la strada fino ad un pianoro erboso, dove si piega a sinistra seguendo un sentiero con segnavia bianco-rosso che con una serie di tornanti raggiunge la strada che porta da Robiei al Lago de Zott. Si piega a destra seguendo per un breve tratto la strada asfaltata che riporta verso Robiei per pochi minuti, fino ad un bivio con cartelli indicatori (Bocchetta di Val Maggia, Randinascia e Basodino) dove si abbandona la strada e si sale a sinistra con una serie di serpentine, fino a raggiungere un secondo bivio, dove si prosegue a sinistra, entrando in un valloncello dove il sentiero sale alla destra di un ruscello, salendo in diagonale tra alcuni grandi pietroni si raggiunge una piccola sella, dove si scende in una bella conca erbosa. La conca prende il nome di Randinascia m. 2156. Si continua ancora lungo il vallone (Valletta di Fiorina) fino a raggiungere una seconda conca erbosa dove è presente un altro bivio. Si tralascia il sentiero che a destra porta verso la Bocchetta di Val Maggia e si continua a sinistra (paline segnaletiche, seguire il cartello blu con l’indicazione Basodino) entrando in una conca detritica che porta sotto un salto roccioso. Il sentiero risale a sinistra del salto roccioso, con una serie di serpentine su una ripida pietraia, raggiunto il dosso roccioso, la traccia, sempre ben visibile (segni bianco-rossi e ometti), sale per pendii erbosi e pietrame verso destra con il Basodino e il suo ghiacciaio sempre ben visibili in alto (la vetta è la punta rocciosa più a sinistra della lunga costiera rocciosa che inizia dalla Bocchetta del Castel a destra e termina al Passo d’Antabbia verso sinistra) raggiungendo la base delle placconate rocciose che sostengono il ghiacciaio. Seguendo gli ometti sempre presenti e ben visibili, si sale con una serie di diagonali prima a destra e poi a sinistra, aggirando alcuni saltini rocciosi e placche lisce, fino a raggiungere le lingue iniziali del Ghiacciaio del Basodino. Messo piede sul ghiacciaio, lo si risale prima direttamente verso destra in direzione del soprastante Pizzo Cavergno, e poi traversando in diagonale verso sinistra puntando alla sella di quota 3014 m. alla base della cresta Est del Basodino. Lungo il ghiacciaio spesso si trova la traccia e attualmente (agosto 2013) è privo di crepacci, comunque richiede buona visibilità ma è percorribile senza problemi. Dalla selletta di quota 3014 m. si segue la cresta Est del Basodino formata da gradoni e massi accatastati tenendosi quasi sempre sul filo o qualche metro sotto sulla destra, con percorso piacevole si superano con facile arrampicata (I, con tratti di II) i gradoni e alcuni spuntoni (aggirando eventualmente a destra qualche asperità della cresta fino a raggiungere il primo blocco roccioso della vetta della Cima Nord del Basodino (libro di vetta e piccola statua della Madonna), si scende per pochi metri ad un intaglio e si risale con facile arrampicata il torrioncino dove è posta la piccola croce metallica della Cima Nord (punto più elevato). (ore 4,30 / 5,00 dalla Capanna Basodino alla cima, indicative). In discesa si segue lo stesso percorso fatto in salita.

altre annotazioni:
Il nome Basodino deriva dall’adattamento dei nomi comparsi sulla cartografia locale, Basaldinehorn sulla Carta Sarda, Basodine sulla Carta Dufour, Basaldiner Torn sulla carta italiana del 1885 e quindi Monte Basodine sulla carta tedesca. Nel corso degli anni nella letteratura alpinistica e cartografia è diventato quindi Basòdino. La prima salita nota a questa cima è quella del 3-9-1863 quando una comitiva di topografi svizzeri composta da G. Padovani, P. Scuella, G. Zanini e P. Losi salì lungo il versante orientale (la attuale via normale svizzera). Mentre la prima salita dal versante italiano avvenne nel 1865 per opera di D.W. Freshfield con A. Zertanna, salita che in seguito divenne la via normale dal Rifugio Maria Luisa.