Grondilice (Monte) Fessura Malerba

difficoltà: 5b / 5b obbl
esposizione arrampicata: Nord
quota base arrampicata (m): 1700
sviluppo arrampicata (m): 120
dislivello avvicinamento (m): 550

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: davec77
ultima revisione: 24/06/09

località partenza: Rifugio Donegani (Minucciano , LU )

punti appoggio: Rif. Donegani, Rif. Orto di Donna

bibliografia: Guida dei Monti d'Italia CAI-TCI

note tecniche:
La Bresci-Malerba al Grondilice è una via alpinistica classica, breve ma sostenuta, su roccia in più punti friabile.
La grande fessura solca da cima a fondo la piccola parete nord del Grondilice ed è sempre ben visibile dalla Val Serenaia.
L'itinerario classico è stato completamente richiodato (in data luglio 2012) a spit, e tutte le soste composte da due piastrine con anello. Qualche vecchio chiodo ancora presente, si tiene tendenzialmente lungo la fessura a dx, mentre sulle placche a sx si svolge una variante moderna a spit, più dura.

descrizione itinerario:
Avvicinamento.
Dal parcheggio del Rif. Donegani si può seguire la marmifera per l'Orto di Donna e il nuovo rifugio alla cava 27, e giunti all'altezza della parete piegare a destra e salire dapprima a occhio nel bosco, e poi per prati e sfasciumi (disagevole, qualche ometto in alto, 1h 15).
Oppure, leggermente più lungo ma più comodo, raggiungere il nuovo rifugio, percorrere per un breve tratto il segnavia 186 per la Finestra del Grondilice e poi traversare a destra in orizzontale o lieve discesa aggirando il versante Est del monte e raggiungendo così da sinistra gli sfasciumi erbosi sotto la parete nord.

Descrizione.
1° tiro (35 m, III, IV, IV+ con un passo di V). Sostando su un buon fix posto sulle prime rocce appoggiate, si attacca la fessura, che qui è quasi un canale-camino (roccia abbastanza compatta, sul fondo).
La si segue fino a un enorme masso incastrato che la ostruisce, al di sopra il quale è presente una sosta a spit. La via classica si tiene a dx (pochi chiodi, integrazione non facile) ma in alternativa a sx si può salire una variante a spit, più impegnativa (non salita). Nel primo caso il masso viene aggirato da dietro, passando dentro la spaccatura a dx; proprio nella spaccatura si può sostare su due vecchi chiodi per limitare l'attrito sulle corde, e poi raggiungere con pochi passi facili la sosta nuova. Nel secondo caso si arriva direttamente da sx alla sosta superiore.

2° tiro (20 m, V+, V-, IV+). Dalla sosta sopra il masso si sale direttamente il muro verticale, di roccia compatta con piccole tacche, obliquando un po' a dx (3 spit abbastanza vicini, tratto duro di V+) fino a raggiungere, con un paio di metri in traverso a destra, la fessura vera e propria. Risalirla in spaccata (qualche chiodo vecchio) fino a una sosta a spit.
[Forse la via classica qui non saliva neppure sopra il masso, ma dalla sosta più bassa continuava nel camino retrostante, largo e tetro, che solo più in alto si chiude a fessura. Si vede un solo vecchio chiodo all'inizio del tratto più verticale. Come soluzione è molto poco invitante, anche per la qualità della roccia].

3° tiro (25 m, IV+, V, IV). Si prosegue sempre in spaccata lungo la fessura (5-6 chiodi), eccetto un breve tratto in cui si è costretti a spostarsi sulla parete a sx (V). Più in alto le rocce a dx della fessura strapiombano, si supera questo tratto ancora in spaccata e/o incastro di braccia e al di sopra, dopo pochi passi più facili, si trova la sosta a spit.

4° tiro (35 m, IV, III+, III). La vetta è ormai vicina e le difficoltà calano un po'. Poco sopra la sosta, sulla destra, si trova un canaletto molto appoggiato, prosecuzione della fessura, facile ma con il fondo completamente detritico (1 chiodo all'inizio). Se lo si percorre risulta altissimo il rischio di far cadere sassi sui compagni, per cui è preferibile evitare il canale e salire dapprima in verticale sopra la sosta (roccia un po' migliore, IV poi III+, 1 fix in corrispondenza di un piccolo terrazzino) e poi traversare a sinistra (meno verticale ma abbastanza delicato, IV e III+) dirigendosi verso un tratto più appoggiato dal quale si sbuca in vetta (III poi sempre più facile, attrito alle corde e roccia completamente marcia, fare grande attenzione). Poco dopo il traverso si trovano due chiodi relativamente vicini su cui si può sostare e recuperare i secondi, ma vista la scomodità della posizione è possibile anche solo rinviare e attrezzare l'ultima sosta più oltre, quasi in vetta, cercando la prima fessurina chiodabile decentemente. Attenzione che in vetta si trovano solamente detriti ed è impossibile sostare.
Questo tiro è più facile degli altri tre ma è molto poco protetto (necessari friends) e con tratti di roccia friabile.

Discesa.
Senza problemi per la via normale (bolli blu, sentiero con passi di I) fino alla vicina Finestra del Grondilice, da qui segnavia n° 186 fino al Rif. Orto di Donna e poi marmifera fino al Rif. Donegani.