Uccello (Pizzo d’)- Direttissima Gran Diedro Nord

Uccello (Pizzo d’)- Direttissima Gran Diedro Nord

Dettagli
Altitudine (m)
1500
Dislivello avvicinamento (m)
100
Sviluppo arrampicata (m)
600
Esposizione
Nord
Grado massimo
6c
Difficoltà obbligatoria
6b

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Individuato l’evidente diedro l’attacco si raggiunge senza percorso obbligato risalendo fino al suo termine il ghiaione, da cui parte una rampa ascendete verso sx 1,45 ore dal Donegani o 50minuti dalla sbarra delle cave di Ugliancaldo.
Note
La roccia alterna tratti molto compatti ma buoni a altri piuttosto precari che richiedono prudenza e attenzione. Nella parte bassa alcune soste intermedie permettono di dividere alcuni tiri; sono comunque indispensabili corde da almeno 60 metri. Necessari friends (anche mediograndi, camalot 3) nuts e chiodi. Alcuni tratti non banali sono scarsamente proteggibili.
Tempo di via 10h + 1,5-2h per raggiungere la vetta.

La via è probabilmente una tra le più belle sulla parete nord ma è di notevole impegno sia fisico che psicologico, richiede concentrazione costante ,si consiglia questa variante molto sostenuta a rocciatori esperti e che padroneggiano bene almeno il 6c a vista.
Descrizione

L1, 60 m, 1 fix di sosta, III
Dalla sommità destra del ghiaione risalire una rampa ascendente verso sx. integrabile con friend. Sosta con un fix.

L2, 35 m, 2 ch, 1 fix di sosta, IV
Proseguire lungo la rampa superando alcuni muretti più ripidi, chiodo con cordino, oltrepassando la vecchia sosta per andare a sostare (1fix) alla base del diedro vero e proprio.

L3, 55 m, 3 ch, sosta con ch e 1 fix, V, V+, V
Superare un muro verticale (ch.) e raggiungere un pilastrino, proseguire lungo il diedro-camino di dx (2 ch, poche possibilità di integrare nella parte bassa, in alto utile friend grande, camalot n.3) fino alla sosta.

L4, 55 m, 4 ch, IV, V, IV sosta con ch e 1 fix
Proseguire lungo il diedro oltrepassando una vecchia sosta intermedia andando a sostare su una comoda terrazza a dx.

L5, 35 m, 3ch, IV+, V sosta con ch e 1 fix
Rientrare nel diedro fino a un punto in cui diventa impercorribile e spostarsi sulla placca di dx (chiodo universale arancione) e lungo questa alla sosta.

L6, 30 m, 8 ch, V, VI, V sosta con ch
salire la placca a dx seguendo i chiodi e rientrare poi a sinistra progressivamente nel diedro chiuso ora da uno strapiombo che si supera direttamente in spaccata ,portarsi poi leggermente fuori dal diedro sulla sx per poi rientrarvi con passo atletico. Sosta scomoda in una nicchia 3 chiodi e una clessidra utile cordino molto lungo per collegare il tutto.

L7, 20 m, 5 ch, V+, VI, V sosta con ch. a press. e fix
si esce dalla nicchia a dx per poi rientrare nel diedro fino allo strapiombo che lo chiude, che si vince sulla destra su placca con passo duro, per poi recuperare la buona fessura nel diedro a sx da salire in dulfer, poi si arriva alla sosta con ginepro! 3 chiodi a pressione e un fix collegati con cordone.

Qui finisce la parte classica e si entra nella variante diretta Virgilio.

L8, 45 m, 4ch 2 fix  2 a press.) V, VII+ sosta su 2 fix
Superata una prima placca con chiodi a pressione si prosegue prima verso destra fino a ch, poi dritti fino ad individuare fix nuovo (sosta da ignorare). Con passo deciso entrare nel diedro dove si incontra un altro fix e con un altro passo delicato si accede a terreno più facile (possibilità di proteggersi con friend ),al termine del diedro si trova la sosta con due fix.

L9 50m 1 fix di via e un chioco  VI+  e 2 fix alla sosta.

Uscire dalla sosta obliquando leggermente a sx puntando dritto all’evidente fix presente (possibilità di integrare con nut e friend), salire verticalmente il diedro che diventa un po’ erboso, e che in alto è chiuso da una pianta, si esce sulla dx per poi ricurvare immediatamente a sx e rientrare verticalmente in un secondo diedro erboso insidioso presente un chiodo di via, al culmine uscire a sx dove di trova la sosta su 2 fix.

L10 30m 1 chiodo e 4 fix di via e 2 fix alla sosta VII

Uscire dalla sosta traversando decisamente verso dx puntando l’evidente chiodo e poi il fix, per poi immettersi in un piccolo diedro leggermente strapiombante, vinto il diedro si va verso dx e si entra in una placca sostenuta seguendo la linea dei 3 fix presenti, dopo il terzo si ripiega verso sx fino alla sosta. (termina qui la variante  diretta virgilio).

Inizia la variante direttissima Pedrini-Iacconi-Del Checcolo

L11 50m V+ sosta su 2 fix  nessun chiodo o fix di via.

Si esce verticalmente dalla sosta puntando un evidente diedro erboso sopra, varie possibilità di protezione con friend e chiodi, vinta la prima metà del lungo diedro molto insidiosa quando diventa più strapiombante ci si sposta progressivamente verso dx sulla spalla del diedro e si segue fino alla sosta su comodo terrazzo con due fix.

L12 50m VI 1 fix di via e 1 fix di sosta

Salire verticalmente sopra la sosta puntando l’evidente fix nella placchetta a dx proseguire verticalmente fino ad un alberello e sopra di esso vincere un piccolo diedrino strapiombante (passaggio fisico), dopo di che proseguire verticalmente in un canaletto fino al bellissimo e panoramico terrazzo Virginia. Fix posizionato sul lato dx del terrazzo erroneamente. Si consiglia di allestire una sosta su chiodi direttamente all’uscita del canaletto erboso.

L13 45m V+/VI 1 fix di via e 1 fix alla sosta.

Traversare verso sinistra costeggiando lo strapiombo puntando il fix vicino allo spigolo sx. aggirare lo spigolo con passo sostenuto e poi risalire verticalmente per facili rocce fino alla sosta 1 fix da integrare con un friend.

L14 20m V 1 fix di sosta

Salire l’evidente e breve doppia fessura a DX e vincerla. Dopodiché traversare leggermente verso dx e poi rientrare verso sx fino al fix di sosta sulla cengia di uscita!

Da qui si attraversa la cengia alta classica con 4-5 tiri di corda o in conserva fino alla natta piana. Dall’uscita della via ci vuole circa 1,5 ore per raggiungere la vetta del pizzo.

Discesa:
Uscire sulla cresta di Nattapiana e da lì salire fino alla vetta del Pizzo d’Uccello e scendere per la normale, in questo caso è conveniente partire dal rif. Donegani.
Si può scendere fino all’attacco della via in questa maniera: giunti sulla grande cengia, andare a dx e con un pezzo in conserva e un paio di calate su alberi (oppure disarrampicando sempre in conserva) giungere alla fine della via marathon e da essa intraprendere le doppie fino al sentiero Zaccagna. (vedi relazione Marathon)

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Bibliografia:
Alpi Apuane, cai tci 1979
salite scelte funck
gregped
24.08.2020
1 mese fa

Condizioni

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