Nona (Bec di), La Pertze, Mont Grimon, Cima Piana traversata Nord-Sud

difficoltà: D   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 1267
quota vetta (m): 2523
dislivello complessivo (m): 1500

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Enzo51
ultima revisione: 14/10/18

località partenza: Covarey (Champdepraz , AO )

punti appoggio: rif. Barbustel

cartografia: IGC 1:50.000 Ivrea Biella bassa Valle d'Aosta

bibliografia: Guida dei Monti d'Italia Emilius. Rosa dei Banchi: parcco del M.Avic

accesso:
Al bivio due km oltre l'abitato di Verres svoltare a sx e risalire il vallone di Champdepraz all'interno del parco del Mont Avic, fino a Covarey. Parcheggiare in un ampio spazio sulla dx di poco a valle del divieto d'accesso.

note tecniche:
Interessante arrampicata per cresta di media difficolta' con roccia generalmente buona. Solo una breve ma sostenuta arrampicata nel tratto centrale, la salita della pertica, il palo, la Pertze in dialetto valdostano.Ideale nelle mezze stagioni quando la neve ricopre le cime alle quote maggiori, consente pero' ancora di arrampicare all'asciutto a quote di poco inferiori.

descrizione itinerario:
Da Covarey percorrere il restante tratto di strada asfaltata fino alla piazzetta sottostante la chiesetta di la Veulla, prendere la sterrata tutta alla sx (sentiero 5/c per il rif. Barbustel Lac Blanc) in leggera discesa che si trasforma poi in sentiero.
Oltrepassare il ponte e risalire con ripidi e stretti tornanti la sponda destra orografica del vallone fino ad incontrare le alpi Leser do sotto prima e di Leser di Sopra poi , che non si toccano.
Piegare a sx in una radura acquitrinosa sottostante il Lago di Leser, e puntare su drittoin direzione della cresta ovest nord ovest del Bec di Nona. Raggiungibile per una pietraia inizialmente poi sul filo e piu' affilata nel finale con passi di II°.
Ometto in punta. (ore 2.30-3.00 dalla partenza)
Inizia a questo punto la cavalcata di cresta vera e propria dallo sviluppo di oltre 2 km con difficolta' di ordine classico dal II° al V° con parecchio III e alcuni tratti di IV.
Dal Bec di Nona cosi raggiunto scendere in direzione sud all'intaglio senza problemi. Ci si trova ora di fronte un arcigno torrione non superabile direttamente.
Aggiralo alla base sulla dx con breve traversata fino a un canale diedro con passo iniziale delicato se bagnato (III+), che consente di riguadagnare la cresta.
Seguendo il filo (II) si giunge a un tratto pianeggiante di rocce rotte piuttosto lungo, dal quale si scende al secondo intaglio, e da dove inizia il tratto piu' interessante del percorso. Dopo alcune semplici asperita', si supera una paretina lungo una spaccatura (obliqua da dx a sx) (III+). si scende ad una forcella, si scala un torrione sul filo dello spigolo (passo di partenza IV+ poi IV-).
Si prosegue sul filo di dentini (una breve corda doppia) fino a un colletto. Innalzandosi su una lama affilata (aggirabile eventualmente sulla dx per una svasatura), e continuando verticalmente (IV), si tocca la sommita' del successivo torrione, dal quale per roccette malsicure si scende ai piedi del caratteristico torrione detto la Pertze. Aggirarne la base sulla dx (W), e salire lungo un diedro camino (IV) ad un buon punto di sosta sulla cresta. Il monolito (15m ca.) si sale da sud.
Attaccare nel centro una paretina leggermente straiombante in direzione di un vecchio chiodo (equipaggiato come l'altro poco sopra di cordino giallo in buono stato) (V molto sostenuto), e proseguire dritto fino a un terrazzino, dal quale in ascendente verso destra su buone prese raddrizzarzi oltre un poco accennato spigolo in forte esposizione, fino a prendere ora delle ottime prese che consentono di accedere al cordone di sosta per la successiva calata di 15m a ritornare al comodo terrazzino.
Con altri 10 metri di calata si scende il camino diedro fino alla base, prevedere corda da 50m). Una madonnina di coccio priva di piedistallo e' depositata in un anfratto dell'ometto di punta (2337m). Tornare facilmente in cresta. Seguono due torrioni piu' facili, il primo di rocce rotte e erba, con discesa lungo la cresta (sulla dx un invitante placca e' interrotta da un salto).Il secondo di placche poco inclinate in salita, presenta una discesa piuttosto complessa: seguire per un tratto la cresta, poi piegare sulla dx e percorrere sul fondo due successivi canalini che conducono ai piedi di un gran blocco rossastro, dal quale si risale a un netto intaglio.
Di qui lungo una crestina affilata posta trasversalmente (esposizione sulla sx est, si gira sul lato opposto, e lungo una fessura (in opposizione) ed un camino si tocca l'ampia depressione quota 2360m. Superato senza problemi il successivo torrione per blocchi prima e la ripida parete aggirabile sulla dx poi, si continua sul filo sino ad un ulteriore torrione che si sale su roccia, all'inizio buona e poco inclinata, poi piu' ripida e instabile (II+). Dalla sua sommita' si raggiunge in breve il M. Grimon (2523m). Lultima parte della traversata e' decisamente piu' semplice.
Percorso un tratto di cresta pianeggiante, si incontrano ancora vari torrioni: il primo con passi di (II), e senza difficolta' di rilievo il secondo e il terzo. Una crestina pure facile conclude il percorso conducendo alla Cima Piana (2512m).
In corrispondenza di ciascun salto per scendere alle relative selle e' gia' presente attrezzatura in loco con cordino giallo recente attorno a spuntone per brevi calate mediamente sui 15- 20 metri max.
Calcolare dalle 6 alle 7 ore per la sola traversata, altre 3 ore occorreranno a scendere al col de Croix per la facile cresta ovest della cima Piana a riprendere il sentiero che si ricongiunge con quello dell'andata all'altezza del lago Leser.

altre annotazioni:
Non si conoscono i nomi dei primi salitori.
Si sa di un tentativo invernale nel 1928 di Amilcare Cretier e Lino Binel, interrotto a meta' percorso sull'alpeggio di Piana.
La prima ascensione invernale, sara poi realizzata da Diego Margiotta e Felice Bechon il 12 marzo 2003.