Scarpìa (laghetto di) da Rassa

Scarpìa (laghetto di) da Rassa

Dettagli
Dislivello (m)
1280
Quota partenza (m)
938
Quota vetta/quota (m)
2217
Esposizione
Sud
Grado
E
Sentiero tipo, n°, segnavia
61-62

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Questo solitario laghetto si trova quasi alla testata di un vallone laterale della Val Gronda, nell’alta Valsesia, e più precisamente sotto le rocciose pendici della punta Ventularo e del Becco di Cossarello. La peculiarità di questa escursione, oltre ovviamente al laghetto, è la bellezza incontaminata dei luoghi che si attraversano immersi nella più completa “wilderness”: dall’Alpe Piana in poi l’ambiente selvaggio e la poca frequentazione contribuiscono infatti a consigliare la salita agli amanti della tranquillità e dei posti incontaminati. Il sentiero si perde raramente nelle zone erbose e comunque l’itinerario risulta sempre chiaro per la presenza del bolli segnavia; il tratto più faticoso è quello oltre l’Alpe Sassolenda mentre bisogna prestare un po’ di attenzione ad un paio di guadi del torrente che durante il disgelo richiedono un’attenta valutazione dei punti di attraversamento. Naturalmente la caratteristica del territorio ci offre la possibilità di vedere molti animali (cerbiatti, marmotte e camosci) integrati nei loro habitat. Da apprezzare senz’altro la volontà di alcuni valligiani di tenere “vivi” alcuni, ma purtroppo non tutti, dei pochi e vetusti alpeggi.
Descrizione

Da Rassa si imbocca la strada per la Val Gronda passando davanti a due cappellette e, preso il sentiero che si stacca sulla destra in prossimità di una teleferica, si raggiunge la frazione di Ortigoso; si attraversano le case deviando a destra e, superata una baita isolata ed un’altra cappelletta, si arriva all’Alpe Piana. Qui, in mezzo alle case si devia a destra, chiare indicazioni sul muro, prendendo il sentiero 62 che si addentra in un bel vallone laterale; camminando a mezzacosta e senza eccessiva pendenza si arriva a superare un paio di guadi, il secondo dei quali è attrezzato con un cavo d’acciaio, dopo di che il sentiero arriva all’Alpe Sassolenda dove il tracciato si perde un po’ nella bassa vegetazione ma comunque si è sempre in presenza dei bolli segnavia, alcuni un po’ sbiaditi altri ben visibili, messi sulle pietre del pendio erboso. Ora la pendenza aumenta un po’ e si arriva ad un terzo guado che ci porta sul versante opposto dove si trova un altro sentiero che si stacca sulla destra e che si deve ignorare; proseguendo dunque a sinistra si attraversa un’ultima volta il torrente e ci si avvicina ad un ripido canalino erboso oltre il quale si tiene la sinistra per rimontare una marcata costola erbosa. Sopra di questa si passa poco distante dalle baite dell’Alpe Scarpìa al cui bivio si continua diritto per uno scivolo erboso oltre il quale il sentiero si sposta sulla destra e, superati due grossi ometti di pietre dove il sentiero si perde un po’, arriva in vista dell’Alpe Laghetto ben visibile a destra sul vicino crinale superiore; raggiunte le baite praticamente diroccate (2218 m) si salgono ancora pochi metri dove, poco al di sotto si trova il solitario laghetto adagiato in una conca morenica.

Proponi una modifica all'itinerario
scrivendo a redazione@gulliver.it
Cartografia:
Swiss Topo 1:50000 -294 Gressoney
climbandtrek
03/07/2016
4 anni fa
7 anni fa
9 anni fa

Tracce (1)

Risorse nelle vicinanze Mappa
Webcam 917m 50m

Rassa

Webcam
Link copiato