Reixa (Monte) e Rocca Vaccaria da Arenzano, anello per i Passi Gava e Gavetta

Reixa (Monte) e Rocca Vaccaria da Arenzano, anello per i Passi Gava e Gavetta

Dettagli
Dislivello (m)
1120
Quota partenza (m)
50
Quota vetta/quota (m)
1182
Esposizione
Sud
Grado
E
Sentiero tipo, n°, segnavia
Due pallini rossi, M bianca (maremonti), V bianca (Vaccaria), X rossa, quadrato rosso vuoto

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Saiardo-Gilwell al Passo Gava

Avvicinamento
Da Genova/Milano/Torino autostrada uscita casello di Arenzano, appena usciti dall'autostrada si incontra una rotonda, seguire le indicazioni per Arenzano alla successiva rotonda seguire le indicazioni per la stazione FF.SS. dove si può parcheggiare l’auto, oppure subito dopo nei pressi della piscina comunale. Oppure si può salire per Terralba, uscita autostrada prendere per Savona alla prima deviazione a dx girare, dopo breve si raggiunge Terralba, superata la farmacia a sx stradina ripida in salita fino a Curlo dove si parcheggia nello spiazzo al termine della strada (sbarra) o lungo la strada stessa. Al santuario i posteggi sono a pagamento, però lungo la strada è possibile posteggiare specialmente al mattino presto è possibile trovare posto.
E’ anche possibile arrivare in treno, partendo direttamente dalla stazione a piedi e raggiungendo il santuario del Santo Bambino.
Note
Sono possibili più percorsi per raggiungere il passo della Gavetta, quello più logico ed anche più panoramico oltre ad essere migliore come sentiero, se si parte da Arenzano, è indicato dal segnavia V bianco. Per fare questo itinerario si sale la scalinata a fianco del santuario sotto la torre dei Saraceni, si percorre la strada asfaltata di via Costa Frati per circa 1 chilometro fino alla deviazione per Ca Bugioa, dove una volta raggiunta dietro alla stessa parte il sentiero da una staccionata. Per un tratto il sentiero cammina nel bosco poi una volta usciti il tratto successivo fino alla Gavetta diventa molto panoramico oltre a camminare su un bel sentiero. Detto sentiero si interseca con il sentiero A che transita dal rifugio Scarpeggin,(merita una visita facendo una breve deviazione): dal santuario al passo della Gavetta si fanno circa 700 metri di dislivello e circa 4 chilometri di strada, da questo punto l'itinerario diventa comune con altre vie che salgono dalla località Curlo. Altro sentiero da prendere in considerazione sia per salire che per scendere è il quadrato rosso vuoto che sale dal passo della Gava fino a San Gioachin dove subito dopo rimonta a sx e va a collegarsi con l'Alta Via e che conduce al monte Reixa. IL sentiero attraversa il selvaggio e panoramico versante est del monte Reixa con il Bric e il rio Malanotte e la veduta su Genova. Rispetto al sentiero con il segnavia X rosso (menzionato nella relazione) il sentiero quadrato rosso compie un tragitto di circa 1,8 chilometri in più. Bel percorso, dallo sviluppo considerevole specialmente partendo direttamente da Arenzano paese. Consigliabile ad inizio stagione oppure in autunno, poiché in piena estate troppo assolato e caldo. Riepilogo sentieri:
Arenzano – Curlo: scalinata dal Santuario Santo Bambino, poi sterrata e sentiero molto rovinato dalla pioggia, 2 pallini rossi.
Curlo - Passo della Gavetta: due pallini rossi/ M bianca (percorso maremonti)
Passo Gavetta – poco prima del passo della Gava: due pallini rossi/ V bianca (Vaccaria).
Bivio prima del Passo della Gava: V bianca, prima su bel sentiero, poi per prati seguendo ometti e scritte di vernice.
Passo Vaccaria – Rocca Vaccaria: Alta Via
Rocca Vaccaria – Monte Reixa : Alta Via
Monte Reixa – Passo della Gava : X rossa
Passo della Gava – Curlo: strada sterrata, fino all’incrocio con due pallini rossi.
Curlo – Arenzano: sentiero molto rovinato poi sterrata e scalinata del santuario, due pallini rossi. Monte Reixa - Alta Via direzione est : quadrato rosso vuoto - Passo della Gava.
Descrizione

Da Arenzano (o dalla stazione o dal Santuario del Santo Bambino ) si sale la scalinata che fiancheggia il santuario, incrociando via Costa dei Frati, la si si segue costeggiando la Torre dei Saraceni, fino all’edicola con Madonna dove si imbocca una evidente strada a sx (segnaletica) . Si prosegue con piacevole salita verso la località Colletta di Curlo 292 m. quando la strada sterrata finisce ed inizia il sentiero le cose cambiano, inizia un faticoso percorso in quanto la pioggia ha trasformato il sentiero con buche e sassi, fortunatamente termina al Curlo.
A questo punto si attraversa la strada e si imbocca il sentiero che parte davanti la cisterna d’acqua in cemento,(indicazione due pallini rossi + freccia rossa di scorciatoia), oppure continuando sulla strada asfaltata, superando una sbarra, poco sopra l’asfalto termina, e la strada diventa sterrata, si continua seguendo i pallini rossi e le possibili scorciatoie, quella successiva la si incontra dopo avere superato un’altra sbarra e un bivio. Appena superata la sbarra si riprende il sentiero a dx, pochi metri dopo si giunge ad un bivio: continuando dritti si prosegue con i due pallini rossi, svoltando a dx si percorre il sentiero A che transita dal rifugio Scarpeggin per poi intersecare con il sentiero della V bianca. Proseguendo con i 2 pallini rossi si fanno altre scorciatoie, tutte a dx, superata l’ultima scorciatoia (ad un tornante della sterrata) dopo non molto si raggiunge la dorsale sud del Bric Gavetta sulla verticale di Arenzano, si supera un intaglio roccioso molto caratteristico e poco oltre il Passo Gavetta 717 m (da qui a destra si può salire al Monte Tardia Ponente, 200 m di dislivello aggiuntivi con possibilità di discesa al Passo Gava).
Al Passo Gavetta si incontra il sentiero indicante V bianca (Vaccaria) e tre pallini rossi. Lo si segue in leggera e breve discesa, poi il sentiero ripiana, quando si giunge ad un bivio, seguire il sentiero di sx che scende, si transita sotto il rifugio della Gava (fonte) e si prosegue a mezza costa (sempre indicazioni V) iniziando a salire nel bosco di pini marittimi, con moderata pendenza. A quota 858 m si incontra la Fonte Leone,
si segue ancora il sentiero contrassegnato dai due simboli (“V” bianca e tre bolli rossi) fino ad un bivio con cartelli appesi ad un albero (arrugginiti), che indicano la deviazione per la Rocca Vaccaria (“V” bianca) verso destra. Si segue questo sentiero in salita ora più marcata, abbastanza nascosto dalla vegetazione anche se non ci sono percorsi obbligati, facendo riferimento agli ometti ed ai segnavia di “V” bianca fino a raggiungere la dorsale spartiacque al Passo Vaccaria 1116 m. Si segue a questo punto l’Alta Via dei Monti Liguri verso sinistra raggiungendo in breve la cima della Rocca Vaccaria 1164 m, con una piccola statua della Madonna.
In discesa, volendo compiere il consigliabile giro ad anello considerata anche la vicinanza con il Monte Reixa ed il fatto che il percorso non viene allungato particolarmente, si ritorna al Passo Vaccaria, e per la facile dorsale in salita in pochi minuti si è sulla cima del Monte Reixa 1182 m, anche qui una piccola croce e una statuetta posta sulle roccette sommitali, gran panorama sul golfo di Genova.
Da qui sono possibili delle varianti, una delle quali inizia a scendere percorrendo a destra la dorsale Sud, su bel sentiero indicato dalla X rossa; dapprima percorre fedelmente la dorsale, poi si sposta sui prati del versante Ovest della montagna (dove ci sono i canali del Reixa), e con discesa rapida e piacevole senza possibilità di errore si arriva al Passo della Gava, poco distante dal rifugetto incontrato in salita. L’altra variante è quella di proseguire sull’A.V. in direzione est fin quando il sentiero non arriva ad un bivio con segnavia quadrato rosso, si continua dritti superando un recinto per foraggio, e dopo poco si giunge al San Gioachin si svolta a dx e si scende fino a raggiungere il passo della Gava. Ora non volendo risalire al Passo della Gavetta, si può proseguire sulla strada sterrata, che con una lunga tagliata a mezza costa passa appunto sotto il passo sopra citato, e aggirando tutto il versante nord, conduce ad una caratteristica costruzione con sopra un argano dove in passato i falciatori trasferivano il fieno con la teleferica. Poco sotto si arriva in una zona dove c’è un osservatorio per i rapaci, e uno spiazzo dove a sx c’è una bacheca. Si transita davanti alla bacheca e poco dopo facendo attenzione si incontra il sentiero due pallini rossi al bivio già percorso all’andata. Quindi non resta che seguire a ritroso il sentiero fino a Curlo, alterando scorciatoie a strada sterrata. Da Curlo ad Arenzano sul percorso da cui si è saliti.

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Bibliografia:
Andrea Parodi - I monti del Beigua
pbianco
02.06.2020
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